Il ritorno di Bonucci alla Juve: non da leader ma da gregario

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Torino è casa mia, la Juventus è casa mia”. Chissà quand’è stato il momento reale in cui Leonardo Bonucci ha pensato questo. Forse nella batosta rifilata dalla squadra di Allegri nella finale di Coppa Italia? Probabile.

Sta di fatto che l’ormai ex Capitano del Milan – del quale si era professato uno spostatore di equilibri – si è pentito della scelta fatta un anno fa, tornando tra quel gruppo che lo ha reso grande, pronto a riconquistare i tifosi, per nulla contenti del suo ritorno. Pienamente comprensibile, se la mente di qualsiasi supporters bianconero rievoca quel goal allo Stadium con tanto di esultanza.Nella sua seconda vita in bianconero, Bonucci dovrà accantonare l’aria da leader maximo, per rimettere i panni di ragazzo umile a disposizione della squadra, consapevole che un’altra chances non l’avrà.

Leggi anche:  Tabellone Calciomercato Serie A, acquisti e cessioni: Meitè al Milan, colpo Duncan per il Cagliari

Per il suo ritorno, è stato sacrificato Caldara, promessa indiscussa del panorama calcistico italiano, ma presumibilmente non pronto per le sfide che contano, quelle anticipate da una musichetta, che tutto l’ambiente bianconero auspica di riascoltare da settembre fino al primo giugno 2019.

E’ evidente che questa sia stata una mossa di mercato atipica per i dirigenti della Juventus, i quali non hanno mai visto di buon grado le minestre riscaldate. Per Bonucci è stata fatta un’eccezione, visto anche lo stretto legame di amicizia con gli altri due componenti di quella BBC che hanno reso grande il centrale bianconero nel corso dei sette anni, conditi da sei tricolori consecutivi. L’arrivo di Cristiano Ronaldo avrà avuto il suo peso specifico, spingendo Bonucci a non credere più nel progetto a lungo termine del Milan, rituffandosi cosi nel clima Juve, quell’ambiente in cui, a partire da questa stagione, i sogni hanno l’imperativo di non restare tali, ma di trasformarsi in qualcosa di più concreto.

Leggi anche:  L'ex arbitro Marelli spiega perchè Bonucci non era da espellere per offese

Il tempo degli onori è terminato. LB19 deve essere consapevole che il posto da titolare non gli sarà dovuto: dovrà conquistarlo durante le sedute alla Continassa. Il ricordo dello sgabello di Oporto è ancora li presente, a testimoniare come dalle parti di Torino nulla sia scontato.
Bonucci ha una missione non facile da compiere. Ma se Torino e la Juventus sono casa sua, non avrà difficoltà a comportarsi da gentile padrone di casa.

  •   
  •  
  •  
  •