Mondiali, Costa Rica: prestazione scialba e pochi squilli. La Serbia ha vita facile

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
HARRISON, NJ - SEPTEMBER 01: Bryan Ruiz #10 and Keylor Navas #1 of Costa Rica look on during the national anthem before the FIFA 2018 World Cup Qualifier against the United States at Red Bull Arena on September 1, 2017 in Harrison, New Jersey. (Photo by Mike Lawrie/Getty Images)

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

La prima gara del girone E si è conclusa con la vittoria di misura, per 0-1, della Serbia ai danni del  Costa Rica, match deciso dal calcio di punizione vincente di  Kolarov al 56′. In base a quanto visto in questa prima uscita nel Mondiale russo da parte dei “ticos”, vi è ben poco da stare sereni per i simpatici sostenitori della Nazionale centroamericana. Appaiono molto lontani i tempi del Mondiale in Brasile, di quattro anni fa, quando l’allora compagine costaricense sovvertì ogni tipo di pronostico sino a raggiungere i quarti di finale. La prestazione evidenziata al cospetto di Milinkovic-Savic e compagni è apparsa molto attendista e basata su una tattica prevalentemente difensivista.

Il 5-4-1 applicato dal commissario tecnico Oscar Ramirez ha palesato la chiara intenzione di mantenere un determinato ordine dal punto di vista tattico, con l’intento principale di lasciare ben pochi margini di manovra alla compagine avversaria. Il primo tempo, infatti, può sintetizzarsi in questa maniera, ossia con un Costa Rica ordinato all’indietro, con i cinque uomini ben allineati, ma del tutto evanescente nel reparto avanzato, con il portiere serbo Dmitrovic per nulla affatto impegnato. Nella ripresa, la Serbia ha pigiato il piede sull’acceleratore e in quel caso Gonzalez e compagni hanno iniziato a scricchiolare, stretti come in una morsa nella propria metà campo. Il gol realizzato da Kolarov ha fatto da apripista alla pressione messa in atto dagli uomini guidati  dal c.t. Krstajic che hanno ripetutamente sfiorato il raddoppio e solo grazie ad un superlativo Navas, il Costa Rica è rimasto in partita sino agli ultimi istanti del match.

Da sottolineare gli ingressi in campo di Bolanos e Campbell, i quali hanno impresso maggior verve alla manovra d’attacco, non disdegnando di impensierire la difesa serba, fino ad allora limitatasi ad un’ordinaria amministrazione. Da questo punto di vista crescono i rimpianti, in quanto il c.t. Ramirez piuttosto che puntare su un accorto 5-4-1, avesse prediletto una scelta con Bolanos dal primo minuto lungo la corsia di destra e il duo d’attacco composto da Urena e Campbell, probabilmente il Costa Rica avrebbe affrontato la gara con ben altro piglio, non preoccupandosi solamente dell’ inviolabilità della propria porta, ma avrebbe costretto la Serbia a non usufruire di ampi spazi su cui agire, per ritrarre all’indietro la compagine centroamericana. Per quanto concerne il discorso qualificazione, il cammino dei “ticos” si fa piuttosto complicato, in quanto conquistare punti, attraverso tale modus operandi, contro il Brasile della stella Neymar e la Svizzera dei vari “italiani” Behrami, Rodriguez e Dzemaili rischi di essere assai proibitivo, ecco perchè i fasti ottenuti nel Mondiale brasiliano appaiono essere nient’altro che ricordi  piacevoli ma decisamente sbiaditi.

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