Mondiali 2018: il calcio africano stenta a decollare

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

La fase a gironi volge al termine e nei vari raggruppamenti si sta delineando la situazione, tra nazionali promosse agli ottavi e compagni rispedite a casa. Tra coloro che stanno faticando nell’accedere al turno successivo, vi sono le squadre provenienti dall’Africa, con Egitto e Marocco già eliminate e la Tunisia ad un passo dall’uscire fuori se quest’oggi l’Inghilterra, come molto presumibilmente accadrà, supererà Panama. Restano in gioco Nigeria e Senegal, ma il bilancio non è affatto positivo. Non è che nelle passate edizioni le compagini provenienti dal “continente nero” abbiano ottenuto risultati strabilianti, ma alcune volte annoverare una Nazionale africana issarsi sino ai quarti di finale non fu un mero miraggio. Quest’oggi, invece, la situazione è ben diversa.

Nel girone A l’Egitto guidato dall'”hombre verticalHector Cuper ha collezionato due ko contro Uruguay e Russia, due sconfitte che hanno sancito l’uscita di scena dei “faraoni“. Se il crollo contro la Celeste è avvenuto negli ultimi minuti del match, di tutt’altro tenore la sconfitta rimediata contro i padroni di casa russi, un 3-1 che ha annichilito gli egiziani, apparsi inermi e senza idee. Per Salah, questo, non sarà certo un Mondiale da ricordare. L’infortunio patito nella finale di Champions ha limitato il suo rendimento, non potendo contribuire, come lui sa fare, ai successi della Nazionale. Per Cuper, eterno secondo, non è stata una spedizione felice, con l’obiettivo prioritario di chiuderla senza tanti rimpianti.

Non sorride neanche il Marocco, inserito nel gruppo B, che si è visto superare da Iran e Portogallo. Contro gli asiatici la beffa si è consumata in pieno recupero, attraverso un’autorete sfortunata, mentre con i lusitani, Benatia e compagni hanno dovuto fare i conti con la “tassaCristiano Ronaldo e con un pizzico di imprecisione sotto porta che non ha permesso loro di acciuffare almeno un pareggio. Il Marocco, dopo vent’anni dall’ultima partecipazione ad un Mondiale, saluterà tutti dopo tre partite e ci sarà da scommettere che l’ultimo banco di prova contro una Spagna famelica, in cerca del primo posto nel girone, non riserverà particolari gioie.

Piange anche la Tunisia che in attesa di conoscere il proprio destino dopo la partita tra Inghilterra e Panama, inizia a preparare i bagagli per far ritorno in Nord Africa. Il ko contro la Nazionale dei “Tre Leoni” si è materializzata allo scadere, grazie ad un colpo di testa del solito Kane, anche se, ad onor del vero, gli inglesi cinsero d’assedio la metà campo tunisina, relegando la compagine guidata dal c.t. Nabil Maaluol a compiti prettamente difensivi. Di tutt’altro spessore la battuta d’arresto rimediata contro un Belgio funambolico e travolgente: 5-2 a favore di Lukaku e compagni e la Tunisia che inizia a pregustare il sapore amaro di un’uscita di scena anticipata. Restano in gioco, quindi, Nigeria e Senegal.

Le “Super Aquile” nigeriane dopo aver perso contro la Croazia, si sono riscattate al cospetto dell’Islanda, rifilando un 2-0 agli scandinavi, griffato Musa, autore di una doppietta. La prestazione sciorinata dagli uomini del c.t. Gernot Rohr è apparsa convincente e autoritaria, performance, quindi, che lascia ben sperare in vista del match decisivo in programma martedì 26 giugno contro l’Argentina di Leo Messi, una sfida da dentro o fuori contro un avversario che non vorrà farsi carico dell’etichetta di “nobile decaduta“. Anche il Senegal, come detto, spera in un passaggio del turno. Nel Mondiale del 2002, unico precedente dei “Leoni della Teranga”, si issarono sino ai quarti di finale, mentre ora, l’obiettivo principale è innanzitutto di superare il turno. Nella prima giornata, Niang e compagni, hanno messo in ginocchio la Polonia, mentre quest’oggi se la vedranno con il Giappone, con lo scopo di conquistare l’intera posta in palio, approdando, così, agli ottavi di finale. Il continente africano confida che Nigeria e Senegal possano ottenere un risultato sorprendente, a tal punto da mitigare, almeno parzialmente, le delusioni che le compagini maghrebine hanno regalato.

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