Pepito Rossi e il suo amore per il calcio. Spal come famiglia

Pubblicato il autore: Margot Grossi


Dopo aver esordito contro l’Alessandria, Pepito Rossi ha parlato in conferenza stampa dalla sala del suo nuovo stadio, il Paolo Mazza per la sua presentazione come nuovo acquisto della Spal.

Il Presidente Tacopina ha aperto spiegando la sua scelta e raccontando l’ammirazione per il calciatore 34enne: E’ un calciatore che ha raggiunto traguardi altissimi eppure è sempre rimasta una persona genuina, un uomo di famiglia e un punto di riferimento nello spogliatoio. Ecco questa è la cosa che mi ha sempre colpito maggiormente di lui. Non è un’operazione di facciata, credo in lui e nelle sue qualità e insieme possiamo tornare grandi”. 

Le parole di Pepito Rossi in conferenza stampa

Di seguito, la parola a Giuseppe Rossi approdato in Serie B: “Ci sconosciamo da anni e lui ha capito la persona che sono. E’ stato un bel matrimonio tra me e Joe, mi hanno accolto benissimo, è un piacere essere qui alla Spal. La tifoseria sabato ci ha appoggiato fino all’ultimo nonostante stessimo perdendo, è come una famiglia. E’ stato difficile allenarsi solo, ora sono in gruppo, sto ritrovando tutto quello che un giocatore deve sentire in campo. Mi dico: “cavolo Giusè, rifacciamolo”, quella è la mia motivazione e quindi eccoci qua”.

Poi, spazio al suo primo approccio con lo spagnolo Josep Clotet Ruiz, tecnico della Spal: “Svolgiamo allenamenti molto intensi, ci siamo sentiti prima che arrivassi. E’ una persona molto in gamba che capisce quello che serve durante le partite. Ferrara? Città bellissima, sono venuto da giovane quando giocavo nelle giovanili con il Parma, bella accoglienza, mi fermano sempre per qualche chiacchiera e mi piace molto“.

Giuseppe Rossi si lascia alle spalle i periodi difficili in carriera, puntando a giocare il più possibile. Le sue sensazioni e l’ospitalità ricevuta: Ogni giorno mi sento meglio, dove vuole Clotet gioco, a me non cambia, mi basta essere in campo, quella è la cosa più importante. Questa è una squadra che vuole crescere e questo mi piace perché mi servirà per trovare la forma migliore. Il futuro? Ho paura di pensare ad un Piano B, amo troppo questo sport e ho perso troppi anni per smettere. Io sono calciatore, ho 34 anni e non mi sento vecchio: pronto per dare tutto il possibile“.

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