Nazionale, come si può spiegare il 10 a Thiago Motta?

Pubblicato il autore: Domenico Nocera Segui
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Fonte “Cresciuti a pane, calcio e ignoranza”

Ieri sono stati ufficializzati i nomi dei 23 giocatori della Nazionale italiana che prenderanno parte a Euro 2016. Come ogni biennio che si rispetti, anche stavolta i mugugni e le ironie non sono mancate da parte dei tifosi azzurri.

Ciò che però in queste ore ha fatto più notizia, è senza dubbio la scelta di Antonio Conte di affidare la gloriosa maglia numero 10, un tempo di Roberto Baggio, Alessandro Del Piero e Francesco Totti; all’ex-interista Thiago Motta.

Il parallelo fra quei tre storici numeri dieci e l’attuale centrocampista del Paris Saint-Germain è certamente improponibile e basterebbero i numeri statistici e l’ironia del web per capirlo. Ma di fronte a una scelta che spetta insidacabilmente al Commissario Tecnico, ciascuno di noi può soltanto cercare indovinare le varie valutazioni che Conte avrà fatto in merito.

Intanto è opportuno ricordare, a monte, che la disponibilità di giocatori italiani in grado di fare nettamente la differenza, dopo la vittoria di Berlino nel 2006 nella finale mondiale contro la Francia, si è ormai da anni sempre più assottigliata. Certo, quasi tutti gli attuali 23 hanno, chi più chi meno, buone capacità e sono stati tutti stati in grado, sempre (pochi), quest’anno o nel recente passato; di contribuire alle varie cause delle loro squadre di club.

Il problema è che i sempre presenti (e non solo fisicamente) sono pochi e che, relativamente al numero della maglia, tutti loro hanno sempre mantenuto fede al proprio, in Nazionale e non solo. Tra questi non potremmo non inserire gli ultimi due “superstiti” della straordinaria vittoria in terra tedesca di dieci anni fa, vale a dire Gigi Buffon (1) e Andrea Barzagli (15). In questa voce ci stanno tranquillamente anche i compagni di squadra nella retroguardia della Juventus, ossia Giorgio Chiellini (3) e Leonardo Bonucci (19). C’è chi invece lo era in passato, come Daniele De Rossi (16) che comunque è reduce da un buon finale di stagione.

Finito l’elenco dei i senatori, ci sono poi quelli che attualmente hanno meno esperienza ma che possono sicuramente fare ben sperare, cioè Florenzi, Insigne, Zaza, El Shaarawy, Bernardeschi. E’ difficile assegnare il numero dieci a ragazzi molto promettenti, ma con poche primavere e poche presenze sul groppone. Il rischio è che sentano, in modo eccessivo, il peso di quella maglia.

A questo punto è facile ipotizzare che il CT avrà pensato, sempre per la principale difficoltà di avere poche alternative rispetto ai colleghi del passato, di assegnarla a Thiago Motta, che non è stato di certo uno dei più continui nelle occasioni che ha avuto in questa stagione, come più o meno tutti quelli non citati fin ora; ma che pur non avendo molte presenze (ma su questo fronte in pochi spiccano) ha un età più matura, essendo addirittura il più anziano dei giocatori di movimento senza numero già “assegnato”; e che, potenzialmente, può reggere più facilmente il macigno morale di essere il numero dieci rispetto alle giovani leve.

Perciò, nulla da dire riguardo alle varie ironie, che se restano negli opportuni limiti, non fanno altro che restituire la giusta leggerezza al calcio. Però, al netto dei fatti e, anche se non si può leggere nella mente di nessuno, è difficile ipotizzare che, conoscendo un pò il modo di operare dell’ex tecnico della Juventus, sia una mossa fatta a caso.

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