Liverpool-Roma, Monchi va controcorrente: “Meglio terzi che in finale di Champions”

Pubblicato il autore: Ivan Aiello Segui
BENEVENTO, ITALY - SEPTEMBER 20: Ramon Rodriguez Verdejo Monchi of Roma during the Serie A match between Benevento Calcio and AS Roma at Stadio Ciro Vigorito on September 20, 2017 in Benevento, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

E’ iniziata la settimana cruciale che accompagna la Roma nel sogno Champion via Anfield Road, e il ds Monchi, in un’intervista rilasciata alla redazione sportiva de “Il Messaggero”, tira le somme della sua esperienza capitolina.

Nella sua lunga intervista esordisce definendosi “matto”, inteso come maniaco e perfezionista nel lavoro, e specifica di preferire di gran lunga il raggiungimento degli obiettivi prefissati piuttosto che fare tante inutili discorsi.

Fatti e non parole è dunque il suo mantra e alla domanda inevitabile del perché la Roma stupisca in Champions (arrivando a centrare una storica semifinale) mentre invece è molto distante dallo scudetto risponde che nel calcio (fortunatamente) non sempre “2+2 fa 4” e che l’esperienza è la madre di tutta la scienza, quell’esperienza che ora la sua Roma sta accumulando e che probabilmente era impensabile di avere al primo anno in cui il ds e l’allenatore sono i nuovi arrivati.

Concentrazione, testa e cuore sono naturalmente tutti rivolti alla doppia sfida contro il Liverpool: superare la squadra di Jurgen Klopp e dell’ex Salah significherebbe andare a giocare la finale a Kiev.
Un sogno che si avvera per i tifosi giallorossi dopo 34 anni di attesa e la febbre è già altissima.

Anche su questo versante, alla domanda se firmerebbe per un quinto posto in campionato ma in finale di Champions, la risposta è ponderata e da ds navigato: ““Se so che vinciamo la Champions sì. Per i tifosi è meglio arrivare in finale, ma per noi è più importante conquistare la qualificazione. Sono due cose differenti: la qualificazione in campionato porta soldi per la prossima stagione, quelli che entrano per il percorso in Champions vanno in questo bilancio”.

Nel resto dell’intervista si parla di Di Francesco (allenatore dal profilo perfetto per mentalità e visione del calcio), di Edin Dzeko e della sua partenza a gennaio (“sarebbe stato un  bel guaio” chiosa) e dei suoi successi a Siviglia (anche lì, tutti europei e mai in Liga) ma, soprattutto, di dove vuole portare la sua Roma: “Più vicino al successo. Se arrivi tante volte vicino, vinci. Oggi lo siamo, passi indietro non ne possiamo fare”.

  •   
  •  
  •  
  •