Neymar, il cascatore che fece diventare antipatico il Brasile: cresca e impari da Hazard

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Neymar – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Neymar, maledizione quarti per il dieci del Psg. Come lo scorso Mondiale anche questo campionato del mondo è finito ai quarti di finale. Quattro anni fa era stato il fallaccio di Zuniga, in Russia ci ha pensato il Belgio delle generazione dei fenomeni. Neymar rinvia ancora l’appuntamento con il primo successo con la maglia del Brasile. La Selecao è uscita meritatamente dai Mondiali 2018, al cospetto di un Belgio che ha mostrato il meglio di sé. O’Ney è uscito annientato dal confronto con Hazard. Il capitano belga ha giocato una partita sontuosa, trascinando e sacrificandosi per i compagni. Il fantasista del Chelsea ha confermato di essere uno dei migliori giocatori al mondo e può giustamente aspirare al Pallone d’Oro. Perfetto l’asse con De Bruyne. Bravo il c.t. belga Martinez ad avanzare di qualche metro il tuttocampista del Manchester City, letale quando può calciare dai 20 metri.

E del giocatore più pagato della storia del calcio cosa resta? Un paio di gol a porta vuota, tanti tuffi, tante proteste e l’impresa di aver reso antipatico il Brasile. Già perché la Selecao in ogni campionato del mondo è la seconda squadra tifata un po’ dappertutto. Ma i brasiliani negli anni si sono sempre più europeizzati e hanno perso quella musicalità calcistica, che gli hanno permesso di vincere 5 titoli mondiali. Se Neymar è il simbolo del calcio brasiliano, allora i verdeoro sono messi piuttoso male. Anche perché uno che lascia il Barcellona e la Liga spagnola per il Psg, a 25 anni, non deve avere tutte le rotelle a posto. In Russia ne abbiamo avuto diverse conferme. Cresci Neymar e riguardati la partita di Hazard. Uno che sa come far amare la propria squadra. Eccome.

Neymar, quando si comincerà a parlare di flop?

222 milioni di euro spesi dal Psg per litigare con Cavani, essere rimproverato da Thiago Silva e giocare a poker mentre i compagni vincono il campionato. Poi 4 mesi fermo per una botta al piede, preparare al meglio un Mondiale in cui è stato ampiamente deludente. Questi sono gli ultimi 12 mesi di Neymar. L’estate scorsa è stato protagonista di un clamoroso trasferimento al Paris Saint Germain, ma intanto il suo rendimento sta peggiorando. Nel 2014 era stato il leader del Brasile, che infatti senza di lui era crollato contro la Germania. Nel 2015 ha vinto la Champions League con il Barcellona, insieme a Messi e Suarez.

In quel momento Neymar deve essere sentirsi arrivato in cima, cominciando ad allentare preparazione e allenamenti. Solo così si spiega il netto peggioramento nelle sue prestazioni, sia nel club che nella nazionale. Con l’aggravante di avere un atteggiamento in campo spocchioso e arrogante. Contro il Belgio avrebbe meritato almeno un ‘ammonizione tra simulazioni e proteste. Non certo quello che ci si aspetta dal numero 10 del Brasile. Diciamo che per arrivare ai livelli di Rivaldo e Ronaldinho, gli ultimi numeri dieci vincenti della Selecao, ce ne vuole. Senza nominare l’inarrivabile Pelè. Intanto Neymar lavori sul suo comportamento dentro e fuori dal campo. A 26 anni è davvero l’ora di crescere. Altrimenti il rischio di essere ricordato come un flop è sempre più grande.

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