Argentina, siamo Messi male. Il Mondiale inizia in salita per la Seleccion

Pubblicato il autore: Giacomo Aloise Segui

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews


Argentina-Islanda
finisce 1-1, al vantaggio iniziale firmato da Aguero risponde Finnbogason. La Pulga non risponde a Cristiano Ronaldo, anzi, è protagonista in negativo della prima uscita mondiale dell’albiceleste sbagliando un rigore.

L’Argentina non brilla. La difesa è ballerina, il centrocampo lento e l’attacco non rispetta le aspettative. Alcune scelte di Sampaoli sembrano essere discutibili: lasciare fuori Fazio, reduce da un’ottima stagione con la maglia della Roma, per far posto a Rojo, ad esempio, lascia perplessi; il centrale della Roma sembrava perfetto per contrastare la grande fisicità islandese.

In più la scelta di giocare con un centrocampo a due, con Mascherano e Biglia, non ha pagato. Il centrocampo è apparso troppo lento in fase di costruzione, costringendo Messi ad abbassarsi quasi fino alla metà campo per cercare di costruire l’azione. Così facendo, l’unica punta, Aguero, è rimasta isolata nella morsa dei centrali islandesi che non hanno fatto fatica a contenerlo grazie al loro strapotere fisico. Ciononostante El Kun è stato uno dei pochi a salvarsi nell’Argentina; anche se è stato servito molto poco e se non è riuscito a trovare la porta con facilità, è da un suo guizzo che nasce il momentaneo vantaggio della formazione guidata da Sampaoli.

La difesa non è certamente il punto di forza degli Argentini, ma questo si sapeva. È la fase offensiva, quindi, l’aspetto più preoccupante. Gli esterni di attacco (Di Maria e Meza) hanno avuto molta difficoltà nel saltare i rispettivi avversari, Messi era troppo lontano dalla porta e inoltre è stato perennemente raddoppiato, se non triplicato, per tutta la partita. In tal senso, la scelta di Sampaoli di non inserire Dybala a partita in corso e di lasciare spazio al Pipita Higuain solamente per gli ultimi 5 minuti di gioco lascia un po’ perplessi. Positivo, invece, l’ingresso in campo di Pavòn per uno spento Di Maria. Il talentino del Boca è stato tra i più propositivi, accettando volentieri l’uno contro uno con il suo marcatore e proprio da un suo affondo nasce un episodio dubbio.

In generale, comunque, l’Argentina non convince. Sembra ci sia bisogno di apportare più di una modifica ad una squadra che oggi è apparsa in grande difficoltà contro un avversario sulla carta abbordabile. Sampaoli avrà parecchio da lavorare. A cominciare dal caso portiere, che in Argentina sta diventando sempre più scottante: i tifosi sembrano preferire Franco Armani, portiere del River Plate, mentre l’allenatore argentino continua a preferire l’ormai 36enne portiere del Chelsea Caballero. La difesa è da rivedere, ed in questo senso l’esperienza di Fazio potrebbe portare evidenti benefici per quanto riguarda stabilità ed equilibrio. Molto probabilmente, sarà il centrocampo il reparto che subirà più modifiche nelle prossime uscite: la lentezza nella manovra rende prevedibili le azioni della nazionale sudamericana, che sembra costretta ad affidarsi ad un’invenzione di Leo Messi per costruire qualcosa di pericoloso. Un inserimento di Lo Celso potrebbe risultare estremamente positivo, andando a velocizzare il palleggio argentino e rendendo la manovra meno prevedibile, essendo il giocatore del PSG dotato di una grande tecnica individuale e di un buon dribbling.

Tra 5 giorni, contro la Croazia, l’Argentina si giocherà una fetta importante di qualificazione. La partita sarà tutt’altro che semplice, con i croati molto forti tecnicamente e che possono vantare un centrocampo di elevatissimo spessore tecnico. L’Argentina non potrà fare a meno di affidarsi a Leo Messi, ma una piccola ricostruzione sembra necessaria per agguantare un Mondiale che manca da 32 anni.

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