L’Italia che verrà: chi lascia e chi arriva

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

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Terminata l’esperienza al campionato europeo la nostra nazionale di calcio chiude l’epoca,  seppur breve, di Antonio Conte e si appresta ad aprire un nuovo ciclo con Giampiero Ventura.

Tracciando un primissimo bilancio dei due anni di Conte il quadro che ne viene fuori è abbastanza discordante come i pareri di chi ha valutato le prestazioni della fase finale del torneo continentale.

È vero che Conte è stato l’uomo in più della nazionale più mediocre degli ultimi venti anni: probabilmente senza la guida del tecnico salentino non avremmo strappato neanche la qualificazione per la Francia.

Infatti, a parte il pregevolissimo, granitico e collaudato impianto difensivo della sua Juventus con Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini la nostra squadra non ha offerto in questi anni giocatori che sono emersi al punto da conquistare un posto fisso.

Il solo Marchisio certamente avrebbe giocato perché di Verratti non siamo proprio sicuri che avrebbe trovato posto negli schemi aggressivi di Conte.

Per il resto il tecnico salentino si è arrangiato con quel che passava il convento a centrocampo tra i compassati De Rossi, Thiago Motta e i più vivaci Giaccherini, Florenzi, Parolo mentre stendiamo un velo pietoso sull’attacco dove sono stati chiamati giocatori che tutto pensavano nella loro carriera tranne che giocare in nazionale e/o disputare un europeo di calcio.

E ora da dove riparte Ventura?

Certamente si chiederà un sacrificio ai 4 difensori juventini con Ogbonna – già allenato al Toro – per preparare al meglio l’inserimento di Romagnoli, Rugani e Donnarumma per i prossimi mondiali.

A centrocampo, confermati Verratti, Marchisio e Florenzi, dovrebbero essere provati anche Zappacosta e Benassi, anch’essi ben conosciuti dal neo CT.

In avanti, confermati Bernardeschi, Insigne, Candreva e El Shaarawy, dovrebbero trovare posto Berardi, Belotti,  Gabbiadini e forse anche Pavoletti, mentre è ancora da verificare la permanenza di Eder, Zaza, Immobile  e Pellè nonostante le ultime buone partite del calciatore salentino agli europei, rigore finale a parte.

Ovviamente anche Ventura partirà dal 3-5-2 di Conte con possibile trasformazione a gara in corso al 4-3-3 o addirittura al 3-3-4 che tanto piace al tecnico genovese.

Il progetto di miscelare la vecchia guardia con i nuovi è ambizioso e quindi Ventura dovrà garantire la continuità di Conte non solo a livello tattico ma soprattutto di uomini.

Il 18 luglio il nuovo CT sarà presentato alla stampa: il suo compito non si presenta certo agevole perché nel girone di qualificazione ai mondiali troveremo come ancora la Spagna e l’ostica Israele dopo la prima amichevole prevista con la Francia a Bari il primo settembre.

Due anni di tempo saranno sufficienti per Ventura per formare e assemblare la nazionale che speriamo di vedere per la fase finale dei mondiali ai quali l’Italia non ha mai mancato.
la speranza è che nel frattempo spunti fuori qualche nuovo talento e che i club diano disponibilità a collaborare col CT differentemente da quanto fatto con Conte o Prandelli prima.

Al tecnico genovese il più sincero in bocca al lupo da parte di tutti gli italiani che sperano di rivivere fra due anni le stesse notti magiche di queste serate europee.

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