Serie C, Ghirelli sbotta: “Qui c’è un paese disperato e noi litighiamo su promozioni e retrocessioni”?

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

In questi ultimi giorni tutti i presidenti e i dirigenti del calcio italiano si stanno chiedendo quando si potrà tornare in campo per salvare una stagione che più passano i giorni e più rischia di non finire per l’emergenza Coronavirus che sta affliggendo tutto il pianeta e ovviamente a livello economico il campionato professionistico che subirebbe più ripercussioni sarebbe quello della Serie C che già non naviga nell’oro con alcune società che già prima dello stop forzato non se la passavano di certo bene.

Ora bisognerà vedere quali saranno le decisioni finali se il campionato si dovesse definitivamente fermarsi e quindi non riuscire a concludersi; intanto ieri nel tardo pomeriggio è intervenuto il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli a TuttoC.com per parlare di questo momento particolare e non le ha di certo mandate a dire a tutto il movimento prendendo una dura presa di posizione come si evince dalle sue parole.

Ghirelli sul momento attuale

Questa l’intervista rilasciata: “Chi mandare in Serie B? C’è un Paese disperato che cerca mascherine, piange i propri morti, non sa se tornerà ad avere un lavoro e noi litighiamo su promozioni e retrocessioni? Vorrei dire una cosa violenta, ma non voglio essere maleducato, qua bisogna salvare il calcio in primis, altro che classifiche. La speranza è quella di terminare il campionato e poi c’è la realtà. Ci sarà tempo per parlare di promozioni e retrocessioni, ma ora è inutile pensarci”.

Ghirelli sull’eventuale ripresa

“Sarà il Governo a dire quando si potrà giocare e la FIGC a prendere una decisione in caso di stop, ma non scordiamoci del convitato di pietra che è questo virus maledetto che ti fa capire come certe cose siano estremamente secondarie rispetto al grave problema sanitario attuale e a quelli economici che ci saranno in seguito. Quando tutto finirà sarà come tornare da una guerra, una guerra diversa che lascerà strascichi e la paura di assembramenti”.

Ghirelli sui possibili fallimenti di alcuni club

“Il rischio è che tra qualche mese ci sia una moria di squadre che non riusciranno a iscriversi e saranno fallimenti ben diversi da quelli degli ultimi anni perché qui dovranno tutelare l’azienda madre prima della squadra di calcio. Con l’AIC ho messo in piedi un tavolo permanente, ma non siamo in trattativa sindacale perché quella si può fare ai tempi delle vacche grasse e non in guerra. Tutti dovranno fare sacrifici e non c’è troppo tempo per prendere le decisioni. Poi è chiaro, che tagli vuoi chiedere a chi è al minimo salariale? Ma tutti gli altri dovranno concorrere, chi avrà di più dovrà ridare di più. Ognuno dovrà fare sacrifici in base alle proprie capacità”.

Insomma dalle parole di Ghirelli si prospetta una primavera di fuoco in tutti i sensi, sperando che quest’emergenza finirà per poi decidere con un pò più di tranquillità tutti gli scenari futuri.

 

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