Mondiali 2018: Belgio, cuore e carattere. I “diavoli rossi” non muoiono mai

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
SOCHI, RUSSIA - JUNE 18: Romelu Lukaku of Belgium celebrates with teammates after scoring his team's third goal during the 2018 FIFA World Cup Russia group G match between Belgium and Panama at Fisht Stadium on June 18, 2018 in Sochi, Russia. (Photo by Francois Nel/Getty Images)

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Qualificazione sofferta da parte del Belgio che ha avuto la meglio sul Giappone solamente al 95′ grazie al gol messo a segno da Chadli. La sfida contro i nipponici si è chiusa con il punteggio di 3-2, risultato impronosticabile alla vigilia ed impensabile soprattutto per quanto concerne le modalità con cui si è materializzato. Nel primo tempo la banda guidata dal c.t. Martinez è apparsa prevedibile nella manovra, piuttosto lenta nel fraseggio, senza mai impensierire la retroguardia avversaria. Ancor peggio l’avvio della ripresa, con gli asiatici che, nel giro di quattro minuti, sono riusciti nell’impresa di portarsi sullo 0-2 grazie alle reti griffate da Haraguchi al 48′ e Inui al 52′.

I “diavoli rossi” solo dopo il doppio schiaffo subito,  si sono svegliati dal torpore ed hanno colto un palo con Hazard, per poi sfiorare la rete, qualche minuto più tardi, con un colpo di testa da posizione ravvicinata di Lukaku. E’ qui che scatta la scintilla per il Belgio che dimostra carattere, grinta, personalità e voglia spasmodica di non abbandonare anzitempo la massima competizione iridata, mettendo in mostra, inoltre, le abilità tattiche del c.t. Martinez che interpreterà in maniera perfetta l’evolversi del match. Minuto 65, il commissario tecnico dei “diavoli rossi” effettua una doppia sostituzione, inserendo in campo Chadli e Fellaini al posto di Carrasco e Mertens. Annotiamoci questi nomi che poi si riveleranno alquanto decisivi. La prima scossa avviene al 69′ con il colpo di testa, probabilmente fortuito, di Vertonghen che non lascia scampo a Kawashima.

A seguire il Belgio, galvanizzato dalla rete realizzata, pigia con insistenza il piede sull’acceleratore, mettendo in affanno un Giappone che prova a blindare l’esiguo vantaggio costruendo un muro davanti al proprio portiere. I “diavoli rossi” palesano chiaramente la volontà di non preparare le valigie per far ritorno a Bruxelles, catalizzando la propria foga e propositività negli ultimi sedici metri. Al 78′ su cross di Hazard, ecco spuntare la testa di Fellaini, uno di quelli entrati a gara in corsa, che trafigge il seppur bravo Kawashima. I nipponici comprendono che arginare la forza d’urto  di Lukaku e compagni sarà un’impresa ardua ed impervia. Nell’ultimo minuto del match, al 95′, si evidenzia la differente personalità ed esperienza tra le due nazionali. Il Giappone, con tanta incoscienza, calcia un corner con Honda, il quale ad un passaggio ravvicinato verso un proprio compagno, al fine di far scorrere i secondi, preferisce effettuare un cross, che viene intercettato da Courtois che innescherà l’azione che si rivelerà determinante per il passaggio del turno. De Bruyne prende palla ed appoggia sulla destra per Meunier, con quest’ultimo che complice un astuto velo da parte di Lukaku, sfodera un assist per Chadli, uno dei due subentrati a gara in corso da parte del Belgio, che a tu per tu con Kawashima non fallisce l’appuntamento con il gol.

E’ qui che inizia la festa da parte dei supporter belgi consapevoli di avere a che fare con una squadra abituata a lottare, infarcita di calciatori talentuosi e dalla caratura internazionale, dotati non solo di qualità tecniche ma altresì di una spiccata esperienza che li aiuta a superare anche le situazioni maggiormente critiche. Oltre a ciò, un grande elogio va attributo al c.t Martinez, allenatore non solo determinato, come dimostrato nel non convocare una stella quale Nainggolan, ma ottimo stratega, evidenziando le sue elevate doti nella circostanza che ha portato ad effettuare quelle due sostituzioni che definire provvidenziali rischia di essere un eufemismo.

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