Con un “attacco alla Nibali”, lo Squalo fa sua la Milano-Sanremo 2018

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

L’irrazionalità nel ciclismo è una qualità che non porta da nessuna parte a meno che non si stia parlando di un fuoriclasse come Vincenzo Nibali. Imprevedibilità e irrazionalità sono due caratteristiche che contraddistinguono il siciliano tra centinaia di professionisti che sgomitano con lui in ogni corsa. Ormai possiamo iniziare a parlare di “azione alla Vincenzo Nibali” come vera e propria tipologia di attacco, come quella che gli ha e ci ha regalato oggi l’emozione della vittoria in questa edizione 2018 della Milano-Sanremo. L’azione alla Nibali è il classico attacco dell’uomo che non ti aspetti in una gara in cui tutti gli addetti ai lavori pensano che i protagonisti della corsa saranno altri atleti.

Le imprese alla Nibali iniziano a diventare ormai tante e se i due successi al Lombardia si possono comprendere visto che la Classica d’Autunno è la più dura tra le Classiche Monumento, difficilmente si riesce a capire come questo ragazzo dal cuore d’oro riesca a vincere una gara destinata a finire in volata o al massimo con una stoccata di un finisseur alla Cancellara come nell’edizione di 10 anni fa. Per carità, nulla è impossibile nel ciclismo o quasi. Ma pensare che tra i tanti partecipanti della Milano-Sanremo di quest’anno potesse essere proprio Vincenzo Nibali a uscirne vincitore era più che altro un esercizio di estremo ottimismo. Oggi lo Squalo era in gruppo con fenomeni dello sprint ed esperti di classiche, gente che ha nel proprio palmares decine di vittorie in volata o successi nelle Classiche Monumento o nella stessa Milano-Sanremo. Il grande stupore è che Nibali sia riuscito ad arrivare a braccia alzate sul traguardo di via Roma in una corsa dove i favoriti erano sprinter come Sagan, Matthews, Cavendish, Viviani, Demare, Kristoff e Greipel. E invece ecco l’azione che non ti aspetti, quella che non avresti mai pensato fosse giunta a conclusione con un trionfo, il numero da fuoriclasse che non solo spariglia le carte ma che lascia tutti gli avversari con un pugno di mosche in mano.
Insomma, ecco un attacco alla Vincenzo Nibali, un’azione irrazionale dettata dall’istinto, dalla fame e dal cuore. Un’azione improvvisa ma che ormai sta diventando un marchio di fabbrica del siciliano. Come l’azione nella tappa da tregenda sulle Tre Cime di Lavaredo nel Giro del 2013. Come la vittoria di Sheffield e gli attacchi continui nella tappa con il pavè di Arenberg nel Tour del 2014. Come l’azione d’alta scuola nella prova in linea alle Olimpiadi di Rio e come tante altre volte continuerà a sorprenderci questo ragazzo eccezionale.
Di azioni alla Nibali non ci si abitua mai. Appena finiremo di goderci questo successo spettacolare nella Classicissima saremo già pronti ad aspettarne un’altra. E lui di sicuro ci coglierà nuovamente di sorpresa.

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