Zazzaroni attacca Sarri e Conte: “Tirino fuori i c…”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni ha lanciato un duro attacco alla Serie A dalle colonne del proprio giornale. Bersagli del giornalista, in particolar modo, gli allenatori di Juventus (Sarri) ed Inter (Conte), rei a suo dire di non essersi esposti abbastanza durante questo difficile periodo che vede il nostro calcio piegarsi davanti all’emergenza coronavirus e scivolare lentamente verso una spirale caotica, con le istituzioni (calcistiche e governative) che si stanno dimostrando incapaci di intraprendere una strada condivisa ciascuna attratta da specifici interessi.

L’attacco di Zazzaroni a Conte e Sarri

Non abbiamo ancora sentito le voci di Sarri e Conte, politicamente, e non solo, i tecnici più importanti della Serie A“. Così scrive Ivan Zazzaroni nel suo editoriale odierno sul Corriere dello Sport. Il direttore di quello che, per tiratura, è il secondo quotidiano sportivo nazionale non lesina un aspro attacco ai manager di Inter e Juventus, rimasti a suo dire troppo in ombra durante questo lento calvario che sta attraversando il calcio italiano: dfove sono, si chiede Zazzaroni, il carattere e il carisma di due veri e propri condottieri della panchina?
Oltre che dei tecnici meglio pagati – scrive il direttore – parliamo di gente che ha avuto il coraggio di sfidare il mondo, di fare causa ad Abramovich, di sganciarsi dagli Agnelli per poi ripresentarsi come principale antagonista (con riferimento a Conte), di mostrare il dito medio napoletano agli juventini, prima di farsi offendere due anni dopo dai napoletani per aver fatto il salto della quaglia (con riferimento a Sarri). Di professionisti che hanno saputo combattere contro le differenze e le cattiverie della stampa inglese che Cellino definirebbe “razzista” o “anti-italiana”.

Tirate fuori gli attributi – Insomma a Zazzaroni non va giù che eroi osannati da migliaia di tifosi, spesso protagonisti di azioni controcorrente che ne giustificano l’attribuzione di coraggio, si siano rinchiusi in un silenzio assordante proprio nel momento in cui, sostiene, erano chiamati a far sentire la propria voce così come accade in campo: “Due mesi fa un Conte ci ha invaso e l’altro è evaso: dov’è finito l’ex CT della Nazionale? Perché non ci fa sapere cosa pensa veramente della situazione che si è venuta a creare? La posizione del suo AD Marotta è chiara solo a Marotta, ma Conte da che parte sta? E Maurizio? Agnelli ha firmato una lettera in cui ha confermato l’intenzione di terminare la stagione ma, a parte un’intervista per JTV la bocca di sarri è rimasta cucita”. Poi, la stoccata finale: “Come diceva Radice “Questo è il momento di tirare fuori i coglioni prima che loro prendano il sopravvento”.

Sebbene lo sfogo di Zazzaroni sia più che comprensibile, ci si dimentica che forse la scelta del silenzio sia la più saggia da adottare in questo momento, almeno da parte di chi non ha reali poteri decisionali. Quando ad inizio marzo il presidente dell’Inter Steven Zhang accusò il presidente della Lega Serie A Dal Pino definendolo “pagliaccio”, perché avrebbe voluto far disputare Juventus-Inter a porte aperte, lo stesso Zazzaroni ne criticò aspramente (e giustamente) i toni bruschi e inopportuni. Le ultime settimane intrise di polemiche (leggasi tra le righe il nome di Arturo Diaconale) ci hanno infatti insegnato che troppe voci non portano mai ad una soluzione, ma alimentano solo un fastidioso ginepraio di polemiche. Come Sarri dichiarò alla vigilia di Juventus-Milan, gara di Coppa Italia, poi sospesa, lo scorso 3 marzo: “Io faccio l’allenatore e preparo le partite. E’ inutile pormi mille dubbi e farmi venire male alla testa per cose sulle quali non posso decidere”.

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