Mondiali, Svezia ok. Forza fisica ed aggressività sono il mix vincente

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

La Svezia risponde presente. La nazionale scandinava guidata dal c.t. Jan Andersson, dopo sessant’anni dall’ultima vittoria ottenuta al debutto in una fase finale del Mondiale, supera con un ineccepibile 1-0 la Corea del Sud ed incamera tre punti preziosi per quanto concerne il girone F ,che al momento li vede in testa assieme al Messico.

La compagine gialloblù, ormai orfana da tempo di Zlatan  Ibrahimovic, non disattende le premesse e pur senza strafare ha la meglio su  una Corea del Sud disciplinata tra i reparti, ma decisamente abulica in attacco. Fronteggiare la caratura fisica preponderante degli svedesi,  non è stato affatto semplice per gli uomini del c.t. Tae Young Shin, i quali hanno sofferto nell’arginare la spinta offensiva di Berg e compagni. Sin dal primo tempo è apparsa piuttosto evidente la differenza di approccio e di potenzialità tra le due compagini, con la Corea ritratta nella propria metà campo e la Svezia che ha flirtato con la rete del vantaggio in due occasioni con Berg, in una delle quali è risultato provvidenziale l’intervento del sorprendente portiere Jo, oltre ad un colpo di testa, di poco fuori misura, di Claesson.

Nella ripresa la nazionale asiatica ha provato ad impensierire la retroguardia svedese, ma al 65′ grazie ad un penalty decretato dall’arbitro salvadoregno, Chicas Aguilar, per un intervento irregolare di Min-Woo ai danni di Claesson, è l’ex genoano e capitano della Svezia, Granqvist, a siglare il gol che poi risulterà decisivo. Parlare di gioco esaltante rischia di essere alquanto fuori luogo, bensì la performance sciorinata dagli uomini di Andersson è da etichettare come una prestazione in cui la determinazione, la compattezza e la fisicità hanno preso il sopravvento sugli avversari. La compagine scandinava non annovera individualità di spicco, fatta eccezione per Forsberg, tra l’altro in giornata tutt’altro che di grazia, ragion per cui il punto di forza è da ricercare nel lavoro di squadra e in un’organizzazione di gioco in grado di ridurre al minimo le occasioni da rete della Corea.

Per molti versi è apparsa il tipo di gara impostata dalla Svezia in occasione della gara d’andata del play off contro l’Italia, quando gli azzurri ebbero a disposizione poche occasioni  per andare a segno e i gialloblù  specularono sull’unica rete realizzata. Su questa falsa riga, gli scandinavi hanno messo al tappeto Son e compagni, conquistando tre punti di vitale importanza. Per quanto concerne la Svezia, spingersi in una previsione al di là della fase a gironi, rischia di essere decisamente prematuro e difficile da ipotizzare, ma di certo con il tipo di gioco che mira principalmente a mettere pressione, dal punto di vista fisico, alle squadre avversarie, anche Messico e Germania potranno trovare più di qualche insidia. Senza Ibra tra le proprie fila, la Svezia ha intrapreso una filosofia in cui la forza del gruppo è l’elemento imprescindibile su cui far leva.

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