Mondiali, Germania: la maledizione di essere campioni in carica

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Photo by Charles McQuillan/Getty Images, scelta da Supernews

Il debutto della Germania, inserita nel girone F, non è stato affatto brillante. La compagine teutonica, campione del Mondo in carica, è crollata al cospetto del Messico, per 0-1, per via del gol siglato al 32′ da Lozano. Disputare la prima partita da campione del Mondo in carica e perderla non rappresenta una novità assoluta, facendo, spesso, da preludio ad un torneo avaro di soddisfazioni.

Andando a ritroso negli anni, effettuiamo un breve excursus al fine di osservare attentamente cosa fecero le varie compagini presenti ai Mondiali con l’obiettivo di difendere il prestigioso titolo conquistato quattro anni prima. Ad USA ’94 la Germania, campione del Mondo, non andò oltre i quarti di finale, estromessa dalla sorprendente Bulgaria di Hrsito Stoichkov. Nel 2002, in Corea del Sud e Giappone, la Francia che quattro anni prima, in casa, alzò al cielo la coppa del Mondo, venne addirittura estromessa alla fase a gironi, appannaggio di Danimarca e Senegal. Nel Mondiale del 2006, in Germania, il Brasile “pentacampeon” interruppe il proprio cammino ai quarti di finale, messa fuori causa da un gol di Thierry Henry, contro la Francia. A seguire è il turno dell’Italia che nel Mondiale sudafricano del 2010 non andò oltre la fase a gironi, non riuscendo a superare un raggruppamento per nulla affatto proibitivo con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia.

Infine, con la macchina del tempo, ci fermiamo al 2014, in Brasile, con la Spagna campione del Mondo che disattese tutte le premesse, venendo anch’essa eliminata alla prima fase, lasciando campo libero ad Olanda e Cile. Ora spetta alla Germania di Joachim Low difendere il titolo iridato. La prima uscita contro il Messico non è stata particolarmente convincente, soffrendo di gran lunga l’intraprendenza e la velocità dei ragazzi guidati dal c.t. Osorio, principalmente nella prima frazione di gara. Per recuperare ci sarà tempo, le prossime sfide contro Svezia e Corea del Sud non ammettono passi falsi, altrimenti la tradizione sfavorevole di presentarsi al Mondiale nelle vesti di campione in carica rischierà di proseguire inesorabilmente, a tal punto che un’ipotetica uscita di scena dopo sole tre partite, farà certamente discutere ed aprirà dibattiti e disquisizioni, ma non farà griderà allo scandalo, considerando i precedenti. Muller e compagni dovranno dare il massimo e sovvertire la rotta al fine di evitare il più classico dei titoli da attribuire a questa spedizione russa, ossia: “La caduta degli Dei”.

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