Serie B, prende corpo il virtuoso progetto del Pisa SC

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui


LE ULTIME MOSSE DI MERCATO

La progettualità del Pisa prende quota. Nella giornata di ieri è andata in porto la prima trattativa: scambio di portieri con la Juventus. Dopo due anni in maglia nerazzurra, una promozione in Serie B e tante prestazioni di altissimo livello, Stefano Gori non difenderà più i pali della porta pisana e sbarcherà a Torino, dove i bianconeri lo attendono per girarlo in prestito, sempre nella massima serie.
Percorso inverso invece per Loria, già estremo difensore e capitano della Juventus U23 tra i professionisti in Serie C, che approderà alla corte di mister D’Angelo per la sua prima esperienza tra i cadetti, all’ombra della torre.
Per il Pisa si concretizza così un affare da oltre 1 milione di euro. Nuova linfa per le casse del club nerazzurro.
Tra Gemmi e Paratici è stato infatti trovato l’accordo per un conguaglio a favore della società toscana, sulla base di una valutazione relativa ai cartellini dei due portieri.

È soltanto l’ultima di una serie di mosse strategiche da parte della famiglia Corrado che, dopo quanto di buono evidenziato nel recente passato, sta dimostrando di saper anche instaurare buoni rapporti di mercato con le società più potenti del nostro panorama calcistico.
Quella di Loria in cambio di Gori con un saldo nettamente all’attivo, è una scelta di mercato che segue quella dell’arrivo di Dekic, altro portiere giovane e molto promettente, prelevato dall’Inter.
Tutte mosse che rafforzano le già solide basi di una società sempre più strutturata e con una programmazione che va avanti da ormai più di 3 anni.

 

IL PERCORSO DI CRESCITA DELLA SOCIETÀ NERAZZURRA

Ripercorriamo quindi le tappe che stanno portando il Pisa a diventare una delle società modello del nostro calcio e che possono quindi far ben sperare i tifosi in un futuro costellato di grandi soddisfazioni sportive:
I nerazzurri erano dovuti ripartire da un difficoltoso ripianamento dei debiti lasciati in eredità dalla precedente gestione e dalla urgente ristrutturazione del settore giovanile. Per giunta, si è dovuto a malincuore prendere atto di un sofferto quanto inevitabile ritorno in terza serie, con l’aspettativa di trascorrere almeno un anno di purgatorio forzato in serie C. 
Da allora, l’inizio della scalata, fatta di mentalità, umiltà e pazienza. Un giocattolo costruito pezzo dopo pezzo, facendo tesoro di alcuni errori commessi nelle fasi iniziali e dopo aver fatto passare l’onda dei primi mesi di fisiologico assestamento.
Non ci si è abbattuti e si è continuato a gettare le basi per un futuro radioso, attraverso un metodo programmatico e organizzativo difficilmente riscontrabile nel calcio nostrano: rafforzamento della squadra con innesti mirati, mantenimento in rosa dei migliori elementi della non troppo fortunata stagione precedente, abbassamento dell’età media e acquisto di giocatori  facilmente integrabili tra di loro per conoscenza reciproca e caratteristiche tecniche. In poche parole, sedimentazione di un’amalgama che ha portato ad una crescita evidente e costante di una squadra, plasmata anche da una continuità alla guida tecnica targata D’Angelo-Taddei. I due della panchina hanno reso possibile l’assimilazione di certi automatismi in grado di consolidare certezze e identità di un gruppo sempre più compatto.
Tutta la politica societaria verte, insomma, su una progettualità che porti ad avere concrete possibilità di innescare un ciclo non soltanto vincente ma anche duraturo nel tempo.

