Delusione Pioli e De Boer attacca: “Non mi hanno dato tempo”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

delusione pioliCrisi infinita in casa Inter che nonostante l’esonero di De Boer regala ai tifosi una vera e propria delusione Pioli, con il nuovo tecnico che è sembrato veramente in bambola nelle prime partite sulla panchina nerazzurra dove ha maturato il pareggio in extremis nel derby contro il formidabile Milan di Montella, e la vittoria sofferta in casa contro la Fiorentina ha consumato l’umiliante eliminazione in Europa League a causa della cenerentola israeliana, e soprattutto la debacle per 3 a 0 contro il Napoli di Sarri, che ha letteralmente annientato l’Inter, come se fosse una squadra di serie inferiore.

Colui che era stato indicato come la causa di tutti i mali dell’Inter ha quindi deciso di prendere la parola per spiegare il perché di un fallimento, parliamo di Franck De Boer, ex tecnico nerazzurro subentrato a Roberto Mancini a pochi giorni dell’inizio del campionato a causa dell’esonero dell’allenatore marchigiano che probabilmente aveva ben capito i seri problemi societari di una società completamente allo sbando.Il tecnico olandese rilascia un’intervista al quotidiano sportivo olandese Ziggo Sport, che non può che lasciare impietriti i suoi ex tifosi, in quanto spiega come ci sia una totale anarchia societaria e come sia praticamente impossibile capire chi comandi veramente in Italia, della serie che quando ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno:

“I cinesi sono i proprietari. Ma hanno un supervisore che è italiano. Hanno tutto il potere, ma nessuno ha veramente il potere. Penso che sia quello il problema più grande dell’Inter. Vogliono molto ma si dovrebbe prima guardare a ciò che c’è dentro la società e in che modo è organizzata”.

Delusione ma specialmente amarezza per un progetto che non è riuscito a decollare a causa della cattiva gestione della società, che pretendeva, nonostante il cambio di panchina praticamente a campionato iniziato, immediatamente dei risultati positivi, cosa impossibile vista anche la completezza di una rosa che non ha costruito né Mancini, né De Boer, né tanto meno Pioli, ma un Ausilio che ha forse agito più su iniziativa personale che sui dettami dei tecnici che ha avuto.

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Delusione Pioli. De Boer: “All’Inter stavo provando a inserire un sistema di gioco diverso”

Veramente una delusione per il cambio di panchina che tutti i tifosi nerazzurri avevano accolto come la svolta della stagione ma che si sta trasformando in un vero e proprio incubo. L’ex tecnico De Boer continua nell’intervista spiegando come stesse cercando di cambaire la mentalità di una squadra che non aveva un sistema di gioco prestabilito e soprattutto non conosce i movimenti senza palla.

“All’Inter stavo provando a inserire un sistema di gioco diverso, un 4-3-3 offensivo con tanta pressione e anticipi difensivi il più possibile. A volte ci è andata bene, come contro la Juventus. Solo che ci sono stati troppi alti e bassi, ci voleva del tempo. A Napoli ci sono voluti otto anni perché rendesse il progetto, ma all’Inter tutto è iniziato adesso. Si aspettavano di vedere qualcosa di buono dopo solo due settimane. Una cosa che proprio non si può”.

Decisione veramente assurda, oggi come ieri, quella di esonerare De Boer per affidare la squadra a un tecnico italiano, che secondo lo staff nerazzurro sarebbe dovuto essere l’uomo giusto per raggiungere la Champions League, dimenticando che solo qualche mese fa Pioli era stato esonerato da Lotito che gli ha preferito il tecnico della primavera Simone Inzaghi, che nonostante una rosa mediocre sta facendo un ottimo campionato con la Lazio. A questo punto, visto l’esonero tardivo di Mancini da parte di una dirigenza che forse non ha ancora capito in che ambito sta operando, non sarebbe stato più logico affidare la squadra all’allenatore della Primavera Vecchi? E magari la presidenza a Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro che sta facendo grandissime cose? Sicuramente si, ma si è preferito puntare sul trio Ausilio, Zanetti, Thohir, con l’indonesiano che sembra essere del tutto disinteressato all’Inter, nonostante sia i presidente, Zanetti che fa da para fulmine, e Asusilio che compra malissimo e a prezzi esagerati e non riesce a vendere neanche un giocatore superfluo, continuando però a ripetere che la rosa è troppo ampia…

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Delusione Pioli: già si pensa a Simeone

Non si possono spezzare troppe lance in favore di Pioli, arrivato presentandosi come grande tifoso dell’Inter nonché sicurissimo di poter far meglio del so predecessore in virtù di una grandissima rosa. In 4 partite l’ex coach della Lazio ha collezionato una vittoria un pareggio e due sconfitte, otto gol fatti e dieci gol subiti, per un bilancio disastroso che non permette né scuse né difese. Giustamente sotto processo il neo tecnico scelto da Ausilio, che già sembra essere pronto a cambiare aria, anche perché, bene che possa andare, e a questo punto si parla di sesto posto, ovvero di preliminari di Europa League come risultato massimo che si possa raggiungere, Pioli già sa che il prossimo anno non siederà sulla panchina nerazzurra, perché si aspetta seriamente Simeone, probabilmente l’unico in grado di rimettere ordine in una matassa che ha ormai raggiunto un livello talmente tanto assurdo da non poter essere spiegato.

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Nonostante l’arrivo di Simeone il problema dell’Inter è, e rimane, la società, che è praticamente inesistente, con un direttore sportivo, Ausilio, che compra senza alcuna direttiva, un presidente, Thohir, che in pratica non è mai presente, e un vicepresidente, Zanetti, che si trova da solo a combattere contro tutti e tutto fungendo da parafulmine per una società che oltre i tifosi ha abbandonato anche la sua bandiera.

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