Intervista esclusiva a Xavier Jacobelli: "Euro 2024, l'Italia può arrivare in semifinale. Milan? Avrei confermato Pioli. Su Conte e Thiago Motta..."

La nostra redazione ha intervistato il popolare giornalista sportivo a 30 giorni dall'inizio di Euro 2024 e a due giornate dal termine del campionato. L'ex direttore di Corriere dello Sport e Tuttosport dice la propria anche sul difficile momento che stanno attraversando Juventus e Milan.

La nostra redazione ha intervistato il popolare giornalista sportivo a 30 giorni dall'inizio di Euro 2024 e a 180 minuti dal termine del campionato. L'ex direttore di Tuttosport e Corriere dello Sport dice la propria anche sul delicato momento che stanno attraversando Juventus e Milan

Il conto alla rovescia verso la fine della Serie A segna -2. Due giornate poi, salvo l’eventuale appendice di uno spareggio-salvezza, calerà il sipario su un campionato che, dominio dell’Inter a parte, è stato molto incerto e promette di esserlo fino alla fine. A proposito di countdown, però, procede anche quello verso Euro 2024, al via il 14 giugno. Quella in arrivo sarà insomma un’estate vibrante per appassionati di calcio e addetti ai lavori, considerando anche un mercato che si preannuncia frizzante. Per avere un quadro d’insieme a 30 giorni dal via dell’Europeo la redazione ha raggiunto Xavier Jacobelli. Al popolare giornalista sportivo abbiamo chiesto un parere anche sui temi più caldi della Serie A e in particolare sul futuro in panchina di alcune big.

Direttore Jacobelli, la Serie A deve ancora emettere gli ultimi verdetti, ma Euro 2024 è sempre più vicino. Secondo lei fin dove si potrà spingere l'Italia in Germania?

Bisogna scindere la speranza comune a tutti noi italiani dal realismo. Credo che Spalletti possa contare su un gruppo competitivo, ma sappiamo che confermarsi in cima all’Europa sarà molto difficile. Penso che arrivare alle semifinali potrebbe essere considerato un ottimo risultato.

Chi ritiene che sia la favorita di questi Europei?

È ancora molto presto per sbilanciarsi, perché mancano più di 20 giorni alla presentazione delle liste dei convocati, che saranno allargate a 26 nomi, e un mese alla gara d’esordio. Abbiamo detto dell'Italia. Inghilterra, Francia e Spagna sono le nazionali più attrezzate. Aggiungo che il cammino compiuto dalle squadre di club nelle coppe sta creando curiosità attorno alla Germania. Ma è ancora presto per fare un solo nome.

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Tornando all’Italia, quale può essere il giocatore rivelazione tra i convocati di Spalletti? E in assoluto?

Ritengo che molto dipenderà dallo stato di forma con cui si presenteranno i giocatori, anche i più giovani, al termine di una stagione così impegnativa. Non dimentichiamo che molti dei protagonisti che vedremo in Germania saranno impegnati anche nelle finali di Champions League, Europa League e Conference League. Pensiamo a Wirtz, ad esempio, stella del Bayer Leverkusen e della Germania, oggi acciaccato. Oppure si prenda il caso di Scamacca. Pochi mesi fa nessuno si sarebbe immaginato un’esplosione di questo tipo. Se manterrà questo stato di forma potrà stupire anche all’Europeo.

L’ultima domanda: quale sarà la finale di Euro 2024?

Tutto dipenderà dagli incastri che si creeranno nel tabellone dopo la fine della fase a gironi. Alcuni raggruppamenti, come quello dell’Italia, sono molto competitivi e arrivare al terzo posto, pur garantendo la qualificazione, potrebbe determinare un percorso più difficile.

