Calcio-ipocrisia, i “sogni” di Sanchez e Mkhitaryan

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui


In Premier League si è risolta la trattativa di calciomercato più intrigante di questo Gennaio: Alexis Sanchez ha scelto il Manchester United di Josè Mourinho per continuare la sua avventura inglese, dopo che il cileno sembrava ad un passo dai cugini del Manchester City. Di contro all’Arsenal è arrivato dai Red Devils Henrikh Mkhitaryan, ormai fuori dai radar dell’allenatore portoghese e in cerca di rilancio alla corte di Wenger. Oggi si sono tenute le rispettive conferenze di presentazione dei due calciatori e quanto dichiarato dai due è la proposizione di ritornelli cui tanti campioni ci hanno abituato nel corso di tanti anni di calciomercato, che fa a tratti sorridere e a tratti riflettere sul mercenarismo del mondo del pallone odierno. E’ infatti curioso ascoltare le dichiarazioni d’esordio con le nuove maglie di Sanchez e di Mkhitaryan. Ho sempre sognato di giocare per il Manchester United– dice Sanchez- e una volta ne parlai addirittura con Ferguson”. E a pensare che era molto vicino, per l’attaccante ex Barcellona, l’accordo con gli acerrimi nemici del City (saltato perchè valutati esagerati 40 milioni per un calciatore in scadenza a Giugno) qualche dubbio sorge, ma se volessimo dar per buona la dichiarazione di Sanchez potremmo riconoscere che al richiamo del sogno cullato sin da bambino non abbia effettivamente resistito. Ancora più paradossale il caso di Mkhitaryan: “Sono felicissimo di essere qui, un sogno che si realizza, voglio fare la storia dell’Arsenal”. Tuttavia le cronache di mercato raccontano che lo scambio tra i due club ha tardato ad arrivare proprio a causa dell’indecisione dell’armeno, che pare aspettasse chiamate più interessanti di quella dei Gunners. Due dichiarazioni praticamente identiche che richiamano alla mente tanti personaggi del passato, due canovacci triti e ritriti. Quando si dice “la faccia ipocrita del calcio”.

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