Pescara-Inter: è stata davvero la festa dello sport?

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui

Pescara-Inter 1-2
PESCARA – Stadio Adriatico: tutto esaurito, gli spalti sono pieni e la fibrillazione è alle stelle: i padroni di casa del Pescara sfidano l’Inter.

Prima della partita, un giovane tifoso interista viene accerchiato fuori allo stadio da un gruppo di ultras abruzzesi, che lo costringono a denudarsi e a togliersi la maglia di un gruppo ultras di Cosenza (la sua città natale), perché a loro detta “non rispetta la città di Pescara“. Qualche minuto dopo lo aggrediscono e si dileguano nel nulla, prima che intervenisse la Polizia. La partita non è nemmeno cominciata e già scoppiano le prime scintille.

SuperNews è in curva Sud ed il clima inizialmente è tutt’altro che ostile: bimbi, famiglie ed addirittura molti tifosi nerazzurri popolano il settore, che applaude a scena aperta l’ex capitano dell’Inter Zanetti, a bordocampo nel pre-partita.

Inizia il match: si sentono molti applausi per i padroni di casa e qualche fischio per gli ospiti, ma è assolutamente la normalità del tifo. I biancazzurri meravigliano nei primi sessanta minuti, tanto da portarsi in vantaggio con Bahebeck. L’Adriatico diventa una bolgia ed i tifosi vogliono portarsi a casa i tre punti.

Tuttavia De Boer rivoluziona la squadra e tenta il tutto e per tutto, pareggiando i conti con Icardi al 77′. Giustamente in molti si arrabbiano e vola anche qualche parolina di troppo, ma è un impulso assolutamente giustificabile. L’epilogo arriva infatti al 91′, quando Icardi firma una doppietta che ribalta le sorti della partita. C’è chi si rassegna e c’è chi (ancora giustamente) non la prende benissimo. E poi c’è chi porta un bambino allo stadio e si permette di sputare ai tifosi avversari, oltreché di rivolgere verso di loro pesanti insulti e bestemmie. Gran parte della gente attorno ride e c’è anche chi si unisce a lui, in molti però guardano attoniti questa pietosa scena. Molti interisti per evitare ritorsioni hanno nascosto le loro sciarpe e le loro maglie nerazzurre. È questo lo sport che vogliamo insegnare alle generazioni future?

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