Mondiali 2018: fine della favola per l’Uruguay, tra commozione e generosità

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
ROSTOV-ON-DON, RUSSIA - JUNE 20: The Uruguay players pose for a team photo prior to the 2018 FIFA World Cup Russia group A match between Uruguay and Saudi Arabia at Rostov Arena on June 20, 2018 in Rostov-on-Don, Russia. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Si conclude ai quarti il cammino dell’Uruguay nel Mondiale in Russia. Gli uomini guidati dal “MaestroTabarez, crollano per 0-2 sotto i colpi di una Francia indomita ed ottimamente organizzata, per via delle reti di Varane e Griezmann. La “ Celeste” nonostante la pesante defezione di Edinson Cavani, ha tentato di mettere in affanno la compagine transalpina, provando a dare il massimo, inseguendo un’insperata qualificazione in semifinale. Ed invece il cuore, l’orgoglio, la grinta, non sono stati ingredienti sufficienti per mettere al tappeto Mbappé e compagni.

Del percorso, comunque soddisfacente, dell’Uruguay resterà impressa nella mente di tutti l’immagine del c.t. Oscar Washington Tabarez, il quale non ha sfidato solamente le avversarie di turno che gli sono capitati volta per volta, ma ha affrontato con dignità e personalità la malattia, ebbene sì, quel brutto male che lo costringe a sedersi in panchina con l’ausilio di una stampella. Tabarez più forte di qualsiasi supporto medico, Tabarez guida carismatica di una squadra che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Commovente l’immagine di quando i calciatori si accomodavano affianco a lui per ascoltare gli ultimi dettami tattici prima di mettere piede in campo. Da “Libro cuore” anche gli occhi lucidi di Gimenez a pochi minuti dal fischio finale della gara di ieri contro la Francia, espressione di chi fosse ben consapevole che non vi sia più nulla da fare al fine di sovvertire una sfida che aveva emesso la sua sentenza.

Non ha lasciato indifferenti, tra l’altro, l’incitamento del caloroso pubblico “celeste” che ha incoraggiato e osannato i propri beniamini sino agli sgoccioli del match. Probabilmente al cospetto della Francia era impossibile far di più, probabilmente l’assenza di Cavani ha pesato come un macigno. Resta comunque il merito da parte dell’Uruguay  di aver affrontato il Mondiale con eccelsa autorevolezza, chiudendo il girone a punteggio pieno, inanellando tre vittorie su tre contro Egitto, Arabia Saudita e Russia e di poter vantare uno scalpo di prim’ordine, ossia quello di Cristiano Ronaldo, avendo eliminato il Portogallo agli ottavi. Il cammino della “Celeste” e il sogno di una nazione che conta poco più di 3 milioni di abitanti si arresta a Nizhny Novgorod, ma nulla cancellerà la forza d’animo e lo spirito da condottiero di Oscar Tabarez, un uomo, un decano, che non si è fatto scudo della malattia che lo ha colpito, esorcizzandola con un carattere ed un fare battagliero trasmesso, poi, ai suoi calciatori.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: