Mondiali 2018: il Belgio stende anche il Brasile. I “diavoli rossi” chi li ferma più?

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
ROSTOV-ON-DON, RUSSIA - JULY 02: Nacer Chadli of Belgium celebrates after scoring his team's third goal with team mates during the 2018 FIFA World Cup Russia Round of 16 match between Belgium and Japan at Rostov Arena on July 2, 2018 in Rostov-on-Don, Russia. (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

Sta venendo fuori una certezza da questo Mondiale russo, ossia il Belgio guidato dal c.t. Roberto Martinez. I “diavoli rossi” dopo aver chiuso al primo posto il girone G, a punteggio pieno, senza fare sconti a Panama, Tunisia e soprattutto Inghilterra, agli ottavi, nonostante un doppio svantaggio maturato ad inizio ripresa, Lukaku e compagni hanno sovvertito tale intricata situazione, mettendo ko un indomito e sorprendente Giappone. Ma il vero colpaccio è andato a segno ieri sera, quando anche il Brasile della stella Neymar si è dovuto inginocchiare dinnanzi alla forza esplosiva, al dinamismo tattico e alle spiccate individualità di un Belgio infarcito di talenti. La migliore new generation calcistica europea si sta rivelando pronta ed attrezzata per spiccare il volo.

L’ultimo traguardo prestigioso raggiunto dal Belgio in un Mondiale risale al 1986, quando Vincenzo Scifo e compagni approdarono in semifinale. Stavolta la storia sembra ripetersi. I “diavoli rossi”, martedì 10 luglio, se la vedranno contro la Francia di Mbappé e Griezmann, sfida che si preannuncia dall’esito incerto ma che metterà in palio una finale che li vedrebbe, entrambi, favoriti nell’alzare al cielo l’ambita Coppa del Mondo. La prestazione sfoderata al cospetto dei “pentacampeones” ha evidenziato un Belgio che rispetto alla precedente uscita con il Giappone ha posto maggiore attenzione alla fase difensiva, rischiando ben poco nel primo tempo, per poi soffrire maggiormente nella ripresa, come prevedibile che fosse, non commettendo, però, clamorose sbavature.

Impeccabile la mediana con Fellaini e Witsel che hanno evidenziato una personalità di spicco ed un autorevole senso della posizione. Convincente il lavoro svolto sulla trequarti dai vari De Bruyne, Hazard e Chadli, i quali hanno effettuato un’opera di filtro tra il centrocampo e l’attacco, risultando pungenti e indomabili per la retroguardia verdeoro. Discorso a parte merita Romelu Lukaku. Il centravanti in forza al Manchester United non è solo un ariete d’area di rigore, bensì il  suo spirito di sacrificio lo erge a pedina fondamentale nello scacchiere tattico dei “diavoli rossi“. Lukaku, grazie soprattutto alla sua imponente fisicità, riesce a creare grattacapi ai diretti marcatori, liberando spazi per i suoi compagni di squadra che riescono ad inserirsi lungo le corsie laterali. La seconda rete del Belgio, contro il Brasile, siglata da De Bruyne è merito proprio del prezioso lavoro  svolto da Lukaku che presa palla sulla metà campo, si è scrollato di dosso gli avversari per poi appoggiare un comodo ed invitante assist per la stella del Manchester City.

La forza dei “diavoli rossi” risiede anche in panchina, dove il c.t. Martinez si sta dimostrando nettamente all’altezza del ruolo, riuscendo a comprendere al meglio le situazioni di gioco, leggendo la trama della gara con eccelsa perspicacia. Inoltre è risultata vincente la mossa di schierare dall’inizio sia Fellaini che Chadli, entrambi determinanti nel match precedente con il Giappone, relegando in panchina Carrasco e Mertens. Il Belgio non è un fuoco di paglia, ma figlio di un lavoro costante, che proviene da lontano, caratterizzato da calciatori di fama internazionale e dalla classe cristallina che hanno compreso a pieno che il Mondiale russo potrebbe essere la vetrina principale dei loro successi.

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