Direttore Jacobelli, passando all’attualità italiana che idea si sta facendo di quanto sta avvenendo al Milan? I tifosi scioperano, Pioli va verso l'esonero e Lopetegui è stato bruciato. Il nome dell’allenatore spagnolo è stato dato di fatto "in pasto" e per il dopo Pioli sembra in arrivo uno tra Conceiçao e Fonseca…

Dal punto di vista umano Lopetegui merita il massimo rispetto. Stiamo parlando di un professionista serio che è rimasto coinvolto proprio malgrado nello scontro tra la volontà della società e l’opposizione dei tifosi. Analogamente, però, rispetto lo merita e lo avrebbe meritato Pioli. Personalmente sono molto stupito del fatto che un allenatore che con il Milan ha vinto uno scudetto l’anno dopo aver riportato la squadra in Champions League ponendo fine a un’assenza di sette anni sia stato trattato in questo modo. Il Milan chiuderà la stagione al secondo posto, ma in molti sembrano averlo dimenticato. Mi rendo conto di essere impopolare, ma credo che Pioli avrebbe meritato la conferma.

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Non più chiara è la situazione in casa Juventus. La società non si sbilancia sul futuro di Allegri, ma tutto fa pensare che stia per iniziare un nuovo corso nonostante la qualificazione alla Champions. Il prescelto sembra essere Thiago Motta, che tuttavia potrebbe decidere di restare al Bologna. Come si spiega questa situazione? Fino a poco tempo fa pensare che un allenatore potesse anche solo temporeggiare su una proposta della Juve pareva utopia. Eventualmente chi potrebbe essere l’erede di Allegri se non arrivasse il tecnico italo-brasiliano?

Qualora Thiago Motta decidesse di restare al Bologna lo capirei. L’approdo in Champions League è stata un’impresa storica, a 60 anni esatti dalla conquista dell’ultimo scudetto da parte dei rossoblù. Quello che spesso si dimentica quando si parla di Bologna è che la proprietà appartiene a Joey Saputo, che è un imprenditore molto ricco, in possesso della solidità necessaria per proporre a Motta anche un prolungamento di contratto con la garanzia di rafforzare la squadra. Saputo ha rilevato il Bologna dieci anni fa con la promessa di riportare il club ai piani alti del calcio italiano e l’obiettivo, come attesta anche il progetto stadio, è stato centrato. Per questo non mi stupisce affatto che Thiago non abbia ancora detto sì alla proposta della Juventus. Del resto in casa bianconera la situazione è chiara, il club non potrà fare spese folli sul mercato. Un ritorno di Conte al posto di Allegri? Al momento Thiago pare essere l’unica ipotesi, per quanto riguarda il tecnico salentino seguirei con attenzione la pista Manchester United.

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Tra i motivi di maggior interesse di questo finale di campionato c’è la lotta per la salvezza. A due giornate dalla fine può ancora succedere di tutto, ma il clima è avvelenato dalla sconfitta subita dall’Inter contro il Sassuolo e la prestazione opposta prodotta dai nerazzurri contro il Frosinone, senza dimenticare il turnover massiccio applicato dalla Fiorentina a Verona. Ritiene le polemiche fondate o si tratta di dinamiche normali sul finire del campionato?

Per rispondere alla domanda mi permetta di andare alla radice del problema. Tutto nasce dall’idea di far disputare quella che io chiamo la “Supercoppa d’Arabia”, che ha letteralmente scombussolato i calendari di tante squadre, a partire dall’Atalanta che da mesi ormai è costretta a giocare ogni tre giorni. E l’anno prossimo andrà ancora peggio. La moltiplicazione degli infortuni non è un castigo divino, ma dipende proprio dall’aumento esponenziale degli impegni. Quando andranno in vacanza i giocatori nel 2025? Qui mi aggancio per dire che non trovo nulla di strano che la Fiorentina abbia fatto un turnover massiccio prima della semifinale di ritorno di Conference League. Quanto all’Inter il discorso è ancora un altro. Penso sia normale che dopo una settimana di festeggiamenti la squadra sia entrata in campo un po’ scarica, così come bene ha fatto Inzaghi a schierare chi aveva giocato meno nel corso della stagione. Trovo quindi capziose le polemiche che stanno avvelenando la lotta per la salvezza, che resterà appassionante fino alla fine.