Mondiali: Aliou Cissé, dal dolore alla rinascita con il Senegal

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
MOSCOW, RUSSIA - JUNE 19: Mbaye Niang of Senegal celebrates with teammates after scoring his team's second goal during the 2018 FIFA World Cup Russia group H match between Poland and Senegal at Spartak Stadium on June 19, 2018 in Moscow, Russia. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Strani sentieri percorre la vita. Gli anni che passano lasciano in eredità un’altalena di emozioni, molto spesso contrastanti. Dalla gioia al dolore, per poi riassaporare il gusto della rivincita e tornare ad intravedere il sole dietro nuvole fosche che avevano caratterizzato il proprio cammino. E’ quanto accaduto ad Aliou Cissé, commissario tecnico del Senegal che sta destando un’ottima impressione durante il Mondiale russo. Cissé verrà ricordato, a margine di questa edizione, per esser stato in grado di riportare i Leoni della Teranga nella massima competizione internazionale, dopo l’unica partecipazione avvenuta nel 2002, e soprattutto, di essere, con i suoi 42 anni, il c.t. più giovane fra i 32 presenti in Russia.

L’attuale c.t. senegalese, scrisse pagine importanti con la sua Nazionale, essendone stato il capitano nella spedizione guidata da Bruno Metsu, che ben impressionò, al debutto assoluto, nel Mondiale di Corea del Sud e Giappone. In quel caso, quella banda di semisconosciuti capeggiata proprio da Cissé, senza dimenticare i vari Diop, Diao e Fadiga, riuscì nell’impresa di superare il girone, estromettendo dalla competizioni gli allora campioni del mondo in carica della Francia e l’Uruguay, per poi superare agli ottavi la Svezia ed arrendersi solo ai quarti di finale per mano della Turchia. Fu un cammino memorabile, di cui si parlò per molti anni addietro. Era l’estate del 2002 e Cissé, allora calciatore in forza al Birmingham, toccò il cielo con un dito. Per la prima volta in carriera si fece conoscere al grande pubblico, ricevendo incetta di elogi. Tutto lasciava presagire ad una vita in discesa, piena di soddisfazioni personali che la spedizione in Oriente lasciò in eredità.

Ed invece il destino giocò un brutto scherzo all’attuale c.t. del Senegal, che nel settembre del 2002, a pochi mesi dalla conclusione di quel fantastico Mondiale, vide la sua famiglia finire in frantumi, in quanto vittima del disastro che accadde a largo del Gambia in occasione del naufragio del traghetto “Joola” che costò la vita a quasi mille persone. Fu un contraccolpo tremendo per lui. Ripartire non appariva alquanto facile. La vita lo mise duramente alla prova. Da lì in avanti la sua carriera da calciatore non ebbe picchi fenomenali verso l’alto. Le sue esperienze tra le fila del Portsmouth, Sedan e Nimes furono da comprimario, in cui non lasciò tracce indelebili. Nel 2009, Cissé si ritirò dall’attività agonistica ed iniziò a muovere i primi passi all’interno della Nazionale del suo Paese. Dal 2012 al 2015 assunse il ruolo di assistente al fianco di Diouf, per poi assumere i galloni da c.t..

La storia recente ci narra di un Senegal qualificatosi al Mondiale in Russia e che nelle prime due apparizioni, nel girone H, ha fornito prestazioni assai convincenti, ottenendo una vittoria contro la Polonia ed un pareggio al cospetto del Giappone. Qualificarsi agli ottavi appare una missione alla portata, così come quello di ripetere quanto di straordinario compiuto nel lontano 2002 proprio con Cissé in campo. La vita è una giostra meravigliosa, spesso cinica e travolgente, ma la storia del giovane c.t. senegalese è l’emblema perfetto che dopo le più grandi e rovinose cadute vi sia sempre la possibilità di riemergere e solo con il tempo si riesce a tornare in pista, provando a cancellare anche gli aspetti più dolorosi, dalle sembianze di zavorre insormontabili da superare.

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