Leggi anche:  Dove vedere Reggina-Lecce: streaming e diretta tv Serie B

Non è tuttavia mancato neppure l’apporto economico, attraverso l’erogazione di alcune risorse, pensate però a quel punto più come un mezzo di sostegno e di anticipazione di un investimento finalizzato alla promozione in Serie B, fino al “galleggiamento” nelle acque tranquille del porto sicuro di metà classifica, prima degli indispensabili rifornimenti di gennaio, dopo che i nerazzurri avevano chiuso in affanno a quota 24 il girone di andata.
La proprietà ha avuto così, per certi versi, anche l’opportunità di “temporeggiare” economicamente, limitando al massimo il proprio budget per quasi tutta la durata del 2019, anche nell’attesa di tornare con i conti all’attivo e poter, finalmente, essere a regime. 
Ed ecco così i tanto richiesti ritocchi di spessore Vido e Soddimo, giunti a Pisa nell’ultima finestra di mercato, i buoni risultati di una squadra che ormai gioca a memoria e le prestazioni quasi sempre all’altezza.
Tutto molto apprezzabile, insomma. Eccezion fatta per qualche raro caso ed alcuni punti di troppo, persi per strada nei finali di partita che sono costati non poche arrabbiature e la possibilità di rasentare la zona play-off.
Tuttavia, la piazza di Pisa, tanto esigente e genuinamente sanguigna, quanto al contempo così generosamente e incondizionatamente innamorata dei propri idoli, è sempre disposta a perdonare. Poiché ne ha passate tante e, da navigata e appassionata qual è, sa riconoscere se la propria squadra è una di quelle che può entrare di diritto nella “hall of fame” dei suoi ricordi e sentimenti. Ma soprattutto comprende fino a che punto può obiettivamente arrivare.

Leggi anche:  Serie B DAZN 18a giornata: palinsesto e telecronisti

LA PROGETTUALITÁ FUTURA 

Adesso infatti, quel che resta da implementare per apportare un miglioramento significativo e determinante al già comunque discreto impianto dell’organico nerazzurro, riguarda l’aspetto tecnico: ci sarà bisogno di elevare il tasso qualitativo della rosa, in modo da poter lottare per il vertice in una Serie B che si appresta ad essere quantomai competitiva.
Potrebbe essere una bella lotta, ma il Pisa ha tutti gli strumenti del caso per combatterla ad armi pari potendosi anche ritenere avvantaggiata rispetto a molte altre società.
I tempi sono ormai maturi e lo scenario che si sta delineando all’orizzonte, appare chiaro: la proprietà ha intenzione di entrare gradualmente in un nuovo regime di autofinanziamento, per quello che rappresenterà molto probabilmente, il nuovo ed ulteriore step di consolidamento del progetto tecnico: dapprima, attraverso gli introiti derivanti dalle plusvalenze dei pezzi più pregiati.
E in un secondo momento, attingendo prevalentemente, se non addirittura esclusivamente, ai cosiddetti “ricavi da stadio”.

SI perché, a Pisa si attende, ormai da mesi, la posa della prima pietra per il restyling dell’Arena Anconetani.
E, a meno di ulteriori intoppi, i lavori per il rifacimento del vecchio impianto cittadino, dovrebbero partire non più tardi del prossimo autunno. 

Leggi anche:  Calciomercato Ascoli, in 9 pronti a partire?

Insomma, un disegno che sembra prendere corpo come la risultante di una splendida formula matematica e che solo un destino crudelmente ed insensatamente avverso può impedire che si compia. Un progetto di ampio respiro che finalmente, a distanza di alcuni anni, lascia intravedere la bontà delle scelte intraprese, facendo comprendere anche a quei molti tifosi un tempo scettici, i vantaggi di scegliere una progettualità responsabilmente ponderata ed impostata sul medio lungo periodo. Specie in un’epoca nella quale il calcio è oramai diventato quasi esclusivamente una questione di business e gestione dei conti.
Dopo anni di maldestri tentativi, inutili proclami e tanta improvvisazione, Pisa può finalmente tornare alla ribalta nazionale.

Al momento, manca ancora qualche tassello e, non per ultima, la cosa più importante di tutte, ossia il verdetto finale di quel giudice supremo e a volte spietato chiamato “terreno di gioco”, in una stagione a dir poco atipica e dai risvolti potenzialmente ancora imprevedibili. Non si tratta di un dettaglio di poco conto e sarà perciò fondamentale tenere alta la guardia fino al termine della stagione. Proibito distrarsi, c’è ancora una Serie B da difendere. Venerdì, in una Arena desolatamente deserta, i nerazzurri si giocano una fetta importante della loro salvezza. Nel mirino il Pescara di Nicola Legrottaglie, con l’obiettivo di riscattare il pesante 3-0 che gli adriatici hanno inflitto ai toscani in terra abruzzese nella gara di andata.

Tuttavia, alla luce di questi recenti sviluppi, in caso di permanenza in Serie B, il Pisa potrà raccogliere i frutti del proprio seminato ed essere protagonista nelle stagioni a venire. La strada è tracciata. Basta percorrerla. E come spesso si dice in questi casi: “chi ben comincia..”

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: