Guardiola difende Bielsa: “Non vince? Dategli il City e vedrete”

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

Guardiola
Manchester City-Leeds, in programma sabato 10 aprile alle 13:30, può non sembrare una grande sfida. Lo diventa subito se si va a vedere chi allena le due squadre. È la sfida tra Pep Guardiola e Marcelo Bielsa, due che il calcio lo masticano e lo capiscono da tempo. Sa bene le insidie dell’incontro il tecnico dei citizens, che alla vigilia del match afferma: “Quando ho avuto l’opportunità di parlare con lui, parlava sempre di ciò in cui credeva. Tutti sanno l’ammirazione e il rispetto che ho nei suoi confronti. Se c’è una persona che sa trovare il segreto o il modo in cui noi vogliamo giocare, quella persona è lui. Per la sua incredibile etica del lavoro e conoscenza del gioco. È una persona che rispetta l’avversario, che gioca per i tifosi e che vuole giocare solo per vincere, convincendo i giocatori a seguirlo. La gente dice che non vince titoli, ma dategli il Manchester City e vincerà titoli”.

Guardiola e Bielsa, una stima che parte da lontano

Che Guardiola e Bielsa si rispettino e stimino a vicenda lo sappiamo. Dopo anni di scontri è normale che tra due allenatori scatti qualcosa. Ma quella di Pep nei confronti del “Loco” non è solo stima, ma ammirazione. Un episodio emblematico è stato quando ancora i due allenavano in Spagna. Dopo l’ennesima sconfitta contro il Barcellona, Bielsa andò da Guardiola e gli consegnò un blocco di appunti, dove all’interno c’era uno studio maniacale di tutte le caratteristiche di ogni singolo giocatore. In conferenza stampa post-partita Guardiola rispose con un ironico ma neanche troppo: “Conosce il Barcellona meglio di me”. Un gesto di arresa quello di Bielsa nei confronti del “rivale”, che ha confermato lo stesso tecnico di recente in un’intervista per Dazn: “Lui è un uomo capace di fare magie. Quello che lui sa fare per me è difficilissimo da copiare, anzi ormai mi sono rassegnato al fatto che non ci riuscirò. Ammiro moltissimo il suo lavoro e già solo il fatto di cercare di interpretare quelle che sono le novità che inserisce, è già innamorarsi del calcio”.

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