Mondiali 2018: le magnifiche quattro allo specchio

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Domani si alza il sipario sulla due giorni dedicata alle semifinali. Ad aprire le danze ci penseranno Francia e Belgio, con fischio d’inizio alle ore 20, presso la cornice del “Saint Petersburg Stadium” di San Pietroburgo. La sfida tra i transalpini e i “diavoli rossi” si preannuncia alquanto equilibrata. Il duello tra la banda di Didier Deschamps e di Roberto Martinez può essere inteso come un derby, considerando la vicinanza geografica tra i due Paesi. Dalle parti della Francia, vi è sempre stata una sottile forma di sottovalutazione nei confronti dei “cugini” belgi, per via delle dimensioni territoriali della nazione, nettamente inferiore rispetto a quella francese. Eppure dal punto di vista calcistico tale differenza non è affatto rimarcata. Il Belgio giunge a quest’appuntamento galvanizzato dalla vittoria ottenuta contro il quotato Brasile della stella Neymar. La prestazione sfoderata contro i verdeoro, ha messo in evidenza un Belgio ordinato nel pacchetto arretrato e decisamente pungente dalla metà campo in sù, grazie a delle individualità di spicco e dall’enorme potenzialità. Oltre a poter vantare lo scalpo dei brasiliani, i “diavoli rossi” hanno avuto la meglio, in rimonta, contro il Giappone agli ottavi, ed hanno chiuso il girone G al primo posto, davanti a Tunisia, Panama ma soprattutto Inghilterra, ossia una delle quattro ancora in corsa per il titolo.

Dall’altra parte vi è la Francia, squadra con l’età media più bassa rispetto a quella delle altre tre compagini rimaste in lizza per la conquista della Coppa del Mondo. I transalpini trascinati da Mbappé e Griezmann hanno fatto di un sol boccone l’Uruguay, ai quarti di finale, mentre precedentemente avevano rispedito a casa Messi, infliggendo una lezione di gioco alla bistrattata Argentina. Anche la banda guidata dal c.t. Deschamps ha chiuso al primo posto il proprio girone, quello C, ottenendo due vittorie al cospetto di Australia e Perù ed un pareggio, che non scontentava nessuno, al cospetto della Danimarca. In caso di approdo in finale, per il Belgio sarà la prima volta che potrà osservare da pochi centimetri l’ambita Coppa del Mondo, mentre Mbappé e compagni proveranno a bissare il successo ottenuto nel 1998, quando i transalpini trionfarono nel Mondiale organizzato in casa. Tra l’altro Deschamps, in caso di vittoria, sarebbe uno dei pochi, oltre a Beckenbauer e Zagallo, ad aver vinto un Mondiale sia nelle vesti di calciatore che di commissario tecnico.

Mercoledì sera, invece, sempre alle ore 20 ma nella magnifica cornice del “Luzhniki” di Mosca, si daranno battaglia Croazia ed Inghilterra. I balcanici giungono a quest’appuntamento dopo aver dimostrato di essere implacabili dagli undici metri, avendo eliminato sia la  Danimarca agli ottavi che i padroni di casa della Russia ai quarti, a seguito della lotteria dei calci di rigore. La banda guidata dal c.t. Zlatko Dalic, presumibilmente, si presenterà al cospetto di Kane e compagni con le fatiche di due sfide giunte al termine dopo 120 minuti di acceso agonismo, ma ciò non rappresenterà l’equazione perfetta al fine di  attendersi una Croazia stanca e scialba. La nazionale biancorossa a scacchi, sta dimostrando di voler fare meglio rispetto a ciò che riuscirono a compiere la generazione dei vari Suker, Boban, Boksic, Vlaovic, quando nel 1998 fu la Francia ad arrestare la loro corsa verso la finale. Stavolta la stella Modric proverà a prendere per mano l’intero gruppo per scrivere una pagina straordinaria nella storia del calcio croato. L’esperienza in campo internazionale non manca, basti considerare i tanti giocatori croati che giochino all’estero e soprattutto in Italia, ragion per cui l’Inghilterra è avvisata, i balcanici hanno tutta l’intenzione di restare a Mosca, per disputare, domenica prossima, una finale alquanto suggestiva.

La nazionale dei “Tre Leoni“, invece, respira l’entusiasmo di chi non era affatto favorito, ma con convinzione e vivacità sia riuscita ad issarsi sino a questo punto. L’Inghilterra non disputa una semifinale di un Mondiale dal lontano 1990 e stavolta gli uomini guidati dal c.t. con il panciotto, ossia Gareth Southgate, proveranno a compiere l’ultimo step prima della gloria. Il progetto iniziale era quello di disputare un buon Mondiale senza alcun obbligo di giungere fino in fondo, in quanto l’obiettivo principale fosse quello di accumulare esperienza in vista, poi, di Qatar 2022. Tutto ciò, però, al momento non è più una giustificazione valida. L’Inghilterra dopo aver eliminato la Colombia agli ottavi ed essersi sbarazzata dell’arcigna Svezia ai quarti, proverà a mettere ko l’indomita Croazia, per poi tentare l’assalto alla coppa, con lo scopo di alzarla al cielo rinverdendo i fasti del 1966, quando la compagine oltremanica si laureò campione del Mondo in casa propria e la Regina Elisabetta consegnò l’ambito trofeo tra le mani della stella inglese Bobby Charlton.

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