Dal mercato esce una Fiorentina giovane, ma come si schiererà in campo ?

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui

Il giorno del Cholito Simeone (classe 1995) alla Fiorentina viene dopo Ferragosto che ha coinciso con gli annunci ufficiali di Gil Dias (1996) dal Monaco e Biraghi (1992) dal Pescara e anticipa, probabilmente di poco, quello dell’argentino Pezzella (1991) dal Betis Siviglia. Durante la presentazione alla stampa di Veretout (1993), Giancarlo Antognoni predica pazienza con tanti giovani appena arrivati o comunque da altri campionati, pensando ai vari Milenkovic (1997), Zekhnini (1998), Benassi (1994), Gaspar (1993), Eysseric (1992), Vitor Hugo (1991). I tifosi viola credono in questa nouvelle Fiorentina giovane o la ritengono, piuttosto, soltanto il risultato della campagna di ridimensionamento di una società che non vuole più crescere?

In questo senso le perdite di Bernardeschi e Vecino sono le più gravi dal punto di vista tecnico e inducono alla sfiducia verso la dirigenza e una proprietà fisicamente assente e in attesa di cedere, dato che, al di là dei tanti soldi incassati, si tratta di due giovani di indubbio valore. La cessione di Ilicic, passata quasi sotto traccia, impoverisce ulteriormente il bagaglio tecnico di una rosa ancora poco definibile nella sua qualità. Le partenze di Borja Valero e Gonzalo, inoltre, hanno privato lo spogliatoio di due senatori, al di là del valore tecnico, utili per fare gruppo e da chioccia per i giovani, non solo quelli appena arrivati ma lo stesso Chiesa, a cui non si può chiedere, pur con tutto il bene che gli vogliamo, di ricoprire già il ruolo di leader al suo solo secondo campionato di Serie A. Anche Federico, infatti, bravissimo e nei cuori di tutti i tifosi viola, andrà aspettato quando capiteranno le giornate meno felici ed ecco che in quelle occasioni avrebbero fatto comodo uomini come Borja e Gonzalo.
Per un giudizio complessivo sul mercato viola occorrerà aspettare il 31 agosto, però prima di allora si saranno già giocate due partite di campionato. La rosa al momento comprende un portiere di cui tutti sperano di innamorarsi ovvero Sportiello, con la speranza di non dover rimpiangere la forse troppo quieta normalità di Tatarusanu. In difesa i centrali di partenza sono Astori e Vitor Hugo ma attenzione alle gerarchie che potrebbero cambiare a danno del brasiliano, per eventuali sue amnesie difensive, a vantaggio degli scalpitanti Milenkovic e probabilmente Pezzella. A sinistra Biraghi ha già superato Maxi Olivera, da capire solo se Pioli lo riterrà pronto fin da questa domenica oppure dalla partita interna contro la Sampdoria. A destra Tomovic dà più garanzie di Gaspar.

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Contro l’Inter a centrocampo, mancando Badelj titolare del ruolo, i due davanti alla difesa saranno Veretout e Sanchez. Cristoforo è un’alternativa mentre Mati Fernandez e il giovane Hagi, ancora in rosa, sono destinati a lasciare Firenze. Ai box Saponara, Eysseric avrà il compito di inventare, offrendo palloni e cercando naturalmente anche lo scambio in velocità con il terminale offensivo che, con il trasferimento di Kalinic al Milan, sarà Simeone in contemporaneo arrivo a Firenze dal Genoa. Qui un altro dubbio potrà avere Pioli ovvero se affidarsi dal primo minuto all’argentino o dare fiducia a Babacar.  Di supporto ai lati, vista l’assenza di Chiesa squalificato, giocheranno Benassi e Gil Dias (in alternativa Zekhnini o addirittura Rebic).

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