Vaciago, Tuttosport: ‘La Juve può vincere il suo quarto scudetto consecutivo’

Pubblicato il autore: Martina Carella Segui

Guido Vaciago
Roma – Torna oggi l’appuntamento speciale di SuperNews con esperti e giornalisti del mondo sportivo, dei pronostici e delle scommesse. L’ospite di oggi è Guido Vaciago, giornalista di Tuttosport. Diversi gli argomenti affrontati dal noto giornalista: dalla Nazionale di Conte, alla Juve di Allegri, dalla Champions League  all’Europa League. A conclusione dell’intervista, Vaciago ha anche fatto il suo pronostico per la Serie A.

Buongiorno Guido, ci racconti come è iniziata la tua avventura nel giornalismo sportivo?
La mia avventura è nata a Tuttosport, io sono monogamo. Nel corso della mia carriera ho lavorato soltanto in una testata. Inizialmente seguivo vari sport, come per esempio ciclismo e canottaggio; successivamente ho iniziato a seguire cose più importanti, come Milan e Inter. Nel 2000 mi sono trasferito a Torino per seguire la Juve e nel 2004 sono tornato a Milano per seguire l’Inter. Nel 2007 il Direttore Padovan mi ha proposto di diventare il Responsabile delle pagine dedicate alla Juve e da novembre 2013 sono anche il coordinatore giornalistico dei contenuti del sito.

Fare il giornalista era il tuo sogno sin da bambino o si tratta di un percorso iniziato per caso?
Il sogno di fare il giornalista è nato quando ero al liceo, si tratta quindi di un sogno ‘antico’. Ero appassionato di scrittura e mi piaceva raccontare storie alle persone. Il mio obiettivo inizialmente era quello di seguire gli esteri al Corriere delle Sera o in Repubblica. Ho scelto il corso di laurea in scienze politiche proprio per avere le conoscenze necessarie in materia di diritto internazionale. Poi, nel corso dei miei studi universitari, ho avuto la possibilità di occuparmi di sport e non ho più voluto tornare indietro. Mi sono trovato molto bene nel settore sportivo perchè il mio desiderio di raccontare storie è riuscito a trovare molto più spazio di quanto sarebbe accaduto in altri settori. E’ per questo che non ho più voluto tornare indietro, ma tutte le conoscenze economiche apprese nel corso degli studi mi sono state utili, soprattutto perchè il calcio negli ultimi anni è sempre più legato a intricate questioni relative alle situazioni finanziarie delle società. Anche la conoscenza delle lingue è una cosa che mi è servita moltissimo perchè quando ci si occupa di sport si ha a che fare con interlocutori di altri Paesi.

Quindi non avevi mai pensato di fare il giornalista sportivo?
Il calcio mi ha sempre appassionato, ma pensavo che sarebbe rimasto una passione e che non sarebbe mai diventato un mestiere. Ad un certo punto della mia carriera da collaboratore ho capito che Tuttosport poteva offrirmi una stabilità economica e contrattuale diversa e ho impiegato tutte le mi energie affinchè ciò avvenisse. E’ stato in quel momento che ho realizzato che avrei potuto trasformare la mia passione in mestiere e non mi sono fatto sfuggire questa occasione. Sono stato fortunato perchè appartengo a quella generazione di giornalisti che ha iniziato a lavorare con una collaborazione e poi ha ottenuto l’assunzione. Oggi ciò è un’utopia: ottenere l’assunzione da una testata è paragonabile a qualcosa di davvero straordinario, come lo sbarco sulla luna. Sono contento di aver potuto lavorare per la stessa testata per tanti anni: ho iniziato a scrivere per Tuttosport pubblicando pezzi che a volte non erano neanche firmati, mentre oggi scrivo editoriali in prima pagina. Sono contento di aver fatto questo percorso all’interno dello stesso giornale, lo trovo romantico.

