Mondiali: Messi e Cristiano Ronaldo, la “caduta degli Dei”

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Lionel Messi – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Game over per Argentina e Portogallo ma soprattutto fine della corsa mondiale per Messi e Cristiano Ronaldo, non di certo due qualunque. La competizione iridata non ha sorriso né alla “pulce” nè tanto meno a CR7, ripiombati clamorosamente sulla terra ferma, sotto i colpi di Mbappé e Cavani. Entrambi escono dal terreno di gioco a testa bassa, con gli occhi lucidi, consapevoli che molto presumibilmente la loro gloriosa carriera, che li ha  visti primeggiare sia dal punto di vista personale che di club, annovererà un cruccio, ovvero quello di non esser mai riusciti ad alzare al cielo una Coppa del Mondo. Non un dettaglio, questo, bensì l’amara considerazione che viene fuori a margine dei due ko che hanno messo a nudo i limiti delle loro rispettive compagini.

Per Messi non è stato un Mondiale esaltante, e come si dice spesso: “se il buongiorno si vede dal mattino…” sembra proprio che tutto sia stato fin troppo chiaro dalla gara inaugurale contro l’Islanda, quando il numero dieci si è fatto respingere il penalty dal portiere Halldorsson. A seguire la deludente prestazione contro la Croazia, che ebbe il via con Messi che durante l’inno argentino si sfregava continuamente la fronte, senza nascondere un’evidente preoccupazione. L’unico squillo coincide con il successo rimediato con la Nigeria, realizzando una rete da cineteca e fornendo una prestazione da trascinatore. Contro la Francia, invece, due assist degni di nota ma nulla più, con l’Albiceleste che naufraga sotto i colpi di una Francia giovane, frizzante e travolgente. Messi torna a casa con l’amaro score di non aver mai segnato, in carriera, un gol durante la fase ad eliminazione diretta di un Mondiale, un dato che non rispecchia la storia gloriosa e fantastica di un campione assoluto, sul quale si sono spesi milioni di aggettivi per quantificarne la sua magnificenza.

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Non sorride neanche Cristiano Ronaldo. Il fresco Pallone d’Oro e campione d’Europa in carica sia con il Real Madrid che con il Portogallo, si è gradualmente spento durante questa competizione. L’inizio è stato con il botto: tripletta contro la Spagna e quella netta sensazione che sia lui  l’unico in grado di trascinare i lusitani il più lontano possibile. Poi la vittoria di misura contro il Marocco. In quella circostanza la banda di Fernando Santos non stupisce ma è nuovamente CR7 a togliere le castagne dal fuoco. A seguire il pareggio sofferto contro l’Iran e da qui inizia la fase discendente di Ronaldo apparso stranamente nervoso e soprattutto poco preciso dagli undici metri, essendosi fatto intercettare il rigore da Beiranvand. L’epilogo amaro è avvenuto nella sfida, agli ottavi, contro l’Uruguay, con Cristiano Ronaldo mai seriamente pericoloso dalle parti di Muslera, ed anche in quest’occasione piuttosto irritato, a tal punto da rimediare un cartellino giallo, il secondo consecutivo in questa manifestazione, che gli avrebbe impedito di disputare un eventuale quarto di finale. Anche per CR7 resta la macchia indelebile di non esser riuscito ad alzare al cielo una Coppa del Mondo e di non aver mai realizzato una rete nella fase ad eliminazione diretta di un Mondiale. Difficilmente, entrambi, potranno lanciare il guanto di sfida in Qatar, nel 2022, bensì, la resa materializzatasi nella giornata di ieri ha il sapore di passaggio di consegne con le nuove generazioni, apparse irresistibili ed irrefrenabili.

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