Stroppa: “Sono contento ma non mi accontento. Sabato scorso siamo stati la Juventus”

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui
lega pro

Giovanni Stroppa

Dopo Foggia-Messina, il tecnico dei rossoneri Giovanni Stroppa ha parlato ai microfoni dei giornalisti nella sala stampa dello stadio Pino Zaccheria: “La forza del Messina era nelle gambe e nella testa, e nella qualità dei giocatori che ha. Ci mettiamo pure l’organizzazione difensiva e non darci la possibilità di farci fare i passaggi, ti mette un po’ in guardia. Me lo aspettavo, sapevamo tutti, l’avevamo preparata così. Nel primo tempo abbiamo sbagliato tanto, grandissima parata di Guarna. Ma non ci si può dimenticare delle occasioni che abbiamo avuto noi. Il Foggia ha fatto la partita ed il Messina, come le altre squadre, è venuta a mettere due pullman davanti alla porta. Ma quei pullman, a differenza delle altre squadre, avevano trazioni diverse perché ripartivano subito. Io credo che bisogna riuscire a leggere le partite di volta in volta. Probabilmente la fotografia della squadra è quella di aver fatto un primo tempo arrembante, veloce, asfissiante. Non era semplice ripetere, con una squadra dalle caratteristiche diverse, lo stesso tipo di partita. Non abbiamo avuto la velocità di leggere le loro giocate.”

Stroppa continua a sottolineare il tipo di gioco del Foggia: “Io dico che sabato scorso siamo stati la Juventus perché in un tempo abbiamo fatto tre gol, potevamo farne altri e non abbiamo rischiato praticamente mai. Però non è semplice, non tutte le partite sono allo stesso modo: c’è anche la bravura dell’avversario nel difendersi in una certa maniera. Ci sta di avere delle difficoltà, per me il Messina è una squadra veramente importante. Ci sta e ci sta pure resettare, capire le difficoltà, leggere un certo tipo di partita e portare dalla tua parte delle conoscenze che fino al 46’ non ti hanno portato dei gol. Abbiamo sbagliato dei passaggi, non il modulo o l’appoggio. Bisognava avere la capacità di continuare a lavorare in una certa maniera.”

E sul futuro: “Io sono contento ma non mi accontento, come vi ho detto sabato scorso fra due ore si penserà al Taranto. Non c’è un momento per stare tranquilli, per dire caspita ci siamo arrivati. Non bisogna accontentarsi e cercare il particolare che non è andato per fare differenza. I numeri li guardiamo alla fine del campionato, arrivano dopo una certa mentalità, parlavo di avere la voglia e la determinazione di non prendere gol, questa è mentalità. I campionati li vince la panchina, li vince lo spogliatoio. La differenza la fa la mentalità, la cultura al lavoro, è questo che conta veramente. La squadra lo sta facendo e sono contento di questo aspetto, però mancano ancora 14 partite. Non abbiamo fatto niente, ci godiamo questa vittoria, la andiamo ad analizzare e continueremo a lavorare su certi aspetti positivi, questo è il saper guardare più in là.”

Il tecnico foggiano fa i conti con l’infermeria e le sostituzioni forzate avvenute nel secondo tempo della gara:Vacca aveva un problema al polpaccio, ha avuto una ricaduta in settimana: l’abbiamo provato l’altro ieri. Rubin ha avuto un affaticamento, Agnelli ha avuto una distorsione al ginocchio.”

Infine c’è tempo anche per parlare di Sarno: “Dopo il gol ho baciato Sarno. L’ho baciato sulla guancia, ovviamente (ride, ndr) e gli ho detto che deve lavorare, quando avremo Sarno allenato sarà un divertimento anche per voi. Leggo interviste da parte dei miei giocatori, la partita di Melfi ha segnato qualcosa, ha avvicinato me alla squadra e viceversa. Però non vorrei distogliere da quello che è stato il percorso fin lì, perché comunque le prestazioni sono state eccellenti.”

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