Dumoulin, il futuro dopo le Olimpiadi di Tokyo

Pubblicato il autore: Emanuela Francini Segui

Dumoulin

Non è ancora del tutto chiaro il futuro di Tom Dumoulin. Il corridore olandese della Jumbo Visma ha preso parte alla cronometro di apertura del Giro di Svizzera chiudendo fuori dalla top ten a 32 secondi dal vincitore Stefan Kung. Tom aveva preso una pausa di riflessione in inverno, parlando di una evidente mancanza di stimoli, poi ha deciso di tornare per il Giro di Svizzera e probabilmente per la cronometro delle Olimpiadi di Tokyo. Ma per quanto riguarda il prosieguo della sua carriera una decisione verrà presa dopo i Giochi Olimpici.

Dumoulin: “Futuro? Vediamo cosa succederà dopo Tokyo”

Ancora molte ombre sul futuro del corridore olandese, talento del ciclismo. Sull’avvenire del talento ne ha parlato il direttore sportivo della Jumbo Visma, squadra di Dumoulin. Zeeman ha ammesso una programmazione solo basata su Tokyo, il resto si vedrà: “Credo che non correrà la Vuelta – le parole di Merijn Zeeman, riportate da Cyclingnews –. Siamo concentrati sui campionati olandesi e sulle Olimpiadi. Quando tornerà da Tokyo ci metteremo a un tavolo e parleremo. Dovremo capire se si sarà sentito nuovamente felice in bicicletta e valuteremo il suo percorso prima di decidere”.

Leggi anche:  Fabio Aru di nuovo in sella. L'annuncio del team

Parole che certamente non aiutano a capire cosa succederà. Quel che è certo è che dopo la cronometro di apertura del Giro di Svizzera, ci sono state buone sensazione per Dumoulin. A gennaio aveva deciso di prendersi un periodo di stop che lasciava presagire ad un ritiro definitivo. Invece, ricaricate le batterie e ritrovata la voglia di correre, Tom è rientrato e ora potrebbe di nuovo lottare per un grande giro.

Come confermato da lui stesso a Het Nieuwsblad l’ipotesi ritiro non è ancora stata definitivamente cancellata dal suo vocabolario, ma intanto ha ritrovato di nuovo la sua anima: “Negli ultimi tre anni aveva perso il piacere di lavorare e correre – le parole di Dumoulin – Stare fermo per qualche mese mi ha aiutato tanto e ho imparato tanto, ho riscoperto che tipo di corridore sono. Il futuro? Vediamo cosa succederà dopo Tokyo, potrei tornare a lottare per un grande giro o pormi altri obiettivi o smettere di essere un corridore”.

  •   
  •  
  •  
  •