Giro d’Italia 2020: Geoghegan Hart trionfa in una corsa rosa ad eliminazione

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Il 26enne britannico Geoghegan Hart del Team Ineos è il vincitore della 103a edizione del Giro d’Italia. Questo ha detto il cronometro totale al termine delle 21 tappe della corsa rosa 2020, forse la più povera di contenuti tecnici della storia. La scelta dell’UCI dei svolgerla in concomitanza con le battute finali del Tour de France, e con le classiche del Nord rimandate in primavera, ha fatto sì che ben pochi nomi di spicco fossero al via in Sicilia.

Giro d’Italia 2020: la corsa

La prima maglia rosa, dopo la cronometro individuale d’esordio di 15km da Monreale a Palermo, è andata sulle spalle di Filippo Ganna, sempre più uomo jet dopo la vittoria al Mondiale di un mese fa. L’azzurro ha conservato l’indumento di lustro anche dopo la seconda frazione, pressoché priva di asperità.

Il primo importante strappo si è avuto nel terzo stage che ha portato il portoghese Almeida ad issarsi in vetta alla classifica. Il fortunato corridore Deceuninck Quick Step, beneficiando del ritiro progressivo di tantissimi corridori accreditati per il successo finali, tra cui i positivi al Covid-19 Yates e Kruijswijk, dopo Geraint Thomas, ha potuto vestire il rosa per ben 15 tappe.

A strappargliela, alla tappa 18, l’olandese Wilco Kelderman, che giungerà però solo terzo al traguardo di Milano. Quello che doveva essere il tappone con passaggio sul Colle dell’Agnello si rivela come lo stage più discusso. A rivoluzionarlo le restrizioni per la pandemia vigenti in Francia, con conseguente impossibilità di transitare sul percorso originario che scollinava l’Izoard.

Ennesimo colpo di scena alla penultima tappa, quando un forcing pazzesco di Rohan Dennis, della Ineos, salendo verso il Sestriere, comporta la crisi di tantissimi uomini di classifica. L’unico a tenere il passo è Hindley, gregario di Kelderman che si mette in proprio quando dall’ammiraglia capiscono che per il capitano è una giornata no.

Se i nomi non ci sono mai stai, e i big hanno deluso fortemente o si sono dovuti ritirare, le emozioni sono proseguite fino all’ultimo km in questo Giro d’Italia 2020. Proprio all’ultima tappa, con i primi della classifica contenuti in pochi secondi, è stato il cronoman britannico a beffare tutti, staccando proprio Hindley e Keldermann, rispettivamente di 39 secondi e di 1 minuti e 29.

Italiani in ombra. Disastro Nibali

Mai come quest’anno è stato un Giro d’Italia tanto negativo per gli italiani. Se possiamo asserire di aver salvato quantomeno l’onore, il grazie è doveroso per un Filippo Ganna capace di vincere 4 tappe. Il cronoman iridato ha infatti vinto tutte e 3 le tappe contro il tempo individuali, più la quinta di 225km da Mileto a Camigliatello Silano. Le uniche altre due frazioni col tricolore protagonista sono andate a un Diego Ulissi da cui ci si aspettava di più in termini di classifica generale.

Il vero sconfitto da questo Giro è però Vincenzo Nibali. Senza avversari, e con un percorso alla sua portata, ha fallito malamente giungendo solo 7o con un ritardo superiore agli 8 minuti. Il siciliano potrebbe aver certificato con questa prestazione una crisi che è ormai innegabile: che sia ormai al tramonto?

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