Graziano, non ci hai graziato..

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

graziano pelle italia
Quando una squadra perde le colpe si dividono. Graziano Pellè non è certo l’unico responsabile della clamorosa sconfitta ai rigori contro la Germania, ma ciò che non è andato giù ai tifosi è stato l’atteggiamento del giocatore pugliese prima di calciare un penalty che avrebbe potuto essere determinante nel computo generale della sfida dagli undici metri. Fa male perdere contro la Germania, fa ancora più male uscire ai rigori in questo modo contro un avversario che abbiamo sempre battuto. Ma se, oltre alla delusione di un tabù infranto, bisogna aggiungere l’autocondanna determinata dalla sbruffonaggine di un giocatore che per un momento di gloria davanti ai fotografi ha voluto mettere da parte i colori azzurri con una soluzione tanto brutta quanto imbarazzante, allora lo sconforto è ancora più palpabile. Sarebbe stato meglio che Pellè non si fosse mai presentato di fronte a Neuer.
Quell’atto di presunzione e spavalderia nel mimare una palombella centrale a colui che viene considerato insieme a Buffon il portiere più forte al mondo, è una licenza che nemmeno due leggende come Totti e Pirlo hanno osato concedersi in passato. Un rigore puoi tirarlo in tanti modi e ti può venire naturale calciarlo a cucchiaio, ma ciò che non deve mai mancare, anche a chi possiede un talento smisurato, sono l’umiltà e la freddezza. Totti, nella semifinale vinta di Euro 2000 ad Amsterdam, usò uno scavetto che, ancora oggi, è rimasto nella storia, ma ricorse a questa soluzione solo perchè in quel momento gli balenò in testa. Il colpo sotto, risoprannominato dallo stesso Totti “er cucchiaio”, era nelle sue corde. Solo istinto dunque, nessun calcolo. Un gesto spontaneo, forse voluto con un pizzico di testardaggine, di fronte al tentativo sfumato da parte di Di Biagio e Nesta di dissuaderlo dalle sue intenzioni, ma in fondo genuino e praticabile per uno del suo talento. Stessa cosa dicasi per Andrea Pirlo nei quarti di finale della scorsa edizione dell’Europeo disputato in Polonia e Ucraina.
Il giocatore ex Milan e Juventus sfoderò uno dei jolly del suo repertorio, ma solo per ritrasmettere serenità ad una squadra che stava rischiando l’eliminazione ai rigori dopo una partita stradominata contro l’Inghilterra: un gesto da condottiero, da trascinatore indiscusso, da leader “silenzioso”. Si, è proprio questo il termine più appropriato. A volte le grandi personalità si affermano e si contraddistinguono all’interno di un gruppo anche grazie alla loro pacatezza ed esperienza, senza colpi di testa o voli pindarici, consapevoli che, nei momenti delicati, è indispensabile innanzitutto mantenere sangue freddo. Non c’è nulla di male ad avere paura di commettere un errore che potrebbe costare caro. Anche questo vuol dire essere professionisti e sentire l’attaccamento alla maglia della propria nazionale. Non bastano due partite giocate bene per sentirsi un mito e consacrarsi giocatore meritevole di una stima tale da permettersi il lusso di presentarsi con disinvoltura dal dischetto.
I grandi campioni lo sanno, molte persone hanno la memoria corta e al primo errore te la fanno pagare. Proprio per questo sono diventati tali: perchè non si sono mai cullati sugli allori, perchè sapevano che quello che avevano conquistato oggi, domani non contava più nulla. Nel calcio come nella vita si può, si deve fare molto di più. La cocente delusione di ieri dunque non è legata soltanto al modo in cui si è materializzata la sconfitta, ma anche al fatto che in molti abbiano percepito la superficialità di Pellè quasi come una mancanza di rispetto nei confronti dell’Italia, un gesto da irresponsabile, che ha suscitato la loro ira anche per l’infrangersi di tabù storico per i tedeschi e che ci rende ai loro occhi di nuovo battibili. Purtroppo per noi, ieri Graziano Pellè ci ha dimostrato che non esistono più certi giocatori, carismatici e veramente sicuri dei propri mezzi, non esiste più una generazione di campioni veri dentro e fuori dal campo, con lo spessore e l’umiltà che solo i grandi giocatori possiedono.
Caro Graziano, almeno tu avessi calciato centralmente…

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Pellè provoca Neuer e poi fallisce dal dischetto

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