Napoli, le discutibili strategie di mercato del club di De Laurentiis

Pubblicato il autore: teros Segui
during the pre-season friendly match between SSC Napoli and OGC Nice at Stadio San Paolo on August 7, 2016 in Naples, Italy.

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews

La sessione invernale del mercato di riparazione si è conclusa senza dispensare spettacolari effetti pirotecnici.
Le grandi hanno mantenuto sostanzialmente invariati i rispettivi organici, ad eccezione forse dell’Inter, costretta a ritoccare la rosa con due innesti ( Rafinha e Lisandro Lopez, comunque da vagliare alla prova del campo), probabilmente più per tacitare i malumori di una piazza inquieta, dopo l’ultimo fallimentare scorcio di campionato, che per il reale spessore tecnico dei nuovi arrivati.

La Juve, già dotata di un parco giocatori di eccellente valore qualitativo e quantitativo, ( per quanto i recenti infortuni, prima di Dybala e Quadrado, poi di Bernardeschi e Douglas Costa abbiano ridotto al minimo la disponibilità di “esterni”), non avendo necessità di finalizzare acquisti nell’immediato, si è limitata ad attuare qualche azione di disturbo nei confronti della diretta antagonista al titolo, inserendosi nella trattativa tra il Napoli ed il Sassuolo per la cessione di Politano.

La società di De Laurentiis, invece, proprio per mantenere intatte le legittime aspirazioni di scudetto, avrebbe dovuto integrare l’organico con qualche pedina di valore, soprattutto nel settore offensivo, dove l’insufficiente livello tecnico delle seconde linee non consente al tecnico di far rifiatare gli uomini del tridente d’attacco, costretti a scendere in campo senza soluzione di continuità, nell’impossibilità di fruire di qualche salutare turno di riposo.
Ma le strategie di mercato del club di Fuorigrotta sono tutte clamorosamente naufragate in uno sconfortante nulla di fatto, che ha concretamente scalfito l’immagine e la credibilità dell’ambiente.
La cronistoria dei tentativi di rafforzamento operati dalla dirigenza azzurra si è tradotta, purtroppo, in una mesta sequenza di fallimenti . Inizialmente gli sforzi si sono concentrati su Simone Verdi che, dopo oltre una settimana di stucchevoli tentennamenti, ha declinato la proposta di Giuntoli, preferendo rimanere a Bologna, magari anche per la prospettiva di un trasferimento presso una società più gradita ( Inter o Juve ) nella sessione estiva.

In un secondo momento, le attenzioni si sono spostate su Politano, inseguito fino allo scadere degli ultimi minuti di mercato con un’offerta di acquisto spropositata, lievitata sino a sfiorare complessivamente i 30 milioni di valutazione ( sia pure comprensiva di contropartite tecniche), per un calciatore senz’altro interessante, ma non certo in possesso delle stimmate del fuoriclasse.Senza trascurare i mancati arrivi di Younes, misteriosamente rispedito in Olanda dopo aver effettuato anche le visite mediche, a causa di veri o presunti problemi familiari (o, come ipotizzato da alcuni addetti ai lavori, per un’imprevisto rialzo economico della richiesta dell’Ajax ), o di Deulofeu, ritenuto inadeguato agli schemi di Sarri (e approdato in Premier al costo contenuto di 1 mln di euro per il prestito), o di Klaesen, per il disaccordo sui diritti d’immagine.

Il quadro societario che emerge da queste vicende appare purtroppo in assoluta antitesi con la personalità, il prestigio e la credibilità internazionale di cui sta cercando di accreditarsi il club partenopeo.
La dirigenza, a parere di chi scrive, deve ripensare alla dinamica delle proprie strategie di mercato e rivedere criticamente alcuni atteggiamenti ed alcune autolimitazioni di fondo che hanno sin qui penalizzato la positiva finalizzazione di numerose trattative:
1)Il tetto ingaggi fissato dalla società difficilmente consentirà di ingaggiare fuoriclasse di levatura internazionale, anche nel caso si offrisse l’ opportunità di prelevare calciatori di valore a parametro 0;
2)l’ostinazione del club alla gestione esclusiva dei diritti d’immagine ha determinato il naufragare di diversi possibili affari di interesse;
3)l’eccessivo tergiversare sugli obiettivi di mercato non trasmette l’immagine di una società ferma e risoluta ( le trattative devono essere avviate e concluse rapidamente o , comunque, se necessitano di tempi più lunghi, vanno tenute sottotraccia);
4)proiettare il potenziamento della squadra solo su profili di giocatori  di interessante prospettiva non consente nell’immediato di allestire una formazione competitiva, che necessita della giusta amalgama tra campioni affermati e giovani di talento per potersi ritagliare uno spazio importante in campo nazionale e,soprattutto, continentale;
5)Maurizio Sarri, al quale vanno comunque riconosciuti meriti straordinari, deve dimostrare una conduzione tecnica più flessibile, che consenta un efficace inserimento dei nuovi arrivati in tempi più celeri.

E’ auspicabile, dunque, che la dirigenza metabolizzi criticamente gli errori commessi e faccia tesoro delle esperienze negative sin qui maturate nelle recenti sessioni di mercato, per far crescere la società e conferirle finalmente una dimensione da grande club internazionale.
Nell’immediato, i tifosi partenopei si augurano che i tempestivi recuperi di Milik e Ghoulam possano bastare per conferire alla squadra quella giusta carica di energia, indispensabile ad affrontare la fase decisiva della stagione e contendere la conquista del titolo alla “vecchia signora” fino alla fine del torneo.

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