Ripescaggi Serie C: Milan B e Juventus B pronte a subentrare ai club non iscritti

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Ha dell’incredibile ciò che sta accadendo nelle serie minori del calcio italiano. Di ieri è la notizia dell’ennesimo fallimento degli ultimi anni: una società storica, ovvero il Bari, passa dal sogno promozione in Serie A alla ripartenza dai dilettanti. Una fine indecorosa, e neanche l’unica. A far compagnia ai pugliesi ci sono Cesena e Avellino, le quali non hanno presentato domanda e garanzie per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B. Se in cadetteria la situazione è molto buia, ancor peggio si vede in Lega Pro. Già a gennaio il Vicenza, altro team glorioso, aveva alzato definitivamente bandiera bianca, poichè incapace di sostenere tutte le spese e pagare gli stipendi. In questo periodo, che coincide appunto con l’iscrizione, il rischio che il quadro diventi molto intricato è alto. Mestre, Lucchese, Reggiana, Juve Stabia, Fidelis Andria e Trapani hanno tutte un destino in comune: potrebbero esser costrette a scendere in eccellenza. Il calcio italiano, a differenza delle leghe estere, non è mai stato favorevole all’introduzione delle squadre B. Queste ultime, però, in un momento di tale crisi, potrebbero essere le uniche a garantire la validità e l’integrità dei campionati minori. Milan e Juventus su tutte hanno dichiarato la loro volontà di aderire a tale progetto, a decidere sarà la lega calcio.

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Serie C, Cosa succede coi ripescaggi?

In questo mare di fallimenti bisogna tener conto dei ripescaggi, che avvengono secondo determinati criteri. La regolarità dei pagamenti, la media-spettatori e la presenza dei giovani sono soltanto alcuni degli indicatori più importanti presi in considerazione. La Ternana, retrocessa nella passata stagione, è sicura di poter partecipare al prossimo campionato di B in seguito agli ultimi avvenimenti. In Lega Pro, invece, ci dovrebbe essere finalmente l’introduzione delle rose B, con la Juventus praticamente certa del posto. Queste ultime hanno la precedenza sia su coloro che sono retrocesse dalla Serie C, sia sulle squadre appartenenti alla Serie D. Prato e soprattutto Cavese (vincitrice dei playoff di Serie D) sperano in una sentenza positiva che renderebbe molto felici tifosi. In caso si dovessero liberare altri, occhi puntati sul Como e sul Milan B, pronte a insediarsi nella lotta alla C.

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Giudizi sulle squadre B

La riforma, che dovrebbe partire in tempi brevi, potrebbe però rivelarsi un flop. Sono, infatti, soltanto alcune le squadre che possono permettersi una rosa B, che costa in media quattro milioni di euro. Napoli, Fiorentina, Udinese e Atalanta hanno dimostrato tutto l’interesse per il progetto, ma con un’ attesa di qualche anno. L’idea sarebbe quella di comporre uno spogliatoio di 23 giocatori, di cui 19 under e 4 over, in modo da far fare “le ossa” ai più giovani. La lega pro è senza dubbio più competitiva di un campionato primavera, forse troppo acerbo. In altri campionati, già a 19 anni, i talenti vengono lanciati in prima squadra senza paura e convocati in nazionale. Mpabbè, Sanè, Brandt e Kluivert son soltanto alcuni fra i nomi più importanti. In Italia, soltanto il volenteroso Cutrone e Gigio Donnarumma, non senza qualche critica di troppo, si son ritagliati uno spazio importante già da giovanissimi. Se gli altri club seguissero Milan e Atalanta, avverrebbero già netti miglioramenti in attesa dell’introduzione delle rose b.

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