Mondiali, Croazia: concretezza e fantasia, le big tremano

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
KALININGRAD, RUSSIA - JUNE 16: Luka Modric of Croatia celebrates with teammates after scoring a penalty for his team's second goal the 2018 FIFA World Cup Russia group D match between Croatia and Nigeria at Kaliningrad Stadium on June 16, 2018 in Kaliningrad, Russia. (Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Note positive provengono dalla Croazia, la quale dopo aver superato brillantemente per 2-0 la Nigeria, ha conquistato, seppur provvisoriamente, la testa del girone D, a punteggio pieno davanti ad Argentina ed Islanda. In molti, alla vigilia del Mondiale in Russia, etichettavano la banda guidata dal c.t. Zlatko Dalic come una possibile outsider o comunque una compagine in grado di sovvertire ogni tipo di gerarchia. Dal punto di vista tecnico e qualitativo nulla da eccepire, qualche perplessità era dettata dall’andamento spesso incostante della squadra, vittima di una instabilità emotiva tipica dei calciatori croati.

Ed invece, in base a quanto visto ieri sera a Kaliningrad, contro le “Super Aquile” nigeriane allenate dal commissario tecnico Gernot Rohr, la Croazia ha destato un’ottima impressione, protagonista di una performance in cui ha messo in luce una spiccata organizzazione di gioco ed una meticolosa attenzione in fase difensiva, tant’è che siano stati ben pochi i pericoli da fronteggiare da parte dell’estremo difensore Subasic. Inoltre, occorre sottolineare, una  costante manovra dalla metà campo in sù, aspetto, questo, che ha creato più di qualche grattacapo alla difesa nigeriana. Da segnalare le buone prestazioni degli esterni di difesa, ossia Vrsaljko, ex Sassuolo e Genoa ed ora in forza all’Atletico Madrid, e Strinic, nuovo acquisto del Milan.

La palma d’oro come miglior mediano sino ad ora ammirato nel Mondiale va attribuita, senza ombra di dubbio, a Luka Modric, autore di una prestazione superlativa, in cui ha indossato gli abiti da metronomo della squadra, palesando abilità ed esperienza nel dettare i tempi di gioco e nel rifornire i suoi compagni con assist millimetrici. Il merito del centrocampista del Real Madrid è stato quello di propiziare la rete del momentaneo vantaggio, calciando un cross dalla bandierina, che poi ha trovato la deviazione sfortunata di Oghenekaro su colpo di testa di Mandzukic, oltre che di aver realizzato la rete del definitivo 2-0 risultando implacabile dagli undici metri. Di livello l’apporto fornito dai trequartisti Rebic, Kramaric e Perisic apparsi spine nel fianco per la difesa nigeriana ed in grado di andare al tiro in più occasioni nell’arco dei novanta minuti.

Pregevole, inoltre, la performance di Mario Mandzukic, ariete d’area di rigore, decisamente imprendibile per i suoi diretti avversari. L’attaccante della Juventus, seppur non direttamente, ha inscritto il suo nome sul tabellino dei marcatori, in quanto in occasione dell’1-0 è tramite un suo stacco aereo che nasce la deviazione del numero otto della Nigeria, mentre nella ripresa il penalty decretato dall’arbitro brasiliano Sandro Meira è frutto di una vistosa trattenuta di Troost-Ekong nei suoi confronti. Più in generale la compagine guidata da Dalic, infarcita di calciatori che militano nel campionato italiano o altresì nei maggiori tornei europei, ha evidenziato una spiccata tenuta tecnica ed un invidiabile sistema di gioco. Per l’Argentina non sarà affatto facile conquistare il primo posto nel girone e se i croati dovessero proseguire nello sciorinare performance convincenti come quella ammirata ieri sera, non è eresia ipotizzare che Modric e compagni possano eguagliare, se non addirittura migliore, quanto compiuto dalla Croazia nel 1998, quando al debutto in un Mondiale riuscì ad issarsi sino al terzo posto.

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