Var, un’innovazione necessaria anche in Champions League. Ecco i dati che lo confermano

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 27: The scoreboard shows the use of the new VAR system during the TIM Cup match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on December 27, 2017 in Milan, Italy.

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

L’ennesimo incrocio con le squadre spagnole ha certificato verità di cui si sospettava già l’esistenza, ossia la netta superiorità del calcio iberico su quello nostrano e ha dato inizio al consueto carosello di processi mediatici, operazioni di lifting, restyling o che dir si voglia..

Quella che una volta era, dal finire degli anni 80 fino all’inizio del nuovo millenio, una coppa particolarmente prodiga per il pallone italico di notti magiche e trionfi, nell’ultima decade pare essere diventata oltremodo avida ed egoista, avendo trasferito la sua retorica del successo ad appannaggio dei baldi ispanici. Senza scomodare gli almanacchi, ragionando al passato prossimo, delle ultime dieci partecipazioni,  Real Madrid e Barcellona, superpotenze spendaccione se ne sono spartite equamente il 60% lasciando sporadici hurra’ alle restanti presunte corazzate  dell’ elitè europea. Se la riflessione si fa oggetto di un più acuto approfondimento, emerge nella propria disarmante chiarezza, la dirompente intensità di tale dominio, se è vero che negli ultimi 10 anni 8 volte le merengues e 7 volte i blaugrana, sono arrivate almeno nelle prime 4. Se si aggiunge poi che 2 degli ultimi 3 trionfi madridisti si sono concretati a scapito dei cugini dell’Atletico, l’amarezza e la delusione non possono che lasciare il campo a compiacimento e ammirazione

Dopo essersi ricomposti, vale la pena però indagare i freddi numeri che accompagnano le loro imprese e farne oggetto di attenta analisi se non altro, in primis, per non lasciare nulla di intentato e in secundis, per non lasciar definitivamente spazio ad un complesso di inferiorità già in preoccupante fase di cristallizzazione. Ecco qui di seguito cosa le evidenze che ne sono emerse. Real e Barcellona hanno giocato rispettivamente 112 e 115 gare delle ultime 10 edizioni: Ronaldo e compagni hanno beneficiato di 15 penalty a favore, Messi e compagni di 19: da ciò si desume che il Barca ha un rigore a favore all’incirca ogni 5 gare e mezza, al Real ne viene concesso pressapoco uno ogni 6 partite e mezzo. A destare agitazione, se non impotenza, è il dato relativo ai rigori fischiati contro, soprattutto se l’avversario da incontrare indossa la  maglia blaugrana: solamente in tre occasioni il referee ha indicato il dischetto a loro danno, e in un caso, si suppone forse anche per la desuetudine, il tiro è stato pure neutralizzato!, contro i madrileni, invece, si è trattato di una scena che si è ripetuta in ben 17 circostanze.

Le probabilità statistiche di avere un rigore a favore al cospetto di Messi e compagni sono di conseguenza ridotte al lumicino (mediamente ogni 35 partite..) mentre aumentano in notevole potenza(senza sortire grandi effetti si rimuginerà..) quando in campo ci vanno i blancos (un penalty ogni sei match circa). La maglia che sembra “pesare” di più appare quella che invoca la torcida blaugrana se è vero che in 115 apparizioni i gialli mostrati loro sono stati 183 (pressapoco un ammonito e mezzo a gara) mentre gli uomini di Florentino Perez sono stati sanzionati 209 volte in 112 partite. La riflessione acquisisce maggiore sostanza se ci si sofferma sulle  sanzioni comminate agli avversari: 313 elementi puniti con il giallo quando sul terreno fronteggiano gli azulgrana (quasi tre sanzionati a gara) e 246 cartellini gialli mostrati ai giocatori che, loro malgrado, incrociano i Galacticos (poco più di due a evento). Gli arbitri designati sembrano più restii a sanzionare con il cartellino rosso i giocatori tesserati per il Barca (è successo solo in 5 occasioni mediamente una volta  ogni 25 gare ossia una ogni tre anni!) destino che li accomuna a quelli del Real( sette volte con una incidenza leggermente inferiore ossia una espulsione più o meno ogni 18 turni).

I cartellini rossi di cui usufruiscono le due big citate sostanzialmente si equivalgono: 16 volte il Barcellona si è trovato in superiorità numerica (statisticamente una ogni otto gare) 17 volte è capitato al Real (con una incidenza molto simile). In conclusione, è sicuramente vero che l’allargamento della Champions ha portato maggiore assuefazione e quantità a scapito della qualità (all’edizione in corso hanno partecipato 79 squadre di 54 delle 55 federazioni affiliate alla UEFA)  ed è altrettanto vero che, i gironi eliminatori non brillano sempre per incertezza ed equilibrio nel pronostico, sta di fatto che il dominio spagnolo, diffuso mediaticamente da una sapiente regia, alimentato nel suo continuo evolversi mediante prodezze balistiche senza tempo come mitologiche gesta eroiche giustamente reclamizzate urbi et orbi, trae la propria linfa vitale , in dosi a onor del vero non massiccie, anche da sistemica sudditanza e genuflessione, sentimenti e argomenti sempre attuali nei nostri patri confini.

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