Mondiali 2018, la presentazione del girone H

Pubblicato il autore: Alessio Liburdi Segui

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Quattro continenti per quattro squadre ed un equilibrio totale: ecco la sintesi del gruppo H, con Colombia, Giappone, Polonia e Senegal che si sfideranno punto a punto per i primi due posti del girone. Andiamo a conoscere calendario e squadre!

IL CALENDARIO DEL GIRONE H
19/06/18 Colombia – Giappone
19/06/18 Polonia – Senegal

24/06/18 Polonia – Colombia
24/06/18 Giappone – Senegal

28/06/18 Senegal – Colombia
28/06/18 Giappone – Polonia

LE SQUADRE DEL GIRONE H
-COLOMBIA-
Sesta partecipazione mondiale per i sudamericani che, sfruttando una buona generazione di calciatori, vengono da buoni risultati nelle competizioni internazionali: quarti di finale nei mondiali di Brasile 2014 e nella Copa America 2015, terzo posto nella Copa America del 2016. Tanti calciatori di questo gruppo saranno all’ultima vetrina internazionale importante e vorranno certo ben figurare, dopo un girone di qualificazione tra alti e bassi: nell’insidioso girone sudamericano, i Cafeteros si sono classificati quarti (ultimo posto utile per la qualificazione diretta) dietro a Brasile, Uruguay e Argentina, riuscendo a tenere ad un punto di distanza Perù e Cile. E pensare che a quattro giornate dal termine ai colombiani servivano solo 3 punti per staccare il pass per la Russia, poi la flessione: una serie di risultati deludenti su tutti il “suicidio” casalingo contro il Paraguay (rimonta subita tra i minuti 89 e 92 dopo essere andati in vantaggio) hanno regalato alla Colombia uno scontro diretto tiratissimo contro il Perù all’ultima giornata, poi terminato 1 a 1. Ciò che ha stonato nella squadra del c.t. Pekerman è stata la fase realizzativa, con solo 21 gol all’attivo in 18 giornate. Il miglior risultato ai mondiali per la Colombia sono proprio i quarti di finale dell’ultima edizione: dopo aver dominato il girone con 3 vittorie in 3 partite (contro Grecia, Costa d’Avorio e Giappone), la Colombia ha regolato anche l’Uruguay agli ottavi per 2 a 0, prima di cedere ai padroni di casa del Brasile per 2 a 1. In questo girone molto equilibrato forse sono proprio i sudamericani ad aver qualcosa in più, ma ogni sfida sarà delicata e quindi da non sottovalutare.
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Gran parte dei calciatori colombiani presenti in Russia milita nei maggiori campionati europei e molto sono (o sono passati) anche per l’Italia come Cuadrado, Bacca e Zapata. Sorprende poi la sterilità offensiva vista la possibilità di contare su attaccanti di primo livello come Falcao e Muriel. Per quanto riguarda le sorti di questa nazionale nella spedizione russa, siamo convinti che tanto passerà per i piedi della stella James Rodriguez che proprio nella scorsa edizione del mondiale si affermò al calcio internazionale venendo poi acquistato dal Real Madrid. Nell’ultima stagione il calciatore è stato ceduto in prestito al Bayern Monaco dove ha trovato un pò’ di continuità, dopo le esclusioni nei Blancos. Tra i giovani più interessanti non possiamo non citare il difensore centrale Davinson Sanchez, acquistato lo scorso anno dal Tottenham per 45 milioni di euro dall’Ajax. Classe ’96, ha giocato 31 partite nella squadra di Pochettino imponendosi sin da subito: il futuro è dalla sua parte e a lui spetta il compito di interrompere il poco invidiabile record dei colombiani, che li ha visti prendere gol in ogni partita mondiale disputata (18).

-GIAPPONE-
Sesta partecipazione mondiale anche per i nipponici che si presentano alla rassegna iridata consecutivamente da Francia ’98: in quell’edizione d’esordio furono ben poche le soddisfazioni raccolte, con 0 punti all’attivo frutto di 3 sconfitte in 3 partite. Andò meglio nelle edizioni del 2002 (organizzate in casa con la Corea) e del 2010 con il raggiungimento degli ottavi di finale: in Sudafrica furono soltanto i calci di rigore contro il Paraguay a segnare l’eliminazione degli asiatici. Nell’ultimo mondiale disputato in Brasile, invece il Giappone non andò oltre i gironi classificandosi ultimo con un solo punto in un girone con Grecia, Costa d’Avorio e Colombia. Fu un un vero passo indietro per i Samurai Blu che nonostante un buon girone di qualificazione (primo posto davanti ad Arabia Saudita e Australia), hanno sostituto il proprio allenatore a pochi mesi dall’inizio del mondiale: l’allontanamento del c.t. Halihodzic i pessimi rapporti con alcuni dei senatori della squadra e con la Federcalcio. Ora alla guida c’è il connazionale Nishino, divenuto eroe nazionale nel 1996 quando guidò la nazionale olimpica del Giappone alla vittoria contro il Brasile. In un girone molto equilibrato il Giappone può nutrire speranze di passare il turno, anche se forse rispetto alle altre 3 parte un pochino più indietro.
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Negli ultimi anni tanti calciatori nipponici hanno calcato i campi della nostra Serie A, seguendo la strada tracciata da Nakata e Nakamura. La nuova generazione ha meno talento di quegli illustri predecessori ma le individualità non mancano in una squadra che fa del collettivo la propria forza: tra tutti segnaliamo Kagawa, centrocampista del Borussia Dortmund che viene però da stagioni difficili a causa degli infortuni. Nell’ultima stagione è riuscito a mettere a segno 5 gol in 19 partite e i dubbi principali sono legati alla sua forma fisica. Tra i pochi giovani presenti in rosa citiamo il portiere Kosuke Nakamura che gioca titolare nel campionato nazionale già da 3 anni: il classe ’95 potrebbe prendere il posto di Kawashima, attuale numero uno dei Samurai Blu.

