Milano Sanremo 2018, Vincenzo Nibali:”Ho usato testa e cuore, è una vittoria inaspettata anche per me”

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui


Dodici anni dopo Filippo Pozzato, era il 2006, un italiano torna sul gradino più alto del podio della Classicissima di Primavera. Una volta di più Vincenzo Nibali ha dimostrato di essere il faro del movimento ciclistico italiano nei Grandi Giri ma anche nelle Classiche, conquistando contro ogni pronostico quella che è considerata la corsa per velocisti per eccellenza, la Milano Sanremo 2018.
Un successo ottenuto alla sua maniera, con un attacco sulle rampe finali del Poggio dopo una corsa passata nascosta in mezzo al gruppo, iniziando a farsi vedere nelle prime posizioni solamente sulla Cipressa, dove forse ha capito di avere la gamba dei giorni migliori. Un attacco secco e sorprendente, per lui che oggi sapeva di dover lavorare per Colbrelli ma di avere al contempo una sola cartuccia da giocarsi nel migliore dei modi:“Devo ringraziare la squadra che ha corso alla perfezione. Sono riuscito a rimanere coperto in gruppo con Colbrelli, tenendo la situazione sotto controllo. Ho attaccato e quando dalla macchina mi hanno detto che avevo 20 secondi mi sono sorpreso e ho tirato a tutta. Quando mi sono girato mi sono reso conto che i velocisti non mi avrebbero ripreso. È bellissimo ma non riesco ancora a valutare se sia la più bella vittoria della mia carriera”, ha confessato Nibali a caldo, subito dopo aver tagliato la linea d’arrivo in via Roma.

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Milano Sanremo 2018, Nibali ammette:“Ho usato testa e cuore”

Un’incredulità causata da una vittoria arrivata in modo del tutto inaspettato, proprio quando questa Milano Sanremo 2018 sembrava oramai essere destinata ad un arrivo in volata con i migliori sprinter tutti lì nel gruppo, spalla contro spalla sul Poggio in cerca della posizione migliore:“In realtà ancora non capisco bene cosa sia successo, perché è tutto così inaspettato. È stato incredibile – ha dichiarato Nibali in conferenza stampa – Quando il campione lettone Neilands ha attaccato, mi ha chiesto di collaborare. La squadra stava lavorando per Colbrelli che era in gran forma, ma mi sono accorto che Neilands era forte e quando ho visto che avevamo un distacco di 20 secondi ho deciso di continuare quell’attacco. Nella parte superiore del Poggio, dove la pendenza è un po’ più alta, ho accelerato e poi ho proseguito. I 2 km finali sono stati interminabili”.

Un’azione prevista quella dello Squalo dello Stretto, ma soprattutto l’unica soluzione a sua disposizione che gli potesse consentire di vincere, come evidenziato da Nibali stesso:“Prima della gara avevo due punti chiave in mente: dapprima la Cipressa, perché se ci fosse stato un attacco con 6, 7 o addirittura 9 corridori, avrei provato a entrare ma senza spingere. Poi c’era il Poggio, il posto più pericoloso, dove era probabile un attacco di Kwiatkowski, Van Avermaet o Sagan. Ero ben posizionato nel gruppo dietro Mohoric, in attesa che qualcuno si muovesse e che reagisse: un corridore come me deve arrivare da solo. In passato ho imparato che, se finisco con Alaphilippe, Kwiatkowski o Gilbert, finisco dietro.
Ho avuto molto sangue freddo nelle mie decisioni. L’attacco è stata un’ottima mossa, ho usato la testa ma anche il cuore perché per arrivare da solo al traguardo dopo tutti quei chilometri e dopo tutta la pioggia, avevo bisogno di molta determinazione. Negli ultimi 50 metri sapevo di aver vinto. Potevo vedere il traguardo davanti a me e ho fatto in modo di assaporare la vittoria”.

Un successo in realtà nato un po’ per caso, in una corsa non proprio adatta alle sua caratteristiche ed in un periodo della stagione di costruzione, come dimostrato anche nella Tirreno Adriatico chiusa in undicesima posizione, ad 1’59” dal vincitore Kwiatkowski:“Mi sentivo in ritardo nella preparazione per la Sanremo, ma durante la Tirreno-Adriatico la mia forma è cresciuta e mi mancava solo il guizzo finale. Sono tornato a casa e mi sono riposato, poi sono venuto in questa Milano-Sanremo in ottime condizioni, l’ho realizzato solo durante la gara. Il mio ruolo oggi era di stopper per Colbrelli. Volevo capire cosa stava facendo Peter [Sagan, ndr], con il quale sono molto amico, ma quando gli ho chiesto se aspettasse la volata non mi ha risposto”.

In chiusura, quindi, una battuta sul suo successo, primo centro della stagione dopo che la scorsa si era chiusa con la vittoria del Giro di Lombardia, l’altra classica monumento italiana:“Ho finito la scorsa stagione vincendo Il Lombardia e ho iniziato questa stagione con la Milano-Sanremo. Le gare di un giorno sono speciali per me. Forse la Milano-Sanremo è stata quella che meno mi aspettavo di vincere perché non è la più adatta alle mie caratteristiche. In passato ho attaccato sul Poggio e sono andato sul podio, ma sono sempre stato battuto da chi ha un finale più veloce del mio. Oggi ho vinto e sono molto felice”.

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