Giro di Lombardia 2018: Nibali si arrende solo a un super Pinot

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Thibaut Pinot è il re d’autunno. Il francese, capitano della Groupama FDJ, conquista la prima Classica Monumento della sua carriera arrivando in solitaria a Como, traguardo della 112esima edizione del Giro di Lombardia. Per Pinot è un successo meritato, non tanto perché riscatta l’atroce sofferenza patita nella penultima tappa del Giro d’Italia quanto perché arriva a coronamento di una seconda parte di stagione di grandissimo livello con le due vittorie di tappa alla Vuelta Espana e la Milano-Torino. Il francese vince con autorità davanti a uno stoico Vincenzo Nibali e al belga Dylan Teuns.

Sul Muro di Sormano esplode la corsa, sul Civiglio Pinot si prende il Lombardia

Avvio a grande andatura poi si sviluppa la classica fuga iniziale alimentata da 8 uomini. La metà di questi sono italiani e parliamo di Umberto Orsini e Alessandro Tonelli della Bardiani-CSF, Davide Ballerini dell’Androni Sidermec e Marco Marcato della UAE Emirates. Assieme a loro ecco anche Florian Sénéchal (Quick-Step Floors), Franck Bonnamour (Fortuneo-Samsic), Johnatan Restrepo (Katusha-Alpecin) e Michael Storer del Team Sunweb. Gli otto vanno di comune accordo fino al Ghisallo dove la gara diventa praticamente a eliminazione. Restano in 4: i due della Bardiani, Storer e Bonnamour. Nel gruppo, intanto, l’andatura si fa molto più intensa con la Bahrein Merida che prende l’incarico di tenere il ritmo sia in discesa che nella successiva e decisiva ascesa della Colma di Sormano. A 50 km dal traguardo ecco che anche gli ultimi due fuggitivi vengono ripresi dal gruppetto dei big.

A due km dalla vetta del Muro di Sormano arriva l’azione che spacca in due la gara. Primoz Roglic spezza l’andatura di un immenso Franco Pellizotti e allunga. Lo sloveno guadagna subito 20 metri ma non riesce a fare il vuoto viste anche le terribili pendenze del Muro di Sormano. Il leader della Lotto Nl Jumbo prosegue in solitaria per circa un km poi da dietro arriva quell’azione che tutti speravano di vedere, l’attacco di Vincenzo Nibali. Il siciliano ringrazia Pellizotti e scatta nel tentativo di riprendere Roglic rompendo le resistenze dei vari Bardet, Teuns, Martin, Uran, Bernal e un deludente Valverde. L’unico che riesce a riprenderlo è Thibaut Pinot che non solo sembra tenere il ritmo del vincitore dello scorso anno ma dopo aver ripreso Roglic rilancia anche l’andatura  Pinot e Nibali scollinano assieme sul Muro di Sormano, poi Roglic un po’ sulle gambe e ancora più dietro il gruppo ormai sfilacciato e con un Valverde non proprio in forma mondiale. Nel corso della discesa Roglic riagguanta i due al comando e poco dopo ecco anche un sorprendente Bernal. Tutti gli altri sembrano tagliati fuori per il discorso vittoria. Se la giocano in quattro. E a decidere le sorti della corsa è il Civiglio. A 17 km dall’arrivo arriva la prima rasoiata di un Pinot assolutamente in palla e a farne le spese è Roglic che sventola la bandiera bianca. Poco dopo cede anche Bernal che non riesce a resistere alla progressione di Nibali. Restano in due a giocarsi la Classica delle Foglie Morte. Sembra un duello alla pari. Sembra. Pinot prova l’offensiva una prima volta, poi un secondo scatto ma trova la resistenza di Nibali. Quando mancano meno di 500 metri alla cima del Civiglio ecco un nuovo scatto di Pinot e questa volta è l’azione vincente. Nibali cede di schianto. In meno di 400 metri perde almeno 20 secondi, segnale inequivocabile di chi era già oltre il limite.

Il francese si invola verso il successo mentre Nibali deve fare i conti con le energie e con chi da dietro insegue mettendo nel mirino lo Squalo. Si tratta di Teuns, Majka, Martin, Wellens, Uran e i due compagni di squadra del siciliano Izaguirre e Pozzovivo. Mentre Pinot si invola verso la vittoria, Nibali si fa raggiungere ai -3 km dal traguardo dal gruppetto degli inseguitori. Il leader del team Bahrein non mette però da parte i propositi di arrivare sul podio e non appena cala l’andatura nel gruppetto ecco che il siciliano scatta in contropiede guadagnando un vantaggio tale da poter conquistare il secondo gradino del podio. Su quello più basso c’è, invece, Dylan Teuns che precede Uran, Wellens, Izaguirre, Majka e Pozzovivo.

Le parole dei protagonisti

“Questa è la vittoria più bella della mia carriera”, dice un felicissimo Pinot che aggiunge: “Se avessi potuto scegliere una sola corsa da vincere in carriera, questa sarebbe stata Il Lombardia”. Ed è una vittoria meritatissima come ammette anche Vincenzo Nibali. “Thibaut è in un ottimo momento di condizione, oggi era il più in forma di tutti”. E sul momento decisivo della corsa (lo scatto di Pinot ai -500 metri dalla vetta del Civiglio) spiega: “Non sono andato in crisi, ho cercato di gestirmi. Con una fuga così da lontano e al Lombardia, la condizione è quella che è… anche se sono andato un po’ in crescita proprio per questa gara che conta molto per me”. Infine, sul piazzamento sul podio il siciliano aggiunge: “Con la forza che rimaneva sono riuscito ad ottenere questo secondo posto grazie alla mia grinta. Per un atleta come me conta molto di più la vittoria ma oggi è una sorta di riscatto dopo tutto quello che è successo. È un buon risultato”.

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