Lucarelli: “A Foggia ho respirato calcio da Serie A”

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui


Cristiano Lucarelli, allenatore del Messina sconfitto oggi 3-0 dal Foggia ha parlato ai microfoni dei giornalisti nella sala stampa dello stadio Pino Zaccheria: “Io devo fare i complimenti ai miei ragazzi. Per aggiornamento professionale seguo il Foggia da due anni e allo Zaccheria non l’ho mai visto così in difficoltà come nei primi sessanta minuti. Per noi questa partita era un jolly perché è chiaro che la differenza tecnica tra le due squadre era evidente. Volevo fare una partita con la difesa alta anziché le barricate come fanno tutti, che poi alla fine le prendono sempre. Siamo riusciti a rallentare la manovra del Foggia, non siamo riusciti a segnare e poi c’è stato quell’uno-due pesante che ha tagliato le gambe alla nostra squadra. Grifoni ha fatto le radiografie, non dovrebbe esserci nessuna rottura, dovrebbe essere una semplice distorsione”

Lucarelli poi parla del Foggia: “Ho fatto i complimenti alla società per quanto riguarda l’accoglienza e le rifiniture all’esterno dello stadio, un pubblico fantastico. Ho rirespirato un calcio da Serie A, anche se l’anno scorso mi avete dato un grande dispiacere da livornese (si riferisce alla finale play-off Foggia-Pisa, ndr). Non era facile dopo la delusione dell’anno scorso ripartire, in una piazza così, invece la società lo sta facendo bene, questo dimostra competenza e programmazione”.

Il livornese sottolinea come la sconfitta di oggi sia più un incidente di percorso: “Non mi taglierò le vene perché abbiamo perso a Foggia, venire qui non era facile e comunque abbiamo fatto la nostra figura. Noi non riusciamo ad allenarci, non abbiamo un campo d’allenamento, e gli ultimi venti minuti paghiamo sempre la condizione fisica.”

E sull’espulsione: “Madonia non doveva incappare in quell’errore, perché sabato giochiamo col Catanzaro e un giocatore così esperto poteva cercare di risparmiarsela. Non voglio parlare dell’arbitro perché non è corretto in questo ambiente, come dicevo prima da Serie A.”

Lucarelli poi  spende qualche parola su Milinkovic, che negli scorsi giorni è stato vicinissimo al Foggia: “Milinkovic è un ragazzo caratterialmente un po’ particolare. Milinkovic ogni sei mesi ha cambiato squadra e l’anno prossimo sicuramente giocherà in Serie A, rientrerà al Genoa. La sua esigenza era quella di cercare di fare un campionato interno e a Messina ha la possibilità. Qui con giocatori importanti per questa categoria, avrebbe potuto rischiare qualche volta di partire dalla panchina. Il ragazzo non riesce a gestire facilmente queste situazioni, quando sono arrivato l’ho trovato ai margini e poi siamo riusciti a riprenderlo. Per il Genoa era importante che facesse 38 partite, ma non mi ha mai chiamato. Il Foggia ci ha provato fino all’ultimo, avevo parlato con Colucci, ma per me era incedibile ed ho preferito cedere Pozzebon al Catania, che ci ha dato due giocatori in cambio. Noi avevamo bisogno di contropartite tecniche, non soldi. Il ragazzo aveva paura della mia reazione perché è stato indotto non si sa da chi a stare a Milano, senza il permesso della società. Questo non autorizza il calciatore a stare a Milano due giorni al mercato, però ho sempre detto Milinkovic o lo prendiamo com’è o ci rimettiamo tutti. A me non piace fare il copia-incolla coi calciatori, le regole sono uguali per tutti, ma determinati rapporti cambiano carattere per carattere. Come diceva Mazzone, <<a capità ci sono due tipi di giocatori: quelli dalla punta dei piedi al naso e quelli in questi dieci cm (indica la testa, ndr). Tu prendi sempre quelli in questi dieci cm>>. Ho provato verso metà mese a chiedere al Foggia in cambio Riverola e Pompilio, che potevano fare al caso nostro, ma non c’è stata la volontà dei calciatori di venire a Messina.”

Infine il tecnico del Messina parla degli obiettivi stagionali: “Noi dovremmo cercare, vista la situazione com’è nata e che ho trovato io quando sono arrivato a fine ottobre, dovremmo con le unghie e i denti fino all’ultima giornata di campionato, di non essere coinvolto nei play-out e non è facile”.

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