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La Nazionale si appresta ad affrontare la delicata sfida contro la Croazia e per l’occasione Antonio Conte ha convocato Balotelli. Qual è la tua opinione al riguardo? Sei d’accordo con le scelte dell’ex allenatore della Juventus?
Si, mi trovo d’accordo con lui perchè doveva dare un’occasione al giocatore. Balotelli è un problema del calcio italiano, ma può diventare una risorsa del calcio italiano. Purtroppo l’infinito talento calcistico di cui è dotato è gestito male dal suo carattere. Gli atteggiamenti esuberanti gli hanno spesso impedito di esprimere con continuità il suo talento. Balotelli è stato espulso dal gruppo nel corso del Mondiale. Conte è stato bravo perchè ha cercato di reintegrarlo. Non sarebbe stato un bene per nessuno se uno dei più bravi talenti che abbiamo in Italia fosse rimasto fuori dalla Nazionale. Io credo che questo sia per lui un esame di maturità: se Balotelli dimostra di aver capito quali sono stati i suoi errori, troverà in Conte l’allenatore che potrebbe fargli tirare fuori il meglio. Il ct della Nazionale riesce sempre a tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Non so se Balotelli riuscirà a superare la prova, ma ci sta provando ed è giusto così, è giusto che abbia la sua chance. Non sarebbe stato corretto se Conte non lo avesse convocato, soprattutto perchè la bocciatura sarebbe stata sancita da altri (Prandelli e il gruppo). Il calciatore avrà il 50% delle possibilità di farcela, ma Conte avrà vinto in entrambi i casi. Se il calciatore dovesse essere bocciato, Conte lo allontanerà personalmente, senza subire le scelte di altri. Se invece dovesse essere promosso, il ct sarà riuscito a compiere il miracolo di tirar fuori il campione che è in lui e l’Italia giocherà l’Europeo con un calciatore che può fare la differenza. Ci sono altri giocatori che stanno dando tanto alla Nazionale, ma credo che Balotelli dal punto di vista tecnico ha qualcosa in più.

Qual è il tuo bilancio di questi tre mesi di Allegri alla Juventus? Quali sono le differenze tra la Juventus attuale e quella di Conte?
Il bilancio non può che essere positivo perchè i numeri sono strabilianti. Allegri riesce a tenere un ritmo analogo a quello di Conte, sta facendo anche leggermente meglio in Champions e sta andando bene anche in campionato. Come si può criticarlo? Ha perso una partita a Genova per una distrazione, ottenuto un pareggio e vinto una serie di partite in modo entusiasmante. L’inizio è stato un po’ zoppicante dal punto di vista tattico, ma anche quell’aspetto si sta risolvendo pian piano. Ovviamente si tratta di un bilancio fatto a metà Novembre e quindi può contare poco. Le differenze tra le due squadre sono relative sostanzialmente ad aspetti tattici. Quella di Conte era una squadra che giocava a memoria, eseguiva un preciso spartito che il ct faceva imparare ai giocatori in maniera maniacale. Quella Juve era una magnifica orchestra, con un direttore sempre presente anche durante le partite. La Juve di Allegri invece somiglia più ad un gruppo punk rock, molto meno preciso, ma più frizzante e, per certi versi, divertente. Anzi, direi che quello di Allegri mi sembra un gruppo jazz che dà molta libertà ai solisti, con un canovaccio appena abbozzato sul quale poi si improvvisa. Allegri lascia molta responsabilità ai giocatori e trattandosi di veri campioni può anche essere una scelta intelligente. È un modo diverso di impostare il gioco, la settimana e gli allenamenti, ma sta dando i suoi frutti: ciò significa che ci sono metodi diversi per ottenere lo stesso risultato: quello di Conte non è l’unico giusto.

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La maggiore creatività può rendere questa squadra più forte di quella di Conte?
Se questa squadra sia più forte di quella di Conte potremo dirlo solo più avanti nel tempo e il banco di prova sarà l’Europa. Conte ha vinto 3 scudetti consecutivamente, quindi fare meglio di lui in Italia sarà impossibile. Al contrario, Allegri può fare meglio di lui in Europa, come per esempio raggiungere la semifinale. Conte è riuscito ad ottenere i quarti, quindi se l’attuale allenatore dovesse raggiungere la semifinale, si potrebbe dire che la squadra attuale è più forte. A Torino la vittoria del quarto scudetto consecutivo verrebbe vissuta con lieve distacco. Il popolo juventino è ossessionato dalla Coppa dei Campioni che ha avuto una storia sfortunatissima. La squadra ha sfiorato più volte la vittoria e ha perso tre finali consecutivamente. Si tratta della Coppa più importante per un club e gli juventini darebbe indietro gli ultimi 3 scudetti per poterla avere.

Qual è il realistico obiettivo della squadra in Champions?
Il tifoso è giusto che sogni però se dobbiamo parlare da professionisti, io non credo che la Juve abbia le possibilità tecniche di vincere la Coppa dei Campioni, così come non ce l’ha la Roma. La Juve con un po’ di fortuna potrebbe arrivare ai quarti di finale. L’anno scorso, l’Atletico Madrid è arrivato in finale e la Juve non è molto più debole di quell’Atletico Madrid. Ma se il tifoso crede che potrebbe vincerla, il professionista sa che la squadra potrà ritenersi immensamente soddisfatta se riuscirà a raggiungere i quarti di finale.

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Anche il Torino è impegnato quest’anno in Europa. Quale pensi sia l’obiettivo stagionale dei granata di Ventura? La vittoria in Europa League o un buon piazzamento in campionato?
Io credo che il Torino stia vivendo una stagione difficilissima perchè il doppio impegno, Europa League  e Campionato, è solo apparentemente gestibile. La squadra si sta dividendo tra i due campionati, non riuscendo a brillare né in uno, né nell’altro. Io credo che il Toro riuscirà a superare il girone ed è un obiettivo che oggettivamente la squadra merita di realizzare. A quel punto si dovrebbe sperare in un sorteggio favorevole che permetterebbe ai granata di arrivare agli ottavi, ma anche ai quarti di finale. Non credo che abbia alcuna possibilità di vincere l’Europa League, soprattutto perchè a un certo punto arriveranno le corazzate eliminate dalla Champions e se il Torino dovesse giocare contro un Manchester City sarebbe dura perchè la differenza tra le due squadre è notevole. L’obiettivo è quello di andare più avanti possibile senza farsi grandi illusioni. Per quanto riguarda il campionato, fino a non molto tempo fa credevo che nonostante le cessioni importanti di Immobile e Cerci, la squadra avesse comunque trovato una sua giusta quadratura e invece mi sto rendendo conto che la campagna acquisti non è stata all’altezza delle vendite. Le cessioni sono state giuste ed obbligate perchè non si poteva trattenere né Cerci né Immobile, ma era poi fondamentale investire correttamente i soldi per rinforzare la rosa. Si dovevano comprare giocatori all’altezza, ma ciò non è avvenuto. Sono stati venduti i giocatori che andavano venduti, ma non sono stati comprati i giocatori che andavano comprati.

Concludiamo con un pronostico sulla Serie A. Riusciranno i bianconeri a vincere il quarto scudetto consecutivo?
Per come stanno le cose adesso direi di sì. Mi sembra che la squadra abbia ancora qualcosa in più rispetto alla Roma che, al contrario, sta subendo il doppio impegno con la Champions. Se dovessi scommettere in questo momento, scommetterei sul quarto scudetto consecutivo della Juve. Bisogna anche dire però che questo campionato è più complicato dei precedenti perchè quella di Garcia è una squadra che ha notevoli possibilità, anche più dell’anno scorso. L’allenatore giallorosso è al suo secondo mandato, la squadra lo conosce meglio e lui conosce meglio il calcio italiano: potrebbe essere un campionato che ci farà divertire fino all’ultimo. Napoli e Lazio, invece, se la vedranno per il terzo posto e non credo che nessuna delle due milanesi riuscirà a qualificarsi per la Champions. Milano dovrà ripensare profondamente il suo calcio e credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo per rivedere l’Inter e il Milan al massimo del loro splendore.

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