Ansia Torino, mercato bloccato e falsa partenza sul campo
Granata spenti e con poche idee al debutto in campionato contro il Cagliari. Gli ultimi giorni di mercato devono portare almeno un innesto sulla trequarti, ma fuori e dentro il campo non si vedono i presupposti dell'agognato e annunciato processo di crescita

Rischia davvero di essere un Torino “gattopardesco” quello che si appresta a vivere la stagione 2023-’24. Il campionato dei granata è iniziato con un grigio pareggio casalingo contro il Cagliari, pieno più di ombre che di luci. Come per quasi tutte le altre squadre di Serie A e B, però, l’attenzione è rivolta al rush finale del mercato. La rosa di Ivan Juric è incompleta e anche questa non è una novità dal momento che vale lo stesso per buona parte delle squadre italiane. Il vero problema, semmai, è che tanto il tecnico croato quanto i tifosi granata sembrano impossibilitati a “sognare”.
Mercato Torino: Correa tentenna, Juric riaccoglie Lazaro
L’unico nome illustre avvicinato al Toro è infatti quello di Joaquin Correa. El Tucu, esubero di lusso dell’Inter, non sembra però troppo convinto di trasferirsi sotto la Mole. Peraltro l’operazione si rivelerebbe piuttosto dispendiosa per le casse del presidente Urbano Cairo. Quanto alle altre trattative abbozzate, queste non sembrano in grado di far fare alla squadra l’agognato salto di qualità. La giornata di lunedì 22 agosto è stata quella che ha sancito il ritorno di Valentino Lazaro. L’esterno austriaco era tornato all’Inter per fine prestito dopo la discreta seconda parte della scorsa stagione trascorsa al Torino, seppur segnata da un infortunio nel finale. Ora ecco il ritorno, questa volta però a titolo definitivo. Un affare che fa tutti contenti a partire dalla stessa Inter, che mette in cassa qualche utile milioncino, per proseguire con lo stesso austriaco e con Juric, che aveva caldeggiato il ritorno di Lazaro.
Mercato Torino, serve qualità sulla trequarti
Con l’austriaco il mercato del Toro potrebbe dirsi concluso alla voce esterni, di fatto con una sola novità, l’acquisto di Raoul Bellanova. Eccoci al Gattopardo, perché tanto doveva cambiare sulle fasce, zona nevralgica del gioco di Juric, e alla fine poco è cambiato. Anzi, numericamente si è andati a peggiorare: fuori Aina e Singo, dentro il solo Lazaro con la conferma di Mergim Vojvoda, tra i migliori nelle prime due gare della stagione, ma non certo il pupillo dell’allenatore. Possibile un affare low cost dell’ultim’ora, ma le gerarchie sembrano definite. L’altra casella mancante è come noto quella del secondo trequartista. Chi giostrerà al fianco di Vlasic? Contro il Cagliari la staffetta Karamoh-Radonjic, con Verdi carta della disperazione nel finale, non ha prodotto alcun risultato.
Mercato Torino: trattenere i big può bastare per sognare?
Juric ha espresso dispiacere per la mancata conferma di Miranchuk e aspetta un elemento adatto al proprio calcio. Musa Barrow è stato trattato, ma è un altro che non sembra voler fare carte false per approdare al Toro, mentre l’eventuale cavallo di ritorno Dennis Praet è diventato un punto fermo del Leicester. Chiaro come il ritorno del belga darebbe la misura di un mercato al risparmio e privo di quell’inventiva che sarebbe stata necessaria per provare a migliorare quanto fatto nel biennio precedente. Altrettanto vero è che il vero colpo dell’estate del Toro è stato la conferma dei pezzi da 90 Schuurs e Ricci oltre all’aumento del parco di giocatori di proprietà, ma la patrimonializzazione non fa punti e semmai può diventare una virtù nel lungo periodo.
Torino, i brutti segnali lanciati dalla partita contro il Cagliari
I 90 e rotti minuti contro il Cagliari sono stati commentati con toni soddisfatti da Juric, ma in tanti tra i tifosi granata non hanno “abboccato” alle parole dell’allenatore, che aveva già punto nella conferenza di vigilia. Al netto di una condizione atletica parsa ancora approssimativa, il Toro ha mostrato nel primo tempo poche idee per uscire dal pressing della squadra di Ranieri, rendendosi pericoloso solo su palle inattive. Nella ripresa la gara è scaduta ulteriormente sul piano tecnico e il ricorso alla panchina non ha sortito effetti. Quello appena iniziato è il terzo e sulla carta ultimo anno di un progetto nel quale la curva della crescita dovrebbe vedersi in maniera più evidente in modo da convincere Juric a rinnovare il contratto. Ad oggi in pochi sembrano credere che il Toro 2023-’24 possa fare meglio delle due versioni precedenti. E ancora meno persone sperano nei miracoli di fine mercato.