Calcio, Serie C: ecco la proposta per terminare la stagione

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Il campionato di Serie C va verso la sospensione definitiva della stagione 2019-20, almeno questo quello che è emerso dalla riunione in videoconferenza del Consiglio Federale della Lega Pro, dove alla fine di essa il presidente Francesco Ghirelli ha convocato per lunedì 4 maggio l’assemblea nazionale dove si dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo in questi casi) approvare lo stop con le retrocessioni bloccate ma non le promozioni che sarebbero le quattro canoniche, con le prime classificate dei tre gironi, ovvero Monza, Vicenza e Reggina. Mentre per l’ultima formazione che andrebbe in Serie B bisognerà prendere una decisione perchè in questo momento il Bari è la migliore delle seconde con 60 punti, ma la Reggiana che ha solo cinque punti in meno ha giocato 27 gare (30 match invece per i pugliesi), mentre più staccata la Carrarese con 45 punti (27 match). In verità si è ventilata anche l’opzione sorteggia che però sarebbe decisamente poco sportiva visto che si sono giocati due terzi di campionato con il Bari che ha inviato una diffida alla Lega Pro contro questa eventualità.
Comunque ritornare in campo con il protocollo sicurezza previsto per la Serie A costerebbe 35 mila euro a società e dunque molto difficile che ciò accada, visto che molti club rischierebbero il fallimento.

Serie C, il comunicato della Lega

Il Consiglio Direttivo di Lega Pro, in continuità con quanto stabilito alla riunione assembleare dello scorso 3 aprile, ha dato mandato al Presidente Ghirelli di convocare la prossima Assemblea lunedì 4 maggio, a ridosso del Consiglio Federale.  Il Consiglio Direttivo, riunitosi ieri sera e questa mattina in videoconferenza ha discusso sull’evoluzione del campionato e porterà all’attenzione della prossima Assemblea la proposta di soluzione da sottoporre al Consiglio Federale. Lega Pro, rispetto alla altre Leghe, ha una propria specificità e il Coronavirus sta causando un impatto molto grave sui 60 club. Le squadre, già in difficoltà economica e finanziaria prima della diffusione del virus, non hanno più alcuna entrata e rischiano il default

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