Intervista esclusiva a Christian Recalcati: "Champions? Per l'Inter c'è possibilità. No scudetto? la dirigenza mescolerà le carte!"  

La nostra redazione ha intervistato la celebre voce del "Tifoso Inter" delle telecronache di Mediaset Premium. La sua fede per l’Inter non è un mistero. Ai nostri microfoni non è mancato il suo parere sull'andamento del club nerazzurro, sia in campionato che in Supercoppa. Si aggiunge un commento approfondito in prossimità del match di Champions League contro l'Atletico Madrid.

Intervista esclusiva a Christian Recalcati

Intervista esclusiva a Christian Recalcati, grande opinionista italiano e memoria storica di tantissime gare. Celebre voce del “tifoso Inter” e di telecronache Mediaset Premium. Nel corso dell'intervista non è mancato il suo immenso humor nerazzurro, deciso e inflessibile. Ai nostri microfoni, Recalcati spazia sui vari argomenti, sceglie il suo 'Re d'Arabia' tra Lautaro Martinez e Simone Inzaghi, analizza il futuro del calciomercato a parametro zero e termina approfondendo su di una Champions League, oramai alle porte.

Benvenuto Christian Recalcati, lei è stato per anni telecronista nerazzurro sulla rete Mediaset. Quali sono i suoi progetti nel prossimo futuro?

“Sono stato la voce faziosa del pianeta nerazzurro, Mediaset e Mediaset Premium per quindici anni. Dopo che Mediaset ha lasciato il calcio ad altre piattaforme, rinunciando a quello che erano i tifosi faziosi, al calcio, ad investimenti grossi, ho aperto tramite agenti e legali un’agenzia di tutela per calciatori e calciatrici. Il progetto è partito nel 2019, a seguito del periodo 2020/21, il quale non è stato facile per nessuno. Oggi è come se fossimo una start up! Ci stiamo riprendendo e stiamo lavorando forte, con impegno, serietà e dedizione. Cerchiamo di fare del nostro meglio!”.

Lautaro regala all'Inter la terza Supercoppa consecutiva. Gli azzurri resistono dopo l'espulsione di Simeone, ma cedono. Secondo lei, chi è il vero Re d'Arabia, Lautaro Martinez o Simone Inzaghi?

“L’Inter ha fatto una partita meravigliosa con la Lazio e una sfida non sottotono, ma difficile e dura, contro il Napoli. Per capire chi è il vero Re d’Arabia bisognerebbe vedere ciò che è accaduto negli anni precedenti. Si potrebbe anche dire Simone Inzaghi, ma Lautaro Martinez è sempre presente. Il suo marchio di fabbrica in ogni finale lui lo mette sempre. Inzaghi è arrivato con due partite, quattro gol fatti e zero subiti, ha una percentuale alta. Lautaro è divenuto un simbolo per questa squadra, con lui in campo ‘tutti diventano bravi’: Dzeko, Lukaku, Thuram. Non posso dire tra i due chi sia il migliore, ma certamente entrambi ci hanno portato a questa vittoria”.

In Champions League l'Inter sogna la seconda finale consecutiva dopo essersi qualificata dal Gruppo D da imbattuta. I nerazzurri hanno giocato con grande autorità nella fase a gironi, conquistando un posto nella fase a eliminazione diretta con due partite di anticipo. Contro l'Atletico Madrid che tipo di partita si aspetta?

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"È molto difficile giocare contro l’Atletico Madrid, anche se quest’anno lo vedo cambiato. Più volte ho dichiarato che l’Inter entrerà anche quest’anno nelle quattro. Credo nella possibilità di poter battere l’Atletico Madrid, credo nella squadra per la quale tifo, ma credo anche che Inzaghi debba capire che deve giocare con una squadra sola, senza inventarsi nulla, quella titolare. Può utilizzare Acerbi, De Vrij, ma fondamentali rimangono Pavard, Bastoni e i cinque in linea che conosciamo bene. In questo momento Darmian è quello che da maggior fiducia, occorrerà lasciare davanti Lautaro Martinez e Thuram. Questi sono elementi importantissimi. Se ci saranno tutti, senza infortuni e al massimo livello, l’Inter riuscirà a superare l’ostacolo Atletico Madrid".  

Simone Inzaghi ha arricchito la bacheca interista di cinque successi: tre Supercoppe italiane e due Coppe Italia. Definito oggi, miglior allenatore nelle coppe-sprint. Che tipo di lavoro lo contraddistingue dagli altri tecnici in Italia?

