Parigi Roubaix 2018: diretta tv e streaming oggi 8 aprile, il percorso e i favoriti

E' la Regina della Classiche e ci sarà un motivo: forse perché l'unica in cui a fare la differenza non sono le salite bensì lunghi tratti rettilinei che dividono a metà i campi verdi del nord della Francia, al confine con le Fiandre, ricoperti da pietre irregolari e mal disposte dal sapore tanto antico quanto epico; forse per la gente, che una volta all'anno fa vivere questi luoghi abbandonati e attraversati ormai solo da trattori ed un tempo da camion carichi di carbone, estratto da miniere come quella alle porte di Wallers, la cittadina all'imbocco della leggendaria Troueè d'Arenberg, la Foresta di Arenberg. In realtà non si sa come questa sia la classica più amata e seguita, quella che tutti i corridori maledicono in gara per poi amarla una volta tagliato il traguardo nel mitico velodromo di Roubaix, dove il supplizio finisce.
Prepariamoci all'Enfer du Nord, prepariamoci alla Parigi Roubaix 2018.

Parigi Roubaix 2018, IL PERCORSO

Come accade ormai dal 1977, la partenza è fissata a Compiègne, 80 km a nord di Parigi. Da qui ci si muove quindi sempre verso settentrione, avvicinandosi al confine con il Belgio in direzione Lille. I primi 90 km, in cui si attraversano i paesi di Noyon, Guiscard e Saint-Quentin, sono praticamente privi di qualsiasi difficoltà, e dunque molto verosimilmente oggi verranno percorsi con un'andatura molto sostenuta dal gruppo, con la fuga che non avrà vita facile per riuscire a prendere il largo. Il primo dei ventotto settori in pavé previsti è quello di Troisvilles à Ichy (***, 2200 m), a cui in circa 30 km fanno seguito quelli di Viesly à Briastre (***, 3000 m), Saint-Python (**, 1500 m), Fontaine-au-tertre à Quièvy (****, 3700 m) e Saint-Hilaire à Saint-Vaast (***, 1500 m). Dopo un attimo di respiro quindi, attraversato il paese di Saulzoir, un altro trittico di settori non troppo difficili attende il gruppo, con in successione Saulzoir à Verchain-Maugre (**, 1200 m), Verchain-Maugre à Quérénaing (***, 1600 m), Quérénaing à Maing (***, 2500 m) e Maing à Monchaux-sur-Ecaillon (***, 1600 m). A questo punto, superato anche il pavé di Haveluy à Wallers (****, 2500 m), ecco che i corridori raggiungeranno il primo snodo cruciale della corsa, vale a dire la Troueé d'Arenberg (*****, 2400 m) : qui infatti la Parigi Roubaix 2018 potrebbe già cambiare volto, con qualche corridore (come Vanmarcke o Van Aert, ma anche Terpstra), che potrebbe forzare il ritmo per frazionare in modo deciso il plotone. Usciti dalla Foresta, sempre rimanendo nei territori del Parc Naturel Régional Scarpe – Escaut, si attraversano i settori di Wallers à Hélesmes (***, 1600 m), Hornaing à Wandignies (****, 3700 m), Warlaing à Brillon (***, 2400 m), Tilloy à Sars-et-Rosieres (****, 2400 m) e Beuvry-la-Forêt à Orchies (***, 1400 m). Da qui si raggiunge quindi Orchies (***, 1700 m), dove tra l'altro ha sede la Marbrerie Slosse, la marmeria che si occupa della lavorazione della pietra che dal 1977 rappresenta il trofeo della Parigi Roubaix. Dopo Orchies sarà dunque il momento del settore numero 12 di Auchy-lez-Orchies à Bersée (****, 2700 m), abbastanza lungo e complicato, che precede il secondo possibile punto decisivo della Parigi Roubaix 2018, vale a dire il tratto di Mons-en-Pévèle (*****, 3000 m) la cui curva a 90° a sinistra posta dopo il primo chilometro molto spesso ha creato buchi difficili da ricucire, oltre che cadute causate anche da una superficie tutt'altro che regolare, con la classica schiena d'asino a dividere in due la carreggiata. Dopo questo settore, quando ormai il gruppo sarà negli ultimi 50 km di gara, ci sarà un attimo di respiro con i più semplici pavé di Mérignies à Avelin (**, 700 m), Pont-Thibaut à Ennevelin (***, 1400 m) e Templeuve – Moulin-de-vertain (**, 700 m), che anticipano la serie decisiva quanto terribile composta da Cysoing à Bourghelles (****, 1300 m), Bourghelles à Wannehain (****, 1100 m), Camphin-en-Pevele (****, 1800 m) ma soprattutto Carrefour de l'Arbre (*****, 2100 m): se ancora non ci sarà stata selezione, infatti, questo sarà il momento giusto per provare ad andarsene in solitaria, visto che poi prima del traguardo mancheranno solamente le pietre di Gruson (**, 1100 m), Willems à Hem (***, 1400 m) passato da due a tre stelle a causa del deterioramento provocato dal transito obbligato dei camion, ed infine il simbolico tratto di Roubaix (*, 300 m), prima dell'ingresso all'interno del Vélodrome André-Pétrieux dove si conoscerà il vincitore della Parigi Roubaix 2018.

Parigi Roubaix 2018, I FAVORITI

E' un terno al lotto, una sfida in cui anche la fortuna gioca un ruolo fondamentale nel risultato finale, eppure proviamo a prevedere chi saranno i possibili protagonisti di oggi. Per i bookmakers i favoriti della Parigi Roubaix 2018 si chiamano Peter Sagan e Philippe Gilbert, eppure lo slovacco non è mai andato oltre il sesto posto (ottenuto nel 2014 ancora con la maglia della Cannondale) mentre il belga vi ha partecipato una sola volta, nel 2007, chiudendo 52°. Più verosimilmente, quindi, a giocarsi la vittoria finale potranno essere i vari Niki Terpstra e Zdenek Stybar, con il primo che già ha vinto la corsa nel 2014 mentre il secondo ha centrato ben quattro top 10 e due podi, il campione uscente Greg Van Avermaet che fin qui non ha ancora convinto, ma che potrebbe decisamente rifarsi qualora bissasse il successo dell'anno passato. Ci sono poi gli altri belgi Oliver Naesen, Sep Vanmarcke (forse il migliore sul pavé, ma il capitano della Education First deve imparare a cogliere l'attimo giusto per attaccare) e Wout Van Aert, che avrebbe preferito correre con condizioni atmosferiche avverse ma che comunque oggi potrebbe perlomeno salire sul podio. Occhio anche a Jasper Stuyven, fin qui in gran forma, così come Arnaud Demare. Le speranze italiane sono invece riposta in Gianni Moscon, quinto lo scorso anno al debutto, Filippo Ganna, vincitore nel 2016 della Parigi Roubaix Espoirs (dedicata agli Under 23) e, se gli venisse lasciato spazio in caso di problemi per Sagan, quel Daniel Oss che lo scorso anno fu decisivo per la vittoria proprio di Van Avermaet.

Parigi Roubaix 2018, DIRETTA TV E STREAMING

La diretta tv della corsa (tra l'altro la Parigi Roubaix fu la prima classica ad essere trasmessa, nel 1960) sarà disponibile su Rai Sport a partire dalle ore 11.30, per poi passare su Rai 3 alle ore 16.30. Per quanto riguarda la pay-per.view, invece, gara visibile su Eurosport 1 a partire delle 10.58.
Live streaming disponibili anche sui siti web delle due emittenti, rispettivamente raiplay.it ed eurosportplayer.com (a pagamento).