-POLONIA-
Ottava partecipazione per i biancorossi che debuttarono col botto nel 1938: considerati la vittima sacrificale del Brasile, la Polonia perse ma lo fece dopo una battaglia alla pari conclusasi ai tempi supplementari con il risultato di 6 a 5. Poi decenni di delusioni fino ad arrivare all’età dell’oro, con i due terzi posti conquistati ai Mondiali del ’74 e ’82, quando solo la Germania Ovest prima e l’Italia poi fermarono i polacchi. Dopo gli ottavi di finale dell’edizione di Messico ’86 di nuovo il buio, con solo 2 partecipazioni in 7 edizioni della Coppa del Mondo: sia nel 2002 che nel 2006 la Polonia si fermò già ai gironi, con 1 vittoria e 2 sconfitte in 3 partite. Ora sembra di nuovo essere tornata l’era del riscatto per i polacchi, che accedono alla fase finale del mondale dopo 12 anni, forti anche della buona prestazione ad Euro 2016 con i quarti di finale raggiunti e persi solo ai calci di rigore contro il Portogallo. Nel girone di qualificazione la Polonia si è assicurata il primo posto grazie sopratutto ai gol di Lewandowski: la squadra del c.t. Nawalka ha segnato 28 gol in 10 partite e il bomber del Bayern Monaco ha risolto spesso situazioni ingarbugliate, come la sfida contro la modesta Armenia vinta solo al 95′.
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Quella che si presenta in Russia è davvero una buona squadra, con il giusto mix di giovani ed esperti a centrocampo, la spinta di due terzini di gamba (Piszcek e Bereszynski), un portiere affidabile e due bocche di fuoco in attacco che potrebbero anche coesistere, come Milik e Lewandowski. Proprio il già citato bomber del Bayern Monaco è il giocatore simbolo della formazione polacca e le sorti della squadra dipenderanno dalla sua vena realizzativa: se manterrà i suoi standard sarà facile prevedere una campagna russa veramente soddisfacente per la Polonia. Altro giocatore da segnalare è Zielinski, che già abbiamo imparato ad apprezzare in Italia: nel Napoli spesso ha recitato il ruolo di vice-Hamsik mentre in nazionale la sua titolarità non è in discussione e Piotr è pronto a prendersi la scena.

-SENEGAL-
Gli africani sono alla seconda partecipazione al mondiale e la prima volta fu memorabile: nel mondiale di Corea e Giappone 2002, i Leoni della Teranga furono inseriti nel gruppo A con la Francia campione del mondo, la Danimarca e l’Uruguay. Nella partita inaugurale il Senegal sembrava dover essere la vittima sacrificare di una Francia piena di aspettative ed invece un gol di Bouba Diop regalò un successo inaspettato al Senegal che trovò slancio ed entusiasmo: passò il girone grazie al secondo posto alle spalle della Danimarca e agli ottavi eliminò la Svezia, raggiungendo addirittura i quarti di finale. Quella squadra conquistò la simpatia di tanti tifosi neutrali e fu forte la delusione di essere eliminati solo dal golden gol siglato da Ilhan Mansiz, che portò la Turchia in semifinale ed eliminò il Senegal. All’edizione 2018 il Senegal si presenta dopo un tumultuoso girone di qualificazione chiuso al primo posto davanti a Burkina Faso, Capo Verde e Sudafrica. Proprio la sfida contro i sudafricani risultò decisiva e rocambolesca: la prima sfida terminò con la vittoria del Sudafrica per 2 a 1, ma dopo una serie di indagini venne fuori che l’arbitro ghanese indirizzò volutamente la partita a favore dei sudafricani. La partita venne quindi ripetuta e vinta dal Senegal che prese il comando del girone per non lasciarlo più. Pur mancano da sedici anni, il Senegal che si presenta a questi mondiali non pare affatto sprovveduto: sono diversi infatti i giocatori che si sono affermati nei maggiori campionati europei e la squadra africana si candida come possibile outsider di questa edizione.
-GIOCATORI DA SEGUIRE- La squadra del c.t. Cissé può contare su ottimi giocatori in ogni parte del campo: per citarne uno per ruolo basta fare i nomi di Koulibaly, Kouyatè e Moussa Sow. Ma è in attacco che il Senegal concentra i migliori elementi e da questi dipenderanno le sorti della nazionale: tra tutti Sadio Mané, che viene da una stagione eccellente nel Liverpool culminata con la finale di Champions League persa contro il Real Madrid. Altra conoscenza del calcio italiano è Keita: il classe ’95 dal carattere un po’ indolente è stato ceduto dalla Lazio al Monaco dove ha disputato 23 partite siglando 8 gol. Talento discontinuo ma che in una competizione così breve e intensa potrà di certo risultare decisivo.

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