"Simone è un ottimo allenatore, non lo distingue e contraddistingue nulla rispetto agli altri allenatori. Simone ha la fortuna di aver creato un gruppo e di avere una società alle spalle che sanno mirare e accontentare il proprio allenatore. Un tecnico che non 'non fa giocare i giovani' ma preferisce giocatori pronti. Troviamo Pavard, l'esperienza di Sommer, Acerbi, Lautaro, Thuram, Frattesi e Barella che non sono giocatori 'vecchi'. E' vero che l'anno scorso voleva Morata, ma per vincere subito è difficile prendere un ragazzo giovane, a meno che non si chiami Kylian Mbappé. Inzaghi ha il suo modo di giocare, modo di vedere che ha portato delle vittorie. L'anno scorso si è concentrato più sulla coppa rispetto al campionato. Quest'anno deve vincere la seconda stella, ha dei giocatori in rosa superiore a tutti gli altri, la dirigenza ha fatto molto bene".

In questo campionato di Serie A, Juventus e Inter si contendono lo scudetto. Una sua riflessione sul possibile campione d'Italia 2024.

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“Un paio di mesi fa sono intervenuto a una Radio e ho affermato che l’Inter avrebbe vinto il campionato di Serie A almeno con cinque giornate di anticipo. La Juventus, al momento, la danno tutti come la favorita, ma non ne sono certo. Sicuramente è una Juve giovane e sta facendo bene, ma sulla carta rimane inferiore all’Inter. Ho visto un Inter che è andata a Torino e non ha subito. Credo che il 4 di febbraio non si decida tutto, può capitare uno scivolone come con il Sassuolo dell’Inter e tutto cambia. Se l’Inter non mette la seconda stella sul petto, credo che la dirigenza a fine stagione, mescolerà un po' le carte”.

Le chiedo un suo pensiero sul lavoro di Giuseppe Marotta. Quali acquisti a parametro zero possono rivelarsi centrali nell'Inter?

Impossibile giudicare il direttore Beppe Marotta, penso che il migliore in Italia. Lui a parametro zero ha già acquistato giocatori importanti e se non sono arrivati a zero sono giunti evitando di fare ‘code’ per accaparrarsi il giocatore nei mesi estivi. Se dovesse aver fatto, come in tanti dicono, un accordo per l’arrivo di Taremi o di Zieliński, sicuramente farebbe un passaggio a zero davvero importante. Ricordiamo i passaggi a zero come Calhanoglu, Mkhitaryan, Thuram, tutti importantissimi. Lautaro Martinez è stato pagato sì, ma ora vale dieci volte tanto. Alla società, mi è stato detto, piaccia tantissimo l’attaccante del Bologna Zirkzee e una chiacchierata con la società penso l’abbiano già fatta”.

In ottica calciomercato, cosa prevede per il futuro di Mehdi Taremi e Piotr Zieliński?

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"Risulta anche a me un ‘quasi certo’ arrivo di Zieliński e Taremi. Zieliński sarebbe un inserimento non buono, ma ottimo. È un giocatore importante che darebbe qualche cosa in più, sia da titolare che da titolarissimo, come li definisco io. È un giocatore molto molto bravo! Taremi, invece, rimane da scoprire. La terza punta, essendo quest’ultimo un parametro zero, l’andrei a ricercare un po' con il lanternino. Ricordiamo che l’anno scorso, il ct Inzaghi, aveva scelto un giovane e tre forze, i quali erano Lautaro Martinez, Thuram e Morata. Non credo che Taremi abbia quell’appeal, quell’approccio, rispetto a un Morata. È certo che, Taremi arrivando all’Inter da comunitario a parametro zero, sarebbe quello che non si lamenterebbe o porterebbe disturbi in un gruppo che ormai ha delle fondamenta immense”.

In casa Inter occhi puntati sul colombiano Luis Muriel. Potrebbe giungere in nerazzurro solo se un componente in rosa sarà pronto a lasciare il club. Gli indizi porterebbero verso il profilo di Alexis Sanchez. Un suo pensiero sul possibile prescelto.

“Non sono entusiasta di Sanchez come non lo ero anni addietro. Ha fatto una carriera meravigliosa, ma in questo momento il palcoscenico Inter non va più bene, avrebbe bisogno di altro! È un giocatore carismatico, latino, caldo e, secondo me, potrebbe essere un club come il Napoli a beneficiarne. Lo vedo più come un giocatore da Napoli, mi piace vederlo in quel contesto. Non credo che si trovi bene al 100% a Milano, non per quanto riguarda i compagni, ma perché si vede abbandonato come quarto attaccante. A lui questa cosa non va bene. Luis Muriel è un buon giocatore anche se a livello di carriera Sanchez è sopra dieci volte. Muriel ha subito diversi infortuni, l’anno scorso è stato fuori molto, diciamo che fisicamente non è al massimo delle sue forze. Ha sicuramente dei numeri, ma bisogna vedere se all’Atalanta ‘l’isola felice’ non sia divenuto solo un giocatore ‘da Atalanta’ ”.