Finita l'Era Cassani, ecco il bilancio dell'ex CT della Nazionale

Cassani
Lo scorso 8 agosto, Davide Cassani lasciava Tokyo prima del previsto, lasciando intendere che la sua avventura da CT della Nazionale di ciclismo fosse finita. Il presunto rumors ha poi trovato conferma qualche giorno dopo in seguito all’incontro col presidente federale Cordiano Dagnoni, che però lo lasciava in sella fino al 30 settembre. Con un Europeo e un Mondiale da giocarsi con ambizione, cercando di dimenticare per un attimo che quelle fossero le ultime gare di un progetto iniziato nel gennaio del 2014.

Il bilancio di 8 stagioni incredibili per Cassani

Sette anni e otto stagioni intense. I risultati sono tanti:  il trionfo iridato, inedito per l’Italia, è arrivato nella cronometro e pure bissato da quel fenomeno di Filippo Ganna. Cassani ha fatto in tempo a vedere nascere il Campionato europeo anche per i pro e l’Italia qui ha portato tutti a scuola: quattro successi in sei edizioni, l’ultimo con Colbrelli nel duello di lusso contro Evenepoel. Non sono state affatto vittorie banali. Due, infine, le presenze olimpiche. A Tokyo poca gloria in linea e Ganna a un passo dal podio nella crono nonostante un percorso complesso. A Rio, una scivolata maledetta tra Nibali e una medaglia quasi certa.

Cassani ha sempre fatto gruppo. La sua idea di ciclismo è stata al passo coi tempi, cercando di allargare i confini del suo ambito nel nome della multidisciplinarietà.  Cassani è stata una figura forte, ma apparentemente non ingombrante per i suoi corridori. Un punto di riferimento costante, anche durante il resto della stagione e lontano dai grandi eventi. E che non sarà per nulla facile sosituire.

Come il suo predecessore Paolo Bettini, neanche Cassani è riuscito a rompere il digiuno più pesante, quello dell’oro mondiale nella prova in linea. Un successo che manca dal 2008 (Ballan sotto la guida di CT Franco Ballerini) e che nella sua Era è stato sfiorato nel 2019 (sì, l’argento di Matteo Trentin nello Yorkshire fa ancora male).