Il calcio ai tempi del Muro di Berlino: Germania Ovest contro Germania Est ai Mondiali 1974

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

Photo by Charles McQuillan/Getty Images, scelta da Supernews

Il 17 Giugno la Germania debutterà al Mondiale russo contro il Messico per difendere l’iridato titolo conquistato in Brasile nel 2014. La nazionale di Joachim Loew è una delle favoritissime alla vittoria finale della rassegna calcistica più affascinante, un ruolo che la storia le ha consegnato per via  della grande tradizione sportiva che anima questa Nazione. Ma cosa sarebbe oggi la Germania se il Muro di Berlino non fosse caduto nel 1989? A questo interrogativo probabilmente mai nessuno sarà in grado di rispondere, perchè la storia, si sa, non si fa nè con i se, nè con i ma. Tuttavia è sempre suggestivo ricordare gli avvenimenti di quel trententennio che cambiò la storia del mondo, la vita di ogni tedesco e di quelli che certamente ricorderanno il 22 Giugno 1974, quando al Volksparkstadion, il famoso “stadio dell’orologio” dell’Amburgo, andava in scena uno degli incontri più surreali della storia del calcio, quello tra la Germania dell’Ovest, che ospitava il Mondiale in quell’anno, e la Germania dell’Est.

I “padroni” di casa erano indicati come potenziali vincitori della competizione e affrontarono in quella giornata estiva l’altra faccia di sè stessi: beffardamente le palline del sorteggio dei gruppi avevano voluto che in quel Mondiale quelle “due” nazionali si affrontassero, una sfida che, per evidenti ragioni politiche, chiunque avrebbe voluto evitare. Quel giorno ad Amburgo giunsero 8000 persone dalla parte est del paese, muniti di visti turistici che il governo aveva straordinariamente concesso per l’occasione, che per poche ore ebbero modo di riunirsi ai propri fratelli in un clima surreale: controlli serratissimi in tutta la città, elicotteri a sorvegliare dall’alto ogni possibile movimento all’interno dello stadio.

La partita in sè non aveva un grosso significato sportivo: entrambe le squadre arrivarono alla terza giornata del gruppo 1 già qualificate alla fase successiva del torneo. In palio vi era la testa del girone, che molti percepivano come la supremazia dell’una parte sull’altra. Quelli dell’ovest erano sulla carta molto più forti: un certo Franz Beckenbauer era il capitano di una straordinaria formazione che 20 giorni dopo avrebbe alzato la Coppa del Mondo in faccia ad un certo Johan Cruijff. Quelli dell’est erano molto meno talentuosi e molto meno belli da vedere con la palla tra i piedi. Sembra tutto già segnato.

I minuti scorrono inesorabilmente senza che nessuna delle due compagini sembri in grado di sbloccare quel match, dove l’apprensione sugli spalti sembra riflettersi sulla mente e sulle gambe dei ventidue in campo, fino a quando al minuto 77 il difensore centrale della Germania Est, Kurbjuweit, lancia un pallone in area verso Jurgen Sparwasser, che supera due giganti come Vogts e Hottges e insacca alle spalle del portiere Maier. Il premio nobel alla letteratura, Gunter Grass, dirà di quella rete: “Il gol di Sparwasser fece scricchiolare il Muro.

E infatti i più nobili e ricchi tedeschi dell’Ovest venivano, in quel 22 Giugno 1974, annichiliti dai più poveri fratelli tedeschi dell’Est. L’arbitro uruguayano Barreto fischia dopo una manciata di minuti la fine dell’incontro: è arrivato il momento che ognuno torni a barricarsi dal proprio lato del Muro. Ma forse solo in pochi pensavano che quello sarebbe stato un arrivederci e che quella sarebbe stata l’ultima occasione in cui lo stesso popolo tifava contestualmente per e contro i suoi stessi beniamini.E nessuno poteva mai immaginare che proprio Sparwasser, 15 anni dopo, sarebbe stato uno dei primi ad oltrepassare quel maledetto Muro e a dare inizio alla riunione di uno degli stati più gloriosi del mondo. “I Mondiali hanno scandito i tempi della nostra vita e scandiranno quelli di chi verrà” recita Federico Buffa nella presentazione di Storie Mondiali: certamente non si può non dire che quello del 1974 lasciò un’impronta indelebile nella storia di tutta la Germania.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: