Il miracolo di Ranieri! Da eterno secondo… a Re d’Inghilterra

Pubblicato il autore: Emiliano Rota Segui

claudio ranieri

Una stagione da sogno, una carriera che è come una favola. Tanti secondi posti, tante occasioni in cui i suoi meriti non sono stati riconosciuti fino in fondo. Alla fine Ranieri si è preso la sua grande rivincita con il successo più bello e inaspettato. C’era una volta… l’eterno secondo.
Claudio Ranieri nasce a Roma nel 1951. Da giocatore (è stato un buon terzino) cresce nelle giovanili giallorosse, per poi indossare quattro maglie nel corso della sua carriera: Roma (1972-1974), Catanzaro (1974-1982), Catania (1982-1984), Palermo (1984-1986). La sua carriera da allenatore inizia sulla panchina del Vigor Lamezia, nel 1986, in Interregionale. Poi la Serie C, con Campania Puteolana e Cagliari, portato nel giro di due stagioni in A. La sua scalata culmina con Napoli (1991-1993) e Fiorentina: in 4 stagioni alla guida dei viola porta la squadra in A e poi vince Supercoppa italiana (contro il Milan) e Coppa Italia nel 1996.
Nel 1997 accetta la proposta del Valencia ed emigra: due stagioni che culminano con la conquista della Coppa del Re, in finale con l’Atletico Madrid. Ed è proprio all’Atletico che approda nella stagione seguente, con grandi ambizioni.
L’avventura, però, dura appena otto mesi. Alla fine, con la squadra al quint’ultimo posto in classifica, Ranieri si dimette.
La nuova grande occasione si presenta nel settembre 2000: il Chelsea è partito male in campionato e dopo aver esonerato Vialli cerca un sostituto. Raggiunto l’accordo con i Blues, Ranieri va a visionare la sua futura squadra in FA Cup. Assiste a Chelsea-Leicester: ancora non sa che sta visionando la squadra che gli regalerà le maggiori soddisfazioni della carriera.
Ranieri resta sulla panchina del Chelsea per 4 stagioni: l’ultima è quella dell’avvento di Abramovich, che cambierà per sempre la storia del club. Non riesce, però, a sollevare trofei. Quelli vinti durante le tournée estive, purtroppo, non bastano a soddisfare il patron russo. Così, al termine della stagione 2003-2004, conclusa al secondo posto in campionato ma con la cocente eliminazione in Champions, in semifinale contro il Monaco, Abramovich gli preferisce Mourinho, che proprio in quella edizione della Champions ha incantato e vinto con il Porto. Ranieri resta comunque nel cuore degli inglesi, per i quali era “Tinkerman“, a causa delle “indecisioni” nel fare la formazione.
Nel 2004 torna in Spagna, di nuovo al Valencia. Qui vince subito la Supercoppa europea, “eredità” della gestione Benitez. A febbraio 2005, però, arriva l’esonero.
Dopo due anni di inattività e 10 lontano dalla Serie A, Ranieri accetta la sfida di Ghirardi e riparte prendendo in corsa un Parma destinato alla retrocessione in B. Con un finale di stagione miracoloso, però, Ranieri salva la squadra e torna a far parlare di sè.
Ad accorgersi di lui è niente meno che la Juventus, che vuole tornare grande dopo la promozione in A (guidata da Deschamps).
Al primo anno in bianconero (2007-2008) riporta la squadra in Champions arrivando terzo; il campionato successivo si conclude con l’esonero a due giornate dalla fine, con la squadra ancora terza (arriverà poi seconda).
Nel settembre 2009 Ranieri viene chiamato dalla sua squadra del cuore per sostituire Spalletti, che si è dimesso dopo le prime due giornate (due sconfitte). Ranieri guida la squadra al secondo posto, dietro all’Inter “del Triplete”. In realtà va vicinissimo al titolo, superando i nerazzurri in classifica ma perdendo poi, di fatto, lo Scudetto contro la Sampdoria (2-1 per i blucerchiati, con doppietta di Pazzini). All’ultima giornata della stagione 2009-2010, la Roma può ancora sperare nello scudetto e, in una Verona invasa dai tifosi giallorossi, batte il Chievo. L’Inter, però, vince a Siena (1-0) e conserva il primo posto.
La stagione successiva si chiude con le dimissioni dopo la sconfitta contro il Genoa (4-3, con i giallorossi in vantaggio 0-3 dopo il primo tempo). Anche a Roma nessun trofeo, solo un secondo posto.
Nel settembre 2011 ancora una squadra presa in corsa dopo poche giornate: si tratta dell’Inter, che ha esonerato Gasperini dopo 4 partite. Stagione altalenante, che si chiude però con l’esonero e la “promozione” di Stramaccioni.
Ranieri si rifugia ancora all’estero e nel 2012 firma con il Monaco, squadra di Ligue 2. Alla prima stagione in Francia arriva subito la promozione in Ligue 1. Nella seconda, invece, si punta al titolo. Il Monaco è un club ricco e ambizioso, con un presidente che vuole tutto e subito. Per questo non accetta il buon secondo posto alle spalle del Psg e al termine della stagione esonera Ranieri.
Gli mancava una nazionale, e Ranieri rimedia nel luglio 2014 firmando un biennale con la Grecia. Un’esperienza disastrosa, a causa dell’impossibilità per il tecnico di creare una squadra, allenando e vedendo con costanza i suoi giocatori. Gli viene chiesto di compiere un miracolo in pochi giorni e questa volta Ranieri non ce la fa.
Il miracolo, però, è alle porte. Nel luglio 2015 Ranieri firma con il Leicester, squadra inglese che nella stagione precedente si è salvata nelle ultime giornate per il rotto della cuffia. Club e tifosi gli chiedono una cosa sola: la salvezza, possibilmente più tranquilla rispetto alla stagione appena conclusa. Ranieri si mette all’opera e inizia facendo ciò che gli riesce meglio: crea un gruppo affiatato, assegna ruoli e compiti precisi ai suoi uomini, trasformandoli così in una macchina perfetta che inizia a stupire l’Inghilterra. L’avvio in campionato è da grande squadra: il Leicester guarda tutti dall’alto e Ranieri si prende qualche rivincita anche sui nemici storici come Mourinho, che annaspa alla guida del Chelsea.
Il resto è cronaca recente e allo stesso tempo è già storia. Il Leicester di Ranieri vince il campionato. Dopo tanti piazzamenti, il giusto epilogo per la carriera da favola di un allenatore e di una persona perbene.

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