Giro d’Italia 2018, adesso si fa sul serio: nomi e numeri di favoriti e outsider

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

Tom Dumoulin (Photo by Chris Graythen/ scelta da Getty Images)

Mancano ormai due soli giorni al via ufficiale del Giro d’Italia 2018, edizione numero 101, che per la tredicesima volta nella storia partirà dall’estero, nell’occasione da Israele. Al via di Gerusalemme ci sarà, ovviamente, l’ultima maglia rosa Tom Dumoulin, che proverà a ripetere l’exploit dell’anno passato prima di tentare la sorte anche in Francia a luglio. Come lui – tra l’altro a venti anni esatti di distanza dall’ultima doppietta Giro-Tour riuscita a Marco Pantani – proverà a centrare l’impresa anche il keniano bianco Chris Froome, tornato in Italia dopo l’ultima infelice apparizione datata 2010, quando venne squalificato per traino salendo sul Mortirolo, nella tappa 19. Saranno inevitabilmente loro due i maggiori osservati per la vittoria finale di questo Giro d’Italia 2018, anche se prima dovranno vedersela con gente del calibro di Thibaut Pinot e Miguel Angel Lopez, oltre che con il nostro Fabio Aru.

Giro d’Italia 2018, I FAVORITI

In totale saranno quindi cinque i maggiori indiziati alla vittoria finale, che in queste 3 settimane da Gerusalemme a Roma lotteranno per dimostrare di meritare la Maglia Rosa ed il Trofeo senza fine. Andiamo dunque ad analizzare nel dettaglio i punti di forza ed i punti deboli di ciascuno, per capire chi e dove ognuno potrà fare la differenza, imprimendo così il proprio nome su questo Giro d’Italia 2018.

Tom Dumoulin: Sarà il dorsale numero 1, l’uomo da battere, il faro della corsa. Torna in Italia dopo l’esperienza dello scorso anno che lo ha fatto diventare il primo olandese a vincere la Corsa Rosa, al termine di tre settimane in cui ha dimostrato di meritare il primato, collezionando tra l’altro anche due vittorie di tappa (nella crono del Sagrantino e nella tappa con arrivo al Santuario di Oropa). Come lo scorso anno, anche stavolta il leader della Sunweb arriverà al Giro con non molti giorni di corsa sulle gambe, preferendo piuttosto lavorare in altura: nonostante questo e i meno chilometri a cronometro, la sua prestazione dovrebbe comunque essere in linea con quella del 2017, ed a Gerusalemme potrebbe già vestire la Maglia Rosa.

Chris Froome: Re di Francia per quattro volte negli ultimi cinque anni (2013, 2015, 2016, 2017), punta forte al pokerissimo ma prima vuole provare a vestire l’unica maglia che gli manca, quella Rosa, così da entrare nel ristretto clan della Tripla Corona e ripetere l’impresa riuscita per l’ultima volta da Bernard Hinault (nel 1982-’83) di essere il campione in carica dei tre principali grandi giri. I suoi unici due precedenti in Italia non sono positivi, ma il capitano del Team Sky ha studiato con attenzione le tappe decisive di questo Giro d’Italia 2018, consapevole anche di poter contare su una squadra solida in cui il ruolo di luogotenente sarà affidato a Wout Poels. In passato ha ipotecato fin da subito i suoi Tour imponendosi sul primo arrivo in salita, ma stavolta potrebbe aspettare anche perché quando si arriverà sull’Etna, alla tappa 6, non dovrebbe ancora essere al suo picco di forma: ha programmato la sua stagione per centrare la doppietta Giro-Tour, per questo motivo a differenza degli altri anni dovrebbe venir fuori tra la seconda e la terza settimana. Infine, bisognerà vedere quanto potrà influire a livello mentale la questione squalifica per il caso salbutamolo, su cui l’UCI non si è ancora espressa.

Thibaut Pinot: Un francese che preferisce il Giro d’Italia al Tour de France raramente si vede. Il capitano della Groupama FDJ è cresciuto molto negli ultimi anni, migliorando a cronometro ma soprattutto in discesa, dove in passato aveva mostrato evidenti lacune. La maglia ciclamino conquistata al recente Tour of the Alps è sintomo di un’ottima condizione di forma, a dimostrazione del bel lavoro svolto nel corso dell’inverno. E’ stato in ricognizione in Sicilia per scoprire le prime tappe sicule, per questo non dovrebbe sorprendere un suo atteggiamento offensivo fin da subito.

Miguel Angel Lopez: Superman è forse la mina vagante di questa corsa, l’unico in grado di far saltare il banco in salita, come dimostrato al Tour of the Alps. Il suo punto debole sono senz’altro le cronometro, per questo per poter puntare al colpo grosso il colombiano dell’Astana dovrà inevitabilmente rischiare quando la strada sale, anche perché all’ex Giro del Trentino è sembrato quasi voler evitare di mettersi troppo in evidenza. Se riesce a limitare i danni nella crono di Rovereto, può seriamente dire la sua in ottica classifica generale.

Fabio Aru: Il sardo della UAE Team Emirates è sembrato il meno in palla dei cinque al Tour of the Alps ed insieme a Miguel Angel Lopez è quello con più difficoltà a cronometro, per questo anche lui dovrà scoprirsi in salita. Difficilmente potrà lottare per il primo posto, ma un podio sembra a portata di mano (già raggiunto nel 2014 e 2015). A 28 anni e dopo aver conquistato la maglia roja della Vuelta nel 2015 è atteso al definitivo salto.

Giro d’Italia 2018, GLI OUTSIDER

Se questi cinque sono i nomi più accreditati per la corsa alla vittoria finale, nonché al podio, va anche detto che ci saranno altri corridori pronti a giocarsi le proprie carte per puntare ad una top 5. Tra questi spicca il nome di Domenico Pozzovivo, capitano della Bahrain Merida, che dovrà dare tutto se stesso per centrare un risultato fin qui ottenuto solo nel 2014. Occhio poi a Simon Yates e ad Esteban Chaves (Mitchelton Scott), secondo alle spalle di Nibali nell’anno di grazia 2016 (in cui conquistò anche il Giro di Lombardia), chiamato alla riscossa dopo il deludente 2017 condizionato da una tendinite ed un lutto familiare. Potranno invece puntare ad una top 10 i vari Rohan Dennis (BMC Racing Team), Louis Meintjes (Dimension Data) al debutto al Giro, George Bennett (Lotto NL Jumbo) brillante al Tour of the Alps, Michael Woods (Education First Drapac), ma anche il nostro Davide Formolo, il cui miglior risultato in un grande giro resta il 9° posto conquistato nel 2016 alla Vuelta a España.

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