Non è Atalanta senza sofferenza, ma bisogna superare l’ultimo gradino: la gestione del risultato

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo

8 vittorie nelle ultime 9 partite per un’Atalanta tanto forte quanto ambiziosa nel voler raggiungere il secondo posto in classifica (attualmente occupato dal Milan). L’ultimo successo contro una Fiorentina alla ricerca di punti salvezza. Gara dove non solo ha risaltato il 4-2-3-1 e la sostanza dei singoli all’interno di essa, ma ha anche evidenziato quello che manca per fare l’ennesimo salto di qualità, forse addirittura l’ultimo gradino prima di raggiungere la perfezione assoluta: la completa gestione del risultato da un punto di vista mentale. Tale aspetto può risultare fatale, ma la Dea ha tutte le carte in regola per riuscire risolverlo nella maniera migliore possibile.

Ieri sera l’Atalanta aveva praticamente dominato la Fiorentina, però non era riuscita a chiudere definitivamente i giochi: statisticamente parliamo di una squadra che a fine gara ha presentato il 61% di possesso palla e ben 8 tiri in porta. Vero che gli orobici erano riusciti a fare due goal, ma basta un attimo, una semplice disattenzione per far crollare tutto. Nel momento in cui c’è stato un blackout la Viola, con due tiri in porta, ha riportato il risultato sul 2-2. Colpo di scena? Per i nerazzurri, purtroppo, la situazione si era già verificata sia contro il Torino che con il Bologna: match dove la Dea dominava in lungo in largo per poi staccare nettamente la spina, buttando al vento 4 punti importantissimi per la classifica. Verrebbe da dire che “non è Atalanta senza sofferenza“, ma complicarsi la vita per demeriti propri e non per la reale forza dell’avversario non fa altro che aumentare sempre di più i rimpianti. Ilicic ha tirato fuori dai guai i nerazzurri con il rigore, e la vittoria (assolutamente strameritata) è stata portata a casa. Se l’Atalanta migliorasse ulteriormente sul piano della gestione potrebbe ambire a traguardi addirittura più prestigiosi. I mezzi ci sono, ora si può solo migliorare.

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