Giro d'Italia 2023, Ciccone da forfait: le possibilità degli italiani

E' arrivato come una mazzata tremenda il forfait di Giulio Ciccone per il Giro d'Italia 2023. L'abruzzese era risultato positivo al Covid in un controllo effettuato pochi giorni fa e fino all'ultimo ha sperato di poter partire dalla sua Chieti per l'ennesima avventura a caccia della maglia rosa.
Giulio Ciccone era senza nessun dubbio la migliore speranza del ciclismo italiano in questo Giro d'Italia 2023. Il portacolori della Trek Segafredo aveva disputato un ottimo inizio di stagione in cui erano arrivate per lui due bellissime vittorie di tappa alla Vuelta Valenciana e al Giro di Catalunya. Successi che si sono aggiunti all'ottima classifica generale ottenuta in queste due corse e alla Tirreno-Adriatico, in cui ha sempre battagliato con i migliori. Ulteriori conferme sono arrivate anche dalle Ardenne con Ciccone ottimo sia alla Freccia Vallone che alla Liegi-Bastogne-Liegi. Purtroppo poi questa positività al Covid che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca e a non prendere parte alla corsa rosa.
Giro d'Italia 2023, cosa resta al ciclismo italiano senza Ciccone
L'assenza di Giulio Ciccone è una mazzata per il corridore e per tutto il movimento del ciclismo italiano. Proveranno a tenere alta la bandiera del nostro paese Damiano Caruso, Domenico Pozzovivo e Lorenzo Rota.
Caruso sarà il capitano della Barhain e avrà un team di grande spessore a sostenerlo. Con lui Haig, Mader e Buitrago per provare a fare bene in salita. Più difficile il compito di Domenico Pozzovivo (in foto) che a 40 anni compiuti sembra poter andare alla ricerca di un successo di tappa più che cercare l'ennesima top10 di una carriera infinita.
La sorpresa invece potrebbe essere Lorenzo Rota. Il bergamasco sarà alla sua prima esperienza con i galloni di capitano e proverà, almeno inizialmente, a fare classifica generale in questo Giro d'Italia 2023.
Attenzione anche a Lorenzo Fortunato (fresco vincitore nelle Asturia) che guiderà la Eolo e Valerio Conti capitano del Team Corratec e forse più attratto da fughe, GPM e vittorie